La Rory Gilmore Reading Challenge, sfida letteraria 2017 #Libri #RoryGilmore

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Tra la Sfida 2017 dei 50 libri, prossimamente su questi schermi, e il mio giro intorno al mondo (Leggere il Mondo, un libro per Paese), ho deciso con delizia che nel 2017 partirà un’altra Sfida letteraria per me, dritta dritta dal mondo televisivo. Nella serie Gilmore Girls (di cui ho guardato tre puntate da ggiovane per decidere che mi schifava e raccapricciava, e ogni volta che ne ho rivisto un pezzo mi saliva la carogna, ma tranquilli, non siamo qui per parlare di ciò) la ragazzina co-protagonista, Rory, è una lettrice avida e insaziabile, che legge costantemente non solo per il proprio piacere ma anche perchè è iscritta a una scuola privata estremamente competitiva in vista di un futuro in una università Ivy League, destinata a una carriera giornalistica. Per lo più, comunque, legge perchè ama farlo; ed è inquadrata in almeno una scena a puntata con un libro in mano. Negli anni in cui la serie era attiva, il network televisivo WB curava una rubrica online, intitolata The Rory Gilmore Book Club, in cui si elencavano titoli di romanzi che Rory stava leggendo o avrebbe letto, o che avrebbe dovuto leggere, stimolando curiosità nelle fan lettrici, e dando ottimi suggerimenti a genitori e giovani fan della serie. Col tempo, i fan nerd più telemaniaci hanno stilato una lista ossessiva non solo di questi libri o dei titoli che Rory è stata vista leggere nei telefilm, ma di tutti i riferimenti letterari e filmici (che abbiano alla base un libro) fatti in tutte le puntate delle sette stagioni, più la recente miniserie, creando l’estesa macro competizione The Rory Gilmore Reading Challenge, che consiste in circa 360 titoli, in cui si sfida il lettore a raggiungere Rory. Su Goodreads  gareggiano in un gruppo di lettura al ritmo di due libri al mese più qualche minisfida, ma naturalmente con un numero così elevato di titoli è inutile porsi obiettivi troppo ravvicinati.

Ho detto “circa” 350 libri perchè in rete si trovano infinite liste sotto questa denominazione, in genere copincollate da un sito all’altro, ma molte contengono doppioni o palesi errori; io da brava ho controllato titolo per titolo, libro per libro, e sono arrivata a questa precisa polita Sfida qui: https://cinquantalibri.com/the-rory-gilmore-reading-challenge/

La trovo un sfida importante e interessante, innanzitutto perchè una ragazzina televisiva americana non si può permettere di aver letto più libri di me! ahah, no, ok scherzo. Comunque Rory no, non ti permettere.

Partiamo con le considerazioni: è una lista che -tolto qualche titolo di manuali di cucina e guide di viaggio per l’Europa- si divide in quattro macro gruppi di letture. Dapprima i libri di svago di alta qualità (Harry Potter, Woodhouse, i classici per ragazzi); poi i capolavori della grande letteratura mondiale, con particolare interesse verso quella inglese e nordamericana, ovviamente; poi le biografie e i saggi storici, filosofici, letterari e musicali che Rory legge in vista della sua futura carriera giornalistica; e infine una serie di opere che sono forse meno importanti letteriamente ma ugualmente fondamentali per tematiche e scrittura, che vanno da Un albero cresce a Brooklyn di Betty Smith a Stephen King. Di questi 370 titoli, penso di averne letti un centinaio, forse qualcuno in più ma ho deciso comunque di rileggere Shakespeare e Dickens. Ho trovato tantissimi suggerimenti interessanti per saggi e opere letterarie, anche se c’è qualche libro che non mi attira per nulla, e che sostituirò con un titolo equivalente: perchè laddove Rory da brava studentessa americana trova necessario leggersi A Monetary History of the United States, tomone di 860 pagine scritto nel 1963 dai premi Nobel per l’Economia Milton Friedman and Anna J. Schwartz, io magari scelgo qualcosa tra questi, per esempio:  https://www.webeconomia.it/libri-economia-leggere/4754/

Insomma, io comincio. Poi quando finisco, finisco! Se non finisco, pazienza! ci ho provato, voi mi siete testimoni.

Lorenza Inquisition

David Noonan – Attempted hippie #DavidNoonan

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Libro molto carrino e a dire il vero assai piccino, Attempted hippie è la storia di un ragazzo ventenne che nel New Jersey del 1972 avrebbe come massima aspirazione diventare un hippie. Ma non ci riesce, non ha la giusta capigliatura e nemmeno le physique du role, con quegli occhiali con montatura di corno che lo fanno assomigliare a un ragioniere. Soprattutto, anche se non ha niente in contrario a ubriacarsi e a fumare erba, è assolutamente avverso a provare qualsiasi droga più pesante. E’ iscritto a giornalismo al college ma i corsi sono noiosi, e si è preso un semestre sabbatico che spende tra due lavori ugualmente frustranti, becchino in un cimitero e addetto a una stazione di servizio. Una sera un hippie di passaggio gli lascia come mancia uno spinello e una lattina di birra, e David ha la rivelazione: deve partire e andare a San Francisco, attraversando gli Stati Uniti in autostop, cercando sè stesso nel frattempo. Forse si troverà anche, nel coast to coast, chi lo sa?

E’ un bravo ragazzo David, e la sua storia è divertente e anche tenera. Gli hippie nel mio immaginario sono sempre stati dei fattoni che non si lavavano, potenzialmente più charles manson che janis joplin. In realtà in questo viaggio attraverso l’America ne incontriamo di vari tipi, c’è quello politicamente impegnato e quello che pensa solo a strafarsi, c’è il giovanotto più serio che fa il carpentiere tutto il giorno, paga i suoi conti e le tasse, e la sera torna alla sua fattoria dove la moglie coltiva piante e l’unico spinello che si fanno è dopo cena per rilassarsi, ci sono insomma persone di ogni tipo, tutte con un unico tratto in comune: divertirsi, stare in pace con tutti, e dividere il poco che si ha con il gruppo. Sembra un modo assurdo di vivere ora, e probabilmente lo è, forse lo era. Ma in questa estate di David spesa on the road verso San Francisco, questi pigri pomeriggi passati in spiaggia fumando a guardare il sole tramontare o le chiacchierate sul divano in attesa che qualcuno porti da mangiare hanno il sapore di un tempo perduto che non tornerà penso mai più, la giovinezza che tutti abbiamo perso, non solo l’America. Mi è piaciuto, e si legge in un paio d’ore. Però, ahimè, mi sa che non è tradotto.

Lorenza Inquisition