In the Miso Soup – Ryu Murakami #RyuMurakami

“Donne come lei avevano una impenetrabile barriera di stupidità”.

soup-2

Di questo Murakami qui, che non è Haruki ma Ryu, si badi, mi ricordavo il film Tokyo decadence, da lui stesso diretto, prodotto e sceneggiato. In realtà prima del film c’è un libro (come sempre), considerato dalla critica una delle opere più importanti del panorama letterario erotico postmoderno, apperò, ammazza. Ma leggendo in rete ho trovato che gli indici di gradimento del pubblico erano a meno di zero se proprio volevano esser buoni, perciò ho lasciato perdere quello e ho deciso di provare questo, In the miso soup (Nella zuppa di miso, che in Italia si è deciso di tradurre con Tokyo soup), del 1997. Viene solitamente descritto come uno splatter thriller à la Brett Easton Ellis, e in effetti hanno qualcosa in comune, anche se per me il Murakami deve un po’ mettersi in coda da bravo con la lavagnetta e i gessetti e prendere appunti.

Il protagonista è Kenji, un ventenne che in attesa di realizzare le aspettative della madre e farsi venire voglia di una laurea, si è inventato un lavoro alternativo: accompagna turisti americani in giro per il distretto a luci rosse di Tokyo, facendo da interprete e mediando con imbonitori dei peep-shows e S&M clubs, con i barman e le hostess nei locali di spogliarelliste, ed eventualmente alla fine della serata con le squillo. Come tutti coloro che esercitano in questo particolare ambito lavorativo, Kenji è un po’ psicologo, elementare ma affidabile nell’interpretare chi ha davanti anche solo da qualche accenno del viso o parola. E qualcosa in Frank, un paffuto americano che lo assume per tre nottate di fine anno, non torna. L’autore è bravo a costruire una certa tensione per la prima parte del libro non lasciando capire se c’è una vera minaccia o se è tutta una paranoia nella testa di Kenji. Poi verso la metà del romanzo scatta il gore, potenzialmente davvero disturbante anche se, tornando a Easton Ellis, dopo American Psycho io ho trovato il livello di Murakami sopportabile (ma sicuramente non è per tutti, avvisati siete). Il tutto si concentra in una scena particolarmente brutale e sadica, e, in un certo modo giapponese, bizzarra. Le ultime cento pagine sono poi di dialogo e riflessione sull’accaduto, non sempre centrate a parer mio, fino alla conclusione.

Si può dire che il tema intorno al quale è focalizzato il libro è il contrasto tra la civiltà americana e quella giapponese, e anche su come quest’ultima si raffronti con il turista, l’immigrato, in generale con lo straniero. Al di là della trama, della crudezza e dei momenti splatter, quello che mi è piaciuto sono queste riflessioni sulla diversità degli atteggiamenti, particolarmente verso il sesso e la solitudine, ma anche sulle differenze di personalità e di visione filosofico o religiosa tra americani, giapponesi e resto del mondo. Peraltro, l’ho trovato a volte disconnesso e forzato, ma anche elettrizzante da leggere in quel certo modo malato di noi che apprezziamo chi scrive (anche) cose violente e disgustose. Sicuramente non è un capolavoro ma mi è piaciuto, e altrettanto sicuramente leggerò altro anche di questo Murakami qui.

Lorenza Inquisition

In Italia è stato pubblicato da Mondadori: Ryū Murakami, Tokyo soup,   Arnoldo Mondadori Editore, 2006

soup

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...