Viaggio nella Cina proibita – Luc Richard #viaggio #Cina

Editore: TEA Collana: TEA Avventure

Una telefonata inattesa da Pechino da parte dell’amico di sempre e l’invito a partire per le regioni occidentali della Cina, quelle lontane dagli itinerari turistici, quelle meno conosciute e più incontaminate. Assieme all’amico Constantin e a due cinesi, entrambi appassionati fotografi, in un viaggio che durerà tre mesi, Luc Richard attraverserà tutto l’Ovest della Cina, dalle regioni meridionali del Sichuan e dello Yunnan, agli altipiani del Tibet sino ai territori dello Xinjiang. Un’esperienza indimenticabile, scandita dagli incontri con le popolazioni locali, dalle visite di città, di villaggi rurali e di luoghi di culto, dagli imprevisti causati da una natura selvaggia, da disguidi dovuti a usi e costumi antitetici rispetto a quelli occidentali.

Un libro che indipendentemente dal contenuto fa percepire come in pochi anni ne siano passati in realtà moltissimi.

Un viaggio di una ventina di anni fa a seguito dei cambiamenti del mondo sembra provenire da un’altra epoca. Quando si comprava cibo nei wet market senza problemi, quando non si usavano le maschere e si circolava liberamente, quando la repressione nello Xinjiang non era così atroce, quando le nuove vie della sete erano ancora incubazione.

Dallo Yunnan allo Xinjiang passando per il Sichua, il Tibet e il Quinghai. Senza permessi, solo con la voglia di viaggiare.

Ora neanche più quella ci è concessa.

Danilo Picco

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Lezioni di francese – Peter Mayle

Spassoso, leggero e goloso: questo libro lo descrivo con questi tre aggettivi. Nel leggerlo ho ritrovato la stessa ironia di Beppe Severgnini quando, nei suoi libri, descrive gli americani o noi italiani: esaltandone le qualità ma descrivendone anche i lati meno felici sempre con sottile umorismo.

In una sorta di memoir culinario, Mayle – un inglese trapiantato in Francia – racconta i suoi viaggi alla scoperta di alcune delle più famose e succulente fiere culinarie che si organizzano ogni anno in varie cittadine francesi.

È un libro vecchiotto, quindi i consigli di viaggio in appendice al libro possono essere un po’ obsoleti, ma di certo è un testo che si legge tutto d’un fiato e che offre numerosi spunti, gastronomici e non. Da assaporare lentamente, magari in compagnia di qualche biscotto francese al burro.

Monica Eowyn Manzella

Che cosa può significare per un diciannovenne britannico, cresciuto nel deserto gastronomico e nutrito nelle grigie mense del dopoguerra, un viaggio nella Parigi dei ristorantini e dei bistrot, seguito da un tour in Provenza, con i tavolini e le sedie sotto gli ombrelloni? La conseguenza è una sola: quel giovane si innamorerà di quel paese meraviglioso, della sua cucina, dei suoi vini, della sua gente. In “Lezioni di francese” Peter Mayle rende omaggio a persone, luoghi, paesaggi, conosciuti nel corso della sua lunga storia d’amore con la Francia e, con un affetto sincero e un umorismo accattivante, ci accompagna alla scoperta di atmosfere, profumi e sapori indimenticabili.