David Noonan – Attempted hippie #DavidNoonan

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Libro molto carrino e a dire il vero assai piccino, Attempted hippie è la storia di un ragazzo ventenne che nel New Jersey del 1972 avrebbe come massima aspirazione diventare un hippie. Ma non ci riesce, non ha la giusta capigliatura e nemmeno le physique du role, con quegli occhiali con montatura di corno che lo fanno assomigliare a un ragioniere. Soprattutto, anche se non ha niente in contrario a ubriacarsi e a fumare erba, è assolutamente avverso a provare qualsiasi droga più pesante. E’ iscritto a giornalismo al college ma i corsi sono noiosi, e si è preso un semestre sabbatico che spende tra due lavori ugualmente frustranti, becchino in un cimitero e addetto a una stazione di servizio. Una sera un hippie di passaggio gli lascia come mancia uno spinello e una lattina di birra, e David ha la rivelazione: deve partire e andare a San Francisco, attraversando gli Stati Uniti in autostop, cercando sè stesso nel frattempo. Forse si troverà anche, nel coast to coast, chi lo sa?

E’ un bravo ragazzo David, e la sua storia è divertente e anche tenera. Gli hippie nel mio immaginario sono sempre stati dei fattoni che non si lavavano, potenzialmente più charles manson che janis joplin. In realtà in questo viaggio attraverso l’America ne incontriamo di vari tipi, c’è quello politicamente impegnato e quello che pensa solo a strafarsi, c’è il giovanotto più serio che fa il carpentiere tutto il giorno, paga i suoi conti e le tasse, e la sera torna alla sua fattoria dove la moglie coltiva piante e l’unico spinello che si fanno è dopo cena per rilassarsi, ci sono insomma persone di ogni tipo, tutte con un unico tratto in comune: divertirsi, stare in pace con tutti, e dividere il poco che si ha con il gruppo. Sembra un modo assurdo di vivere ora, e probabilmente lo è, forse lo era. Ma in questa estate di David spesa on the road verso San Francisco, questi pigri pomeriggi passati in spiaggia fumando a guardare il sole tramontare o le chiacchierate sul divano in attesa che qualcuno porti da mangiare hanno il sapore di un tempo perduto che non tornerà penso mai più, la giovinezza che tutti abbiamo perso, non solo l’America. Mi è piaciuto, e si legge in un paio d’ore. Però, ahimè, mi sa che non è tradotto.

Lorenza Inquisition

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