Milano sparita e da ricordare #Milano #SantAmbrogio

Il Castello Sforzesco nell’Ottocento, la metamorfosi di piazza della Scala, le vie d’acqua sparite, le attività commerciali, i mestieri, la gente di Milano e tanto altro. Foto antichissime, alcune databili intorno al 1850, curiosità, leggende, aneddoti di personaggi illustri del passato. Un viaggio nel tempo, emozioni senza confini, storie da non dimenticare.

Auto-pubblicazione, attualmente arrivata al terzo volume, della pagina Facebook “Milano sparita e da ricordare“. Per chi non la conoscesse è una pagina dedicata alla divulgazione di foto dal passato della città di Milano, il grosso di quelle raccolte in nel primo volume sono di fine ‘800-primi del ‘900 con grande attenzione dedicata alla Milano dei Navigli, amata da molti e odiata da altrettanti.
Interessante vedere com’era la mia amata Milano, nessuna operazione nostalgia tuttavia, solo un prendere atto dei mutamenti che occorrono solitamente alle grandi città.

Massimo Arena

I tre libri sono ordinabili sui principali store online, in qualsiasi libreria italiana o all’estero comunicando il titolo e il codice ISBN, oppure direttamente dal sito della casa editrice con disponibilità sempre immediata.

Milano com’era una volta. Per rimpiangerla, per apprezzarne i cambiamenti, per conoscerla meglio. Riscopriamo insieme le meraviglie passate e attuali di una città che in molti pensano sia solo nebbia e smog. Un archivio ricco di informazioni e di curiosità, un patrimonio storico, culturale e affettivo dal valore inestimabile.

Il Castello Sforzesco nell’Ottocento, la metamorfosi di piazza della Scala, le vie d’acqua sparite, le attività commerciali, i mestieri, la gente di Milano e tanto altro. Foto antichissime, alcune databili intorno al 1850, curiosità, leggende, aneddoti di personaggi illustri del passato.

IL VIAGGIO NEL TEMPO 3 – Le foto più belle dalla pagina Facebook “Milano sparita e da ricordare”
Un terzo viaggio ricchissimo di destinazioni: cascine, palazzi, ville, mercati, fontane, le vie d’acqua in gran parte sparite, i vicoli antichi in compagnia di tanta gente in abiti ormai fuori moda. Vedrete bar, bottiglierie, ristoranti e drogherie dove alcuni di voi saranno persino in grado di rievocare gli aromi di un tempo.

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Il giardino di Virginia Woolf – Caroline Zoob – Caroline Arber #VirginiaWoolf #MonksHouse

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Il giardino di Virginia Woolf – La storia del giardino di Monk’s House – Caroline Zoob – Fotografie di Caroline Arber

“Il giardino di Virginia Woolf” è un meraviglioso libro fotografico sulla casa e sul giardino di Monk’s House, presso Rodmell, nel Sussex, che Leonard e Virginia occuparono dal 1919, dapprima come piacevole rifugio rurale e appartato, in alternativa al loro indirizzo londinese, poi continuativamente, negli anni della guerra fino al giorno in cui Virginia, in preda alla nevrosi, si allontanò da casa verso il fiume. Leonard occupò la casa anche in seguito alla morte di Virginia. In effetti il giardino è il giardino di Leonard, è lui che lo coltivava con dedizione, venendo spesso bonariamente canzonato dalla moglie per la sua ossessione. Virginia discuteva con lui sui progetti ma non prendeva parte attivamente alla cura di fiori e piante e, anzi, la sua conoscenza botanica era piuttosto scarsa, come appare da certe inesattezze presenti nei suoi romanzi. Eppure amava il giardino, respirava la sua quiete, passeggiando sui vialetti, era orgogliosa di potervi ricevere i suoi (illustrissimi) ospiti e di poter offrire mele e marmellate e, soprattutto, traeva grande ispirazione dalla splendida vista di cui godeva dal suo studio.

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Insieme a suggestivi scorci del giardino e ad alcune foto d’epoca di Virginia, il libro racconta la vita degli Woolf nella casa: parallelamente alle continue migliorie apportate alla struttura e al giardino da Leonard, seguiamo Virginia nella stesura dei suoi romanzi e apprendiamo, attraverso stralci di diari e lettere, le emozioni che le donava lo spettacolo di vitalità e irrequietezza della natura che si offriva ai suoi occhi nutrendo la sua ispirazione.

“Le api scagliano ronzii, come fossero frecce di desiderio: violente, erotiche; intrecciano figure nell’aria; ognuna ronzando da un filo; l’aria tutta una vibrazione”.

“Il giardino di Leonard è stato un vero miracolo: immensi gigli bianchi e un tale incendio di dalie che ancora oggi ce ne sentiamo ravvivati”.

Arianna P.

DESCRIZIONE

Il bellissimo giardino di Monk’s House, la casa nel Sussex ai piedi delle Downs, fu una grande fonte di ispirazione per Virginia Woolf, che scrisse qui, nello studio in fondo alla proprietà, la maggior parte dei suoi romanzi. Leonard e Virginia apportarono cambiamenti notevoli al giardino, ma dal 1969, anno della morte di Leonard, il suo assetto è rimasto immutato. Finora era stato scritto ben poco della sua storia e nessuno lo aveva visto in fotografia. Questo volume presenta una raccolta unica dei commenti di Virginia e racconta in che modo il giardino è stato conservato negli anni. Una donna alla ricerca di una altra donna. Caroline Zoob ha vissuto 10 anni insieme al marito a Monk’s House, come affittuaria del National Trust, l’ente che possiede e gestisce la proprietà dal 1980. Per 10 anni ha curato il giardino, aperto la casa al pubblico e mantenuto quotidianamente l’identità immutata del luogo. Caroline si tuffa allora nei diari di Virginia e Leonard e ricostituisce la storia della casa e del giardino di Monk’s House. Il suo racconto e le fotografie di Caroline Arber ci svelano un giardino intimo dall’atmosfera unica, curato con amore come fu ai tempi di Leonard e Virginia.