A spasso con Daisy – Alfred Uhry #AlfredUhry #Teatro #recensione

*Rory Gilmore Reading Challenge*

A spasso con Daisy (Driving Miss Daisy) di Alfred Uhry è un testo teatrale del 1987, che vinse il Premio Pulitzer per la sezione Teatro. Nel 1989 ne fu tratto un film con protagonisti Jessica Tandy, Morgan Freeman e Dan Aykroyd, che si portò a casa tre statuette Oscar: miglior film, migliore sceneggiatura (sempre per Uhry) e miglior attrice per la Tandy.

E’ un testo semplice e intelligente, ambientato nel profondo Sud degli Stati Uniti nel 1948, all’alba dei primi movimenti per i diritti civili degli afro-americani, dove il razzismo è una realtà, un dato di fatto. Si apre con Miz Daisy, una ricca signora ebrea di settantadue anni, lingua tagliente e occhio vigile, che distrugge per la seconda volta in pochi mesi la propria auto nuova di zecca. Questo spinge il figlio Boolie, mite uomo d’affari quarantenne, ad assumere per lei un autista di colore, Mr. Hoke, un taciturno, tranquillo signore. Miz Daisy prende immediatamente in odio il nuovo assunto, che da parte sua non è molto impressionato dalla nuova datrice di lavoro, che lo tratta con sufficienza e con malcelato, latente razzismo. L’opera si dipana in una serie di scene che coprono i venticinque anni successivi, mentre i due imparano a superare le proprie diffidenze e i propri sospetti, avvicinandosi e diventando, alla fine, amici. Hoke è un uomo dignitoso, buono, poco disposto alla rabbia e a trinciare giudizi; Miss Daisy è scontrosa, severa, con un senso della propria posizione sociale ma mai ingiusta. Era un’insegnante da giovane, e quando scopre con orrore che Hoke non è mai andato a scuola si preoccuperà di insegnargli a leggere e scrivere.

Gli anni passano sulla strana coppia, che impara a rispettarsi e ad accettarsi totalmente, pur avendo ben chiaro sempre che il tempo e le circostanze in cui vivono non permetteranno mai a nessuno dei due nulla di più di una calorosa stretta di mano in pubblico. E’ un’amicizia, la loro, profonda e vera, che commuove proprio perchè due persone che vivono in un’epoca che non li considera socialmente nè soprattutto umanamente pari, imparano a conoscersi e poi rispettarsi nonostante i paraocchi che la loro educazione e la società hanno imposto.

Nella prefazione, Uhry racconta di aver scritto Driving Miss Daisy per un teatro off-Broadway che aveva bisogno di qualcosa in cartellone per cinque settimane, e che nelle sue previsioni quello sarebbe stato l’unico exploit del testo: era un’opera specifica ambientata in un posto e in un tempo molto precisi della sua infanzia, e non pensava che molti vi si sarebbero potuti identificare. Ma le rappresentazioni durarono per tre anni consecutivi, durante i quali fu tradotta in diverse lingue ed esportata in decine di Paesi, per finire anche al cinema, e quindi, ammette Uhry, mi sa che mi sono proprio sbagliato sul fascino di quest’opera e su quello che aveva da dire.

Da quella prima rappresentazione del 1985 molti anni sono passati, e molte cose sono cambiate, si potrebbe dire generalmente in positivo, nella nostra società. Ma il pregiudizio e l’odio razziale, l’etichetta amara con cui bolliamo nel nostro cuore nero l’estraneo, il diverso, quello che è di un’altra razza, o religione, sono sempre presenti, sempre è difficile sforzarsi di guardare oltre la superficie cercando la comune fratellanza umana sotto il pregiudizio. Leggere A spasso con Daisy spinge un poco nella giusta direzione di empatia sociale e antirazzista, ed è un testo sempre attualissimo e molto molto consigliato.

Lorenza Inquisition 

La Rory Gilmore Reading Challenge, sfida letteraria 2017 #Libri #RoryGilmore

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Tra la Sfida 2017 dei 50 libri, prossimamente su questi schermi, e il mio giro intorno al mondo (Leggere il Mondo, un libro per Paese), ho deciso con delizia che nel 2017 partirà un’altra Sfida letteraria per me, dritta dritta dal mondo televisivo. Nella serie Gilmore Girls (di cui ho guardato tre puntate da ggiovane per decidere che mi schifava e raccapricciava, e ogni volta che ne ho rivisto un pezzo mi saliva la carogna, ma tranquilli, non siamo qui per parlare di ciò) la ragazzina co-protagonista, Rory, è una lettrice avida e insaziabile, che legge costantemente non solo per il proprio piacere ma anche perchè è iscritta a una scuola privata estremamente competitiva in vista di un futuro in una università Ivy League, destinata a una carriera giornalistica. Per lo più, comunque, legge perchè ama farlo; ed è inquadrata in almeno una scena a puntata con un libro in mano. Negli anni in cui la serie era attiva, il network televisivo WB curava una rubrica online, intitolata The Rory Gilmore Book Club, in cui si elencavano titoli di romanzi che Rory stava leggendo o avrebbe letto, o che avrebbe dovuto leggere, stimolando curiosità nelle fan lettrici, e dando ottimi suggerimenti a genitori e giovani fan della serie. Col tempo, i fan nerd più telemaniaci hanno stilato una lista ossessiva non solo di questi libri o dei titoli che Rory è stata vista leggere nei telefilm, ma di tutti i riferimenti letterari e filmici (che abbiano alla base un libro) fatti in tutte le puntate delle sette stagioni, più la recente miniserie, creando l’estesa macro competizione The Rory Gilmore Reading Challenge, che consiste in circa 360 titoli, in cui si sfida il lettore a raggiungere Rory. Su Goodreads  gareggiano in un gruppo di lettura al ritmo di due libri al mese più qualche minisfida, ma naturalmente con un numero così elevato di titoli è inutile porsi obiettivi troppo ravvicinati.

Ho detto “circa” 350 libri perchè in rete si trovano infinite liste sotto questa denominazione, in genere copincollate da un sito all’altro, ma molte contengono doppioni o palesi errori; io da brava ho controllato titolo per titolo, libro per libro, e sono arrivata a questa precisa polita Sfida qui: https://cinquantalibri.com/the-rory-gilmore-reading-challenge/

La trovo un sfida importante e interessante, innanzitutto perchè una ragazzina televisiva americana non si può permettere di aver letto più libri di me! ahah, no, ok scherzo. Comunque Rory no, non ti permettere.

Partiamo con le considerazioni: è una lista che -tolto qualche titolo di manuali di cucina e guide di viaggio per l’Europa- si divide in quattro macro gruppi di letture. Dapprima i libri di svago di alta qualità (Harry Potter, Woodhouse, i classici per ragazzi); poi i capolavori della grande letteratura mondiale, con particolare interesse verso quella inglese e nordamericana, ovviamente; poi le biografie e i saggi storici, filosofici, letterari e musicali che Rory legge in vista della sua futura carriera giornalistica; e infine una serie di opere che sono forse meno importanti letteriamente ma ugualmente fondamentali per tematiche e scrittura, che vanno da Un albero cresce a Brooklyn di Betty Smith a Stephen King. Di questi 370 titoli, penso di averne letti un centinaio, forse qualcuno in più ma ho deciso comunque di rileggere Shakespeare e Dickens. Ho trovato tantissimi suggerimenti interessanti per saggi e opere letterarie, anche se c’è qualche libro che non mi attira per nulla, e che sostituirò con un titolo equivalente: perchè laddove Rory da brava studentessa americana trova necessario leggersi A Monetary History of the United States, tomone di 860 pagine scritto nel 1963 dai premi Nobel per l’Economia Milton Friedman and Anna J. Schwartz, io magari scelgo qualcosa tra questi, per esempio:  https://www.webeconomia.it/libri-economia-leggere/4754/

Insomma, io comincio. Poi quando finisco, finisco! Se non finisco, pazienza! ci ho provato, voi mi siete testimoni.

Lorenza Inquisition