Libri del cuore #libri #amore #leggere

Avete un libro che vi è piaciuto in modo particolare tra quelli letti quest’anno? No, non le temibili classifiche di fine anno 😀 Più semplicemente un libro che per qualche motivo vi sta a cuore più degli altri, al quale vi siete affezionati. Un indimenticabile, insomma. Sotto un breve elenco di alcuni libri che ci hanno colpito in modo particolare

La città dei ladri – David Benioff, Neri Pozza

Dall’autore della Venticinquesima ora, la magnifica storia di due ragazzi in tempo di guerra, «il romanzo di un narratore eccezionale, scritto con humour, cuore e implacabile suspense».
Khaled Hosseini

L’estate che sciolse ogni cosa – Tiffany McDaniel , Atlantide

“A volte compare un nuovo romanzo così strano e seducente che ti costringe ad abbandonare il tuo mondo per un altro mondo…così è per questa storia di un ragazzo magico – che potrebbe essere il diavolo – e della famiglia che lo accoglie. Vi spaventerà, ma vi ammalierà anche, e vi spezzerà il cuore”
JACQUELYN MITCHARD

Figure – Riccardo Falcinelli , Einaudi

Perché alcune immagini diventano famose e altre no, perché ci catturano, stupiscono, ipnotizzano: come funzionano? “Figure” ci accompagna nella bottega di pittori, fotografi, registi, da Raffaello a Stanley Kubrick, rivoluzionando il nostro modo di guardare. Spesso, davanti a un quadro, tendiamo a domandarci che cosa significhi, o quali fossero gli intenti del pittore, o come si collochi nell’epoca in cui è stato realizzato: ma così la storia dell’arte rischia di essere una spiegazione solo di storia, anziché di arte. Riccardo Falcinelli adotta un paradigma completamente diverso. Invece di cercare il “significato” delle immagini, entra nel loro ingranaggio, le tratta non come simboli da decifrare, bensì come meccanismi da smontare, ci spiega in che modo sono state progettate e costruite, e perché.

L’ottava vita – Nino Haratischwili, Marsilio

L’epopea della famiglia Jashi, dall’inizio del novecento fino alle rivolte libertarie post-sovietiche nella Georgia, terra dolce e mite, scorre con la fluida lingua di una narrazione intensa e densa di vicende, di dolore e di morte. Stalin, georgiano e generalissimo dell’URSS, gioca una parte importante. Ma più di lui, citato sono una volta col suo cognome, e sempre indicato come “il piccolo grande uomo”, è Beria, il vero uomo del male della Russia staliniana, che condiziona la vita, soprattutto dei personaggi femminili, di questa bellissima storia, la cui umanità vive le contraddizioni, gli amori, i viaggi, i tradimenti che sono propri delle persone in ogni tempo e in ogni luogo. E’ una storia universale, raccontata in modo avvolgente, i cui personaggi, nel corso della lettura, sembrano animarsi sotto i nostri occhi.

Nella terra dei lupi – Joe Wilkins, Neri Pozza

«Nella terra dei lupi è popolato da personaggi vibranti, dal cuore profondo, ed è pieno di vivide descrizioni del paesaggio del Montana».
Pam Houston

L’ultima stagione – Don Robertson, Nutrimenti

A bordo di una Pontiac, muovendosi per le strade del paese (e attraverso le pagine di un diario tenuto segretamente da Howard), gli Amberson ripercorrono la storia del loro amore e della loro famiglia, riportando alla luce il passato, gioie e dolori di un microcosmo nel cuore d’America. In questo che è stato il suo romanzo della maturità, pubblicato nel 1974, Don Robertson ritrae una coppia nell’autunno dell’esistenza, componendo una delicata ode alla vita, intelligente, spassosa, mai lugubre. Un’elegia dello spirito umano, che passa per la stessa scrittura potente, senza sfumature o compromessi, che i lettori italiani hanno già conosciuto con “L’uomo autentico”.

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Emilia l’elefante – Arto Paasilinnna #ArtPaasilinna #Iperborea

Recensione di parte: Paasilinna è forse il mio autore preferito. E a Natale mi concedo sempre uno dei suoi libri: per me niente racconti natalizi di Truman Capote o canti di Charles Dickens, ma surreali personaggi scandinavi e le loro strane avventure.

Durante il pranzo di Natale ho discusso di Emilia l’elefante con le mie nipoti: l’undicenne Francesca è rimasta fiabescamente affascinata dalla mia presentazione, la quattordicenne Margherita era scettica: perché mai leggere queste storie rocambolesche, al limite dell’assurdo? Risposta: per RIDERE. E non è poco!

Ma anche per deliziarsi di personaggi spontanei, di buoni sentimenti, di amore per gli animali e per la natura, di viaggi strampalati attraverso la Lapponia, di paesaggi spettacolari. Ma anche per scontrarsi con argomenti spinosi, con le incongruenze dell’animo umano, con l’aspirazione alla libertà e contemporaneamente alla sicurezza di un tetto, con una sana irriverenza, con un “naturismo politicamente scorretto” (magari l’avessi coniata io questa espressione!).

Ho amato particolarmente Emilia l’elefante: una favola ecologica che mi ha ricordato moltissimo Il migliore amico dell’orso, ne sembra quasi l’eredità. Ho apprezzato l’amore e il rispetto di natura e animali, che sono posti allo stesso livello dell’uomo: Emilia balla l’hopak, mette ordine in casa, miete il grano, prende multe per eccesso di velocità, si ubriaca e deve sottoporsi all’etilometro. Gli animali infrangono le regole della normale consuetudine, rovesciano le prospettive in una chiave mai ridicola, ma poetica e toccante.

Grandissimo Arto ❤

Emilia l’elefante – Arto Paasilinnna

Traduttore: Francesco Felici

Editore: Iperborea Collana: Narrativa