Il sonnambulo – Sebastian Fitzek #recensione

Leon vive in un elegante appartamento con la giovane moglie Natalie, in un condominio progettato da un famoso architetto. Nonostante tutto sembri procedere per il meglio, un giorno la moglie scompare nel nulla. Leon è tormentato dall’idea di aver commesso qualcosa di irrimediabile e che siano tornati a manifestarsi i sintomi della grave forma di sonnambulismo che aveva funestato la sua adolescenza. Già allora, infatti, in un durissimo periodo innescato dalla morte di entrambi i genitori, aveva avuto episodi violenti che lo avevano costretto per anni a seguire una cura psichiatrica. Terrorizzato da sé stesso, decide di piazzare una telecamera nella stanza da letto e monitorare i propri comportamenti.

Questo non è un libro molto lungo ma mi ha conquistato. Il protagonista, dopo aver comprato la videocamera per controllare il proprio sonno, scopre avventure notturne di cui era totalmente inconsapevole. Lo scenario passa dal thriller al giallo psicologico a un certo elemento horror, ed è incisivo nel sondare i meandri della mente ponendo inquietanti interrogativi riguardo il nostro io dormiente. Ritmo buono e narrazione complessa, comunque mai cervellotica, grazie agli stati di veglia e sonno che si avvicendano senza che l’autore specifichi la condizione in cui si trova il protagonista.
L’ho trovato ben scritto e coinvolgente.  Finale forse un po’ sopra le righe ma il libro rimane molto godibile, glielo si perdona.

Veronica Buzzano

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