Fato e furia – Lauren Groff #LaurenGroff

FATO E FURIA – Lauren Groff
ed. orig. 2015, trad. dall’inglese di Tommaso Pincio
Bompiani, Milano 2016

“Avrebbe potuto morire di felicità in quel preciso istante. Immaginò il mare gonfiarsi per risucchiarli, scarnificarli con la sua lingua e rivoltare le loro ossa in un abisso di molari corallini. Se lei era al suo fianco, pensò, se ne sarebbe andato cantando.”

Sono incappata in questo romanzo grazie a Beatrice e Massimo, meravigliosi librai e ancor più meravigliosi lettori.
Sarebbe stato più che sufficiente, ma in più, ad attrarmi, c’era il titolo:
il fato. La furia.
Due cose a cui, in modo parziale e involontario, credo.
Un romanzo potente che, attraverso la storia delle vite – del tutto fuori dall’ordinario, va detto – di Lotto e Mathilde ci parla del matrimonio, è indubbio, ma anche della relatività della realtà (la nostra, quella degli altri), di chi pensiamo di essere e di quanto siamo persone diverse agli occhi di chi c’è accanto.
Non scriverò nulla della trama, il rischio spoiler è troppo alto. Solo una cosa: avrei voluto (vorrei) il privilegio di essere amata come Mathilde ama Lotto.
Vi dirò, però, che è scritto molto bene, ma senza tracce di autocompiacimento, che vi imbatterete in personaggi, anche secondari, vividi e “sezionati” come pochi, che è avvincente e intenso, e che la seconda parte vi lascerà ammaliati, ma non potrebbe avere questo effetto stupefacente senza la prima.

– l’ho terminato da giorni ma ne scrivo solo adesso perché mi ha lasciato un segno profondo il pensare che non esiste la realtà, ma solo la nostra percezione di essa, sulla base di quel che sappiamo e conosciamo di qualcuno o qualcosa e del nostro relazionarci soggettivo con persone e situazioni.
E che la verità esiste, ma non ci è dato di conoscerla.

Loretta Briscione

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Kramp – Maria José Ferrada #Kramp #EdicolaEdiciones

Traduttore: M. Rota Núñez
Collana: Al tiro

Scritto dalla giornalista, poetessa e scrittrice cilena María José Ferrada, Kramp (Edicola, traduzione di M. Rota. Núñez) è un romanzo di formazione, sui cambiamenti e sulla perdita dell’innocenza, dove la protagonista  – scarpe lustre, sigaretta in bocca e un talento precoce nell’intercettare le debolezze altrui – scopre i fragili meccanismi della vita in un viaggio senza ritorno tra fantasmi e commessi viaggiatori.

M è una bambina di sette anni che salta la scuola per accompagnare suo padre D., commesso viaggiatore della ditta Kramp.
La prima lezione morale che impara:”…con le scarpe ben lustre e il completo giusto, tutto è possibile. E, forse per mettermi in guardia sulla natura della vita, D aggiunse che era necessario anche un pizzico di fortuna.”

In giro per le strade polverose del Cile, inventandosi un ruolo di aiutante, grazie alle sue espressioni toccanti e commoventi, impara a conoscere suo padre e gli altri commessi viaggiatori. I due si costruiscono un mondo in cui:
“Quel che voglio dire è che ognuno cerca di spiegarsi il meccanismo delle cose con ciò che ha sottomano. Io, a sette anni, avevo allungato la mia e avevo trovato il catalogo dei prodotti Kramp.”
La mamma distratta non lo deve sapere.
Fino all’incontro con E, il fotografo a caccia di fantasmi, e la lunga mano di Pinochet.

Il breve romanzo di formazione di una ragazzina cilena, che cresce a ogni pagina, e  in modo confuso e anticonvenzionale impara qualcosa di strano in più sul mondo che attraversa e su di sé. Un racconto di illusioni e disillusioni, scritto come un racconto per bambini, toccante e serio come possono essere i bambini stessi. Un mondo incantato tra viti, spioncini e bulloni, nel quale il Grande Falegname ha il potere assoluto.

“Io e D, invece, rimanevamo fermi e cominciavamo a perdere, prima i colori, poi i contorni. Eravamo diventati anelli di fumo. E mentre attraversavamo il cielo della città, ci disintegravamo.”

Un romanzo che è un piccolo gioiello.

A M ogni anno viene insegnato qualcosa dai suoi genitori: a un anno scopre che esiste il giorno e la notte e che «tutto ciò che accade in una vita rientra in una di queste due categorie»

Elena Fatichi