Paola Barbato – Non ti faccio niente #PaolaBarbato

Era un uomo piacevole, alla prima occhiata, aveva la barba lunga con ancora più biondo che grigio, gli occhi buoni, la pelle tesa, colorita. Poi però tutti quelli che lo guardavano per più di un minuto iniziavano a sentirsi inquieti, senza una vera ragione.
“Lo sanno.” diceva Vincenzo “Mi fiutano.”

barbato

Non avevo letto ancora nulla di Paola Barbato, se non le storie scritte per Dylan Dog e un paio di mesi fa ho saputo che stava scrivendo un nuovo romanzo pubblicandolo a puntate, in tempo reale, su una piattaforma che non conoscevo: Wattpad.
Casualmente l’ho iniziato il giorno stesso in cui ha pubblicato l’ultimo capitolo e, se vi piacciono i thriller, non posso fare altro che consigliarvi di leggerlo, ma solo se non avete problemi a leggere di orchi perchè qui non viene risparmiato nessuno.
La Barbato è proprio brava, qualche refuso qua e là ma bisogna tenere conto che non c’è un lavoro di editor dietro, anzi, è possibile segnalare gli eventuali difetti.
I personaggi sono tutti caratterizzati in modo perfetto ed è impossibile non affezionarsi a molti di loro. E’ il classico libro che spiace finire, anche perchè la fine…!!!

Il riassunto dell’autrice:

1982. Un uomo misterioso rapisce dei bambini, li tiene con sé tre giorni, quindi li restituisce alla famiglia, illesi.
Trentadue bambini in sedici anni.
Poi scompare.
2015. I figli dei bambini, divenuti adulti, vengono a loro volta sequestrati e poi restituiti alle famiglie. Ma questa volta privi di vita.
Per cosa pagano?
Per mano di chi?
E perché?

Questo è il link dove troverete il libro: https://www.wattpad.com/story/83259020-non-ti-faccio-niente

Massimo Arena

La donna che visse due volte – Boileau/Narcejac

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La premiata ditta francese Boileau-Narcejac ( firma comune di Pierre Boileau (1906-1989) e di Pierre Ayraud, detto Thomas Narcejac (1908-1998), scrittori francesi di romanzi polizieschi) ritorna con Adelphi che ripubblica “La donna che visse due volte” (titolo originale: D’entre les morts, ossia “Di tra i morti”) . Da questo romanzo fu tratto anche il famoso film di Hitchcock “Vertigo” con Kim Novak e James Stewart.

Lo si legge immersi progressivamente nell’ossessione del protagonista (l’ex-poliziotto Flaviers) che si innamora di un mistero più che di una donna. E noi con lui, perché i due scrittori, un po’ come il Simenon dei romanzi, amano lavorare sull’indagine psicologica dei loro personaggi, e nella quale è difficile per il lettore non sentirsi coinvolto. Per chi non li avesse ancora letti consiglio anche i due romanzi precedentemente pubblicati dalla benemerita Adelphi : “I diabolici” e “Le incantatrici“.

Renato Graziano

DESCRIZIONE

Narra la leggenda che Boileau-Narcejac abbiano scritto “La donna che visse due volte” con uno scopo ben preciso: quello di piacere ad Alfred Hitchcock. Una scommessa azzardata, indubbiamente (anche se i due non ignoravano che il regista avrebbe già voluto adattare per lo schermo I diabolici, che gli era stato soffiato da Henri-Georges Clouzot). Come tutti sanno, la scommessa fu vinta, e la storia della enigmatica Madeleine, che sembra tornare «dal regno dei morti», diventò quello che la critica ha definito il capolavoro filosofico di Alfred Hitchcock – e uno dei film più amati dai cinéphiles di tutto il mondo. Quando, molti anni dopo, François Truffaut gli chiederà che cosa esattamente gli interessasse nella storia di questa ossessione amorosa che ha la tracotanza di sconfiggere la morte, Hitchcock gli risponderà: «la volontà del protagonista di ricreare un’immagine sessuale impossibile; per dirlo in modo semplice, quest’uomo vuole andare a letto con una morta – è pura necrofilia». Attenzione però: se è vero che ci si accinge alla lettura del libro avendo davanti agli occhi la sagoma allampanata di James Stewart e il corpo di Kim Novak, a mano a mano che ci si inoltra nelle pagine del romanzo le immagini del film si dissolvono e si impone, invece, potentemente la dimensione onirica, angosciosa, conturbante di Boileau e Narcejac, che sanno invischiare il lettore negli stessi incubi ai quali i loro personaggi non riescono a sfuggire fino all’ultima pagina – e anche oltre.

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