Elena Bibolotti – Pioggia dorata

“B. aveva il DNA maschile dell’uomo del sud, quello impresso nell’inconscio collettivo da troppe generazioni, che la ama troia e la sposa santa”. Ecco, cose così accompagnano un libro che con scrittura felice restituisce sesso e amore, schivando le banalità di genere…

bibo

Voglia di racconti, che ho deciso di introdurre con regolarità nella mia “dieta”, a dispetto del diffuso ostracismo.
E se poi sono racconti erotici? Sì, grazie, perché no? Cosa significa, poi, erotico? È il terreno su cui il racconto decide di giocare, ma a fare la differenza – la sostanza – è come sempre la qualità narrativa.
La Bibolotti sceglie di tendere un filo giallo paglierino tra questi sei racconti che, disimpegnandosi tra vari gradi di perversione sessuale (più quotidiana di quanto siamo forse disposti ad ammettere), mettono in scena personaggi, situazioni, vicende, insomma vite capaci di tirarti dal loro lato del marciapiede, procedendo per ossessioni, vizi, rimpianti, producendo uno spaccato franco e impietoso dello spaesamento (emotivo, sentimentale) contemporaneo.
Agile, robusta, lucida e umorale la scrittura, ti trascina tra i racconti con asprezza e generosità. Una bella scoperta.

Stefano S.

 

Scrittori #Tumblr

 snoopy

Via Tumblr:
-Charles Dickens veniva pagato a parola. Quindi non ci si può arrabbiare se a volte ha paragrafi lunghi e tediosi, perchè anche io avrei fatto lo stesso con lo stesso contratto, no? Non avrei mai usato abbreviazioni o che ne so, definizioni per i colori. Devo dire la parola “rosso”? eh peccato, da ora in avanti userò “il colore del sangue appena versato sulla neve; o che ne so, la tinta che assume l’orizzonte quando il sole scende sopra le dune del deserto sub-sahariano”. BOOM! io e il mio amico Dickens ci possiamo comprare due cene, adesso!
-Stando su questo argomento, Alexandre Dumas veniva pagato per riga. Quindi non è un tipo molto descrittivo, l’80 per cento dei suoi scritti sono dialoghi, cosa che lo fa sembrare molto moderno in fondo ma ci sono anche momenti imbrarazzanti tipo:
“E adesso dove andiamo?
Adesso andiamo in città.
Che città?
Parigi.
Stiamo andando a Parigi?
Sì”.
-Sì ma ci pensate che tipo di tortura estesa avremmo dovuto subire se Victor Hugo fosse stato pagato a gioco di parole?
– Ma George RR Martin lo pagano a morti dei personaggi?