Paul Auster

Paul Auster vale la pena, eccome. Sia La Trilogia che Follie secondo me sono libri splendidi. Dipende un po’ da quale aspetto di Auster vuoi conoscere per primo. Follie ti dà modo di incontrare i suoi indimenticabili personaggi più vicini alla realtà, più vicini al quotidiano. Li disegna in maniera perfetta e ti entreranno nel cuore (e so di essere noiosa e ripetitiva, ma non posso non inserire in questa categoria quel personaggio che amo alla follia e che è Auggie del film Smoke). Con la Trilogia affronti subito l’Auster più ricercato, con le sue immagini surreali, la ricerca di sé tra solitudine e alienazione. Un noir molto..mentale. In un caso o nell’altro, un’ottima scelta.

Anna LittleMax Massimino

Paul Auster, Trilogia di New York, I

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Stadio 1 di 3.
Città di vetro.
C’è un momento, quando annusi che la ragnatela che lentamente di avvolge, dalle spalle al grembo giù fino a fermarti le caviglie, è un filo sottilissimo di gradevolissimo disagio, come un prurito, quel sentore di capovolgimento che solo certo linguaggio riesce a procurare: in quel preciso momento il tempo tuo diventa tempo suo e, garantito, hai la sensazione che darai un nome ai muri, agli spicchi di cielo, alla nudità. Garantito. E lo ricorderai, quel nome. Poche balle.

Rob Pulce Molteni