#J.C.Izzo #Casino Totale #cassis

“Ogni anno, cancellavo dalla mia agenda gli amici che facevano discorsi razzisti. Trascuravo coloro che sognavano solo macchine nuove e vacanze al Club Med. Dimenticavo tutti quelli che giocavano al lotto. Amavo la pesca e il silenzio. Camminare sulle colline. Bere del Cassis freddo. Del Lagavulin, o dell’Oban, tardi nella notte. Parlavo poco. Avevo le mie idee su tutto. La vita, la morte. Il Bene, il Male. Andavo matto per il cinema. Ero appassionato di musica. Non leggevo più i romanzi contemporanei.

E più di tutto, mi facevano schifo i pavidi, i mollaccioni.

J. C. Izzo, Casino Totale

Il Sole dei Morenti – Jean-Claude Izzo #JeanClaudeIzzo

il-sole

Credevo ci avrei messo più tempo, invece me lo sono bevuto in due giorni. Di lui avevo già letto la trilogia noir con Montale, che ho amato.
Questo è stato il suo ultimo scritto. Sofferto, viscerale e poetico. È la storia di una fuga: da una città, da una realtà indifferente, da un ricordo che tormenta l’alcolico protagonista dall’inizio alla fine, mescolandosi con altri fino a rendere le sue memorie confuse. Il suo senso di smarrimento ed emarginazione è reso benissimo ed accentuato dalla prosa secca, tagliente e sanguigna.
Ci hai lasciato troppo presto, Jean.
Spero un giorno di assaggiare un bicchiere di pastis e berlo alla tua salute.

Alex Grigio

Il sole dei morenti è un libro tristissimo che, attorno a una vicenda apparentemente banale (un barbone di Parigi, Rico, quando vede morire di stenti e freddo, al suo fianco, un caro amico, Titì, decide d’intraprendere un viaggio verso la sua città d’origine, Marsiglia, con l’intenzione di morire al sole della costa), costruisce un vero e proprio mondo, quasi un microcosmo, che spazia dai ricordi giovanili all’idea di amicizia vera, dagli errori nella vita che possono portare alla disperazione e sulla strada sino alla difficoltà, per un barbone, di muoversi anche per brevi tragitti cercando di evitare discriminazioni ed episodi di violenza.

Giovanni Ziccardi