Paul Auster, Trilogia di New York, II

Stadio 2 di 3.
Fantasmi.
Scritto in pellicola, oserei. Lo spettro dei colori primari nei nomi, nei lemmi e il bianco e nero nel fermo immagine in cui si trasforma il tempo fermato del protagonista. Tarantino e le sue Iene non possono non salire alla memoria, anche se la violenza che si consuma fra le pagine è di poco sangue, tutta di testa, un processo di e alla solitudine che ti fa scricchiolare, in silenzio. Meraviglioso.

Rob Pulce Molteni

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