La femmina nuda – Elena Stancanelli

elena

Si dice che i lettori maschi non amino leggere la letteratura al femminile: io cerco di smentire il luogo comune e sono normalmente incuriosito dalle scrittrici. Ma terminando “La femmina nuda”, recente romanzo candidato al Premio Strega di Elena Stancanelli, mi sono chiesto in che misura la vicenda raccontata potrebbe essere declinata al maschile. Perché le reazioni di Anna, la protagonista che sotto forma di lettera all’amica Valentina confessa la propria progressiva umiliazione e vergogna nel reagire ad una separazione dal compagno Davide, scopatore seriale, forse possono essere davvero interpretate e condivise solo dalle lettrici.
Eppure il breve romanzo, scritto in una lingua dura e anche con quella crudezza che stinge nel volgare con cui oggi si trattano il sesso ed il corpo, è interessante: perché la banalità e la assoluta normalità della situazione descritta come innesco della lettera-confessione (e cioè la separazione di una coppia), diventa l’occasione per descrivere una ossessione che usa strumenti molto contemporanei come la tecnologia degli smartphone e dei social network per sviluppare la caduta inarrestabile della propria dignità. Ce la farà Anna a sopravvivere? lei dice di sì, alla fine, dopo un incontro-scontro con la rivale Cane (soprannome molto indicativo dello spregio con cui viene vista da Anna) ma a me sembra che il prezzo sia molto alto. Per le coppie di oggi sembra solo esserci spazio solo per i corpi (e, forse, il sesso) ma non per i sentimenti. Forse per la mia generazione è davvero troppo cinica da accettare questa dimensione della coppia.

Renato G.

DESCRIZIONE

Anna è una donna intelligente, bella, con un lavoro interessante, ma di colpo tutto questo non serve più. Dopo cinque anni la sua storia d’amore con Davide affonda in una palude di tradimenti, bugie, ricatti. E la sua vita va in pezzi. Si trasforma in un’isterica, non dorme, non mangia, fuma e si ubriaca ogni sera per riuscire ad addormentarsi. Compulsivamente inizia a frugare nel telefonino di lui, nelle chat, sui social. Non sa cosa sta cercando, non sa perché lo sta cercando. Per un anno rimarrà prigioniera di quello che lei stessa chiama il regno dell’idiozia, senza riuscire a dirlo a nessuno. Questo racconto è la sua confessione, sotto forma di lettera, a Valentina, la sua più cara amica, che l’ha vista distruggersi sera dopo sera. Anna dice tutto, senza pudore. I dettagli umilianti e ridicoli, l’ossessione, la morbosità. Anna somiglia a tutti noi, che combattiamo questa guerra paradossale che chiamiamo amore. Ogni tanto vinciamo, più spesso perdiamo. L’unica cosa su cui possiamo sempre contare, l’unica capace di indicarci i nostri confini, i nostri bisogni, è il corpo. E sarà al corpo che Anna si aggrapperà per sconfiggere il dolore.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...