Paul Auster

Paul Auster vale la pena, eccome. Sia La Trilogia che Follie secondo me sono libri splendidi. Dipende un po’ da quale aspetto di Auster vuoi conoscere per primo. Follie ti dà modo di incontrare i suoi indimenticabili personaggi più vicini alla realtà, più vicini al quotidiano. Li disegna in maniera perfetta e ti entreranno nel cuore (e so di essere noiosa e ripetitiva, ma non posso non inserire in questa categoria quel personaggio che amo alla follia e che è Auggie del film Smoke). Con la Trilogia affronti subito l’Auster più ricercato, con le sue immagini surreali, la ricerca di sé tra solitudine e alienazione. Un noir molto..mentale. In un caso o nell’altro, un’ottima scelta.

Anna Littlemax Massimino

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Paul Auster, Trilogia di New York, II

Stadio 2 di 3.
Fantasmi.
Scritto in pellicola, oserei. Lo spettro dei colori primari nei nomi, nei lemmi e il bianco e nero nel fermo immagine in cui si trasforma il tempo fermato del protagonista. Tarantino e le sue Iene non possono non salire alla memoria, anche se la violenza che si consuma fra le pagine è di poco sangue, tutta di testa, un processo di e alla solitudine che ti fa scricchiolare, in silenzio. Meraviglioso.

Rob Pulce Molteni

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