Un ottimista in America – Italo Calvino #ItaloCalvino

Rome, December 1984 - Writer Italo Calvino >< Roma, dicembre 1984 - Italo Calvino, scrittore *** Local Caption *** 00114424
Rome, December 1984 – Writer Italo Calvino ><

Sto leggendo Un ottimista in America, di Italo Calvino, un libro “nuovo” di questo autore, uscito nel 2014. Era già pronto nel 1961, lo stesso Calvino ne aveva corretto le bozze e scelto il titolo; tuttavia era uno scrittore molto esigente sulla qualità della propria opera, e alla fine pensò che non fosse abbastanza buono per essere pubblicato. Non so se rendiamoci conto: uno scrittore (che è pure Calvino, particolare che non sottovaluterei così alla cacchio) che dice No, questo non lo pubblico. Non è abbastanza. Naturalmente non dovrebbe essere una cosa così eccezionale, in fondo. Sei uno scrittore, ti pregi di essere critico ma anche onesto, col tuo editore ma anche e soprattutto col tuo pubblico, se non con te stesso.Tuttavia è una cosa che a leggerla così, mi sale la tristezza. Non dovrei tirare in ballo che uomini così non ne ce sono più, nella scena letteraria italiana, e poi neanche c’è più, la scena letteraria italiana, per dire. Allora, non lo farò, dai, penserò a una frase che da sola vale già tutto il libro: “La vera debolezza americana sta nell’incapacità di capire ogni altro mondo che non sia il suo. Non hanno il senso della storia perché hanno scelto la geografia, l’occupazione degli spazi”.
Ma non era abbastanza buono. Zio cane signor Calvino vengo lì e le dò uno scappellotto. Dopo lei giustamente mi può tirare in testa tutta la Treccani e io sto zitta e muta, ma uno scappellotto sul coppino io glielo tiro.

Lorenza Inquisition

DESCRIZIONE

Partendo per gli Stati Uniti, e anche durante il viaggio, spergiuravo che non avrei scritto un libro sull’America (ce n’è già tanti!). Invece ho cambiato idea. I libri di viaggio sono un modo utile, modesto eppure completo di fare letteratura. Sono libri che servono praticamente, anche se, o proprio perché, i paesi cambiano d’anno in anno e fissandoli come li si è visti se ne registra la mutevole essenza; e si può in essi esprimere qualcosa che va al di là della descrizione dei luoghi visti, un rapporto tra sé e la realtà, un processo di conoscenza. … Mi interessavano gli Stati Uniti, come sono fatti realmente, non, che so io, per un ‘pellegrinaggio letterario’ o perché volessi ‘trarne ispirazione’. Però negli Stati Uniti sono stato preso da un desiderio di conoscenza e di possesso totale di una realtà multiforme e complessa e ‘altra da me’, come non mi era mai capitato. È successo qualcosa di simile a un innamoramento.” Italo Calvino

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