10 Romanzi storici #RomanzoStorico

Sono qui per chiedervi un consiglio: vorrei leggere un buon romanzo storico, magari ambientato nel medioevo (ma altri periodi sono ben accetti). Nel corso di quest’anno ne ho letti alcuni ed è finita che il migliore è stato Hyperversum, salvo che è un romanzo fantascientifico per ragazzi (che sì, le atmosfere sono meravigliose, ma quel mondo medievale è inventato per metà).
All’attivo ho Ivanhoe, Robin Hood di Dumas e libri sui templari in quantità, che sono incredibilmente tutti uguali e non danno soddisfazione.
Avete consigli?

Samantha

  1. qIeri ho domandato a un pargolo di cinque anni chi fosse Gesù. Sapete cosa ha risposto? Una statua. (Bernhard Rothmann). Q affronta per la prima volta in un romanzo “Omnia sunt communia!”, tutte le cose sono di tutti: il grido che aveva terrorizzato i principi tedeschi nelle rivolte contadine guidate da Thomas Muntzer risuona ancora sulle labbra degli sconfitti giustiziati dopo la disfatta di Frankenhausen del 1525. Ma chi ha spinto Thomas Muntzer all’avventurismo estremo? Chi scrive a Pietro Carafa, emissario del papa, lettere in cui gli consiglia, per contenere la rivolta, di allearsi con il maggiore nemico di Roma?
  2. bellonciIl mio segreto è una memoria che agisce a volte per terribilità. (Isabella D’Este). Rinascimento privato è l’ultimo romanzo scritto da Maria Bellonci. Il libro, vincitore del Premio Strega nel 1986, è un’autobiografia immaginaria di Isabella d’Este, che ripercorre gli anni salienti del Rinascimento italiano attraverso un punto di vista privato, cioè dall’interno della corte del Ducato di Mantova.
  3. ken-f“I bambini vennero presto per assistere all’impiccagione. Era ancora buio quando i primi tre o quattro uscirono furtivamente dai casolari, silenziosi come gatti nei loro stivali di feltro”. I pilastri della terra di Ken Follett racconta la costruzione di una cattedrale a Kingsbridge (località immaginaria in Inghilterra) nel corso del XII secolo, dall’affondamento della Nave Bianca (la nave in cui morì l’erede al trono inglese) fino all’assassinio dell’arcivescovo di Canterbury Thomas Becket, già descritto da T. S. Eliot nel suo dramma teatrale del 1935 Assassinio nella cattedrale.
  4.  vassalli   La chimera (Sebastiano Vassalli) Il testo segue i vent’anni di vita di un’esposta, Antonia, dalla sua nascita alla sua morte sul rogo, avvenuta intorno al 1610. Con questa storia Vassalli vuole raccontare ai suoi lettori la genesi di un pregiudizio, attingendo a piene mani dalle carte processuali della vera Antonia, realmente vissuta nelle valli della Bassa e processata per stregoneria, come tante sue coetanee nello stesso secolo. La caccia alle streghe, infatti, è un fenomeno che si sviluppa in Europa tra XV e XVIII secolo e che in Italia ha il suo apice nell’area settentrionale, in particolare tra Lombardia e Piemonte.

  5.   untitled-design La vipera e il diavolo di Luigi Barnaba Frigoli. Milano, seconda metà del Trecento. Un solo trono, due pretendenti: Gian Galeazzo, ambizioso, scaltro e risoluto rampollo della famiglia Visconti, e Bernabò, suo zio, il terribile e spietato ammazzapreti, fustigatore del popolo. Pronti a tutto per conquistare il potere, indiscusso e totale. Una rivalità destinata a diventare scontro senza esclusione di colpi, tra congiure e intrighi, esecuzioni e duelli, incantesimi e tradimenti, invidia e sangue, amore e odio. Trame oscure scandite da antiche leggende e intessute nell’ombra da Tasso, aromatario in fuga dai fantasmi del suo passato, e da Libista, cuoca prestata alla stregoneria per ­saziare la sua sete di vendetta. La resa dei conti, tra Vipera e Diavolo, non tarderà ad arrivare. E sarà per la vita o per la morte. In palio, oltre allo scettro, la gloria imperitura. Oppure l’eterna dannazione.
  6.   religion“Ludovico era un assassino. E questa consapevolezza lo inebriò. Sollevò il volto verso la luce accecante e rese grazie a Dio”. Religion di Tim Willocks. 1565. La flotta turca di Solimano il Magnifico veleggia nelle acque del Mediterraneo dirigendosi verso Malta.
    La piccola isola è la roccaforte dei Cavalieri di San Giovanni Battista, l’ordine cavalleresco più antico e prestigioso della Chiesa di Roma.
    L’intento dei turchi è quello di annientare i cavalieri di Malta per poi avere via libera verso la Sicilia e l’Italia, il cuore della cristianità. Almeno 50.000 turchi contro 6.000 tra cavalieri e soldati maltesi. Sembra una passeggiata. Non sarà così.
    Willocks racconta con linguaggio crudo e realistico uno dei più lunghi e tremendi assedi della storia, mostrandoci l’orrore della guerra senza alcuna concessione alla retorica.
  7. La costruzione del convento di Mafra si deve al re Giovanni V, per un voto fatto se gli fosse nato un figlio, qui ci sono seicento uomini che non hanno fatto fare nessun figlio alla regina e sono loro a pagare il voto, che si attacchino, con licenza per l’anacronistica espressione .

     memorialedelconvento1 Memoriale del convento è un romanzo del premio Nobel portoghese José Saramago.La fantastica storia narrata nel libro si svolge nel Portogallo del Settecento; è l’epoca in cui si dà inizio all’epica e travagliata costruzione del grande monastero di Mafra, fatto edificare da re Giovanni V come ex voto per la nascita del sospirato erede. Nella contraddittoria storia portoghese, tra lo spietato Tribunale dell’Inquisizione e la dubbia religiosità umana, la povertà del popolo ed i lussi della nobiltà, la storia e il romanzo si intrecciano guidati da una narrazione originale (sia dal punto di vista della forma con le lunghe frasi dalla caratteristica punteggiatura dei libri di Saramago, sia dal punto di vista “prospettico” con una narratore che si muove tra passato, presente e futuro) e dalla peculiare e critica laicità dell’autore.

  8.   nome-rosa   Il nome della rosa è un romanzo scritto da Umberto Eco, libro che può essere considerato un incrocio di generi narrativo e filosofico, partendo da una base di giallo storico deduttivo. L’opera, ambientata sul finire dell’anno 1327, si presenta con un espediente letterario classico, quello del manoscritto ritrovato, opera, in questo caso, di un monaco di nome Adso da Melk, che, divenuto ormai anziano, decide di mettere su carta i fatti notevoli vissuti da novizio, molti decenni addietro, in compagnia del proprio maestro Guglielmo da Baskerville. La vicenda si svolge all’interno di un monastero benedettino dell’Italia Settentrionale, ed è suddivisa in sette giornate, scandite dai ritmi della vita monastica.
  9.  cattedrale_80222644761000  La cattedrale del mare  di Ildefonso Falcones. La trama si svolge nel XIV secolo a Barcellona, e narra la storia della vita di Arnau Estanyol, un servo della gleba, che fugge dal servaggio assieme al padre e lentamente scala la piramide sociale giungendo persino ad ottenere il titolo di Barone e di Console del Mare. Questa evoluzione, vissuta fra mille vicissitudini personali e storiche, non manca di suscitare invidie e disprezzo nei suoi confronti, per cui Arnau cadrà per tali motivi nelle grinfie dell’Inquisizione. Perno “fisico” della vicenda, la costruenda chiesa di Santa María del Mar, cui il protagonista contribuisce inizialmente quale trasportatore di pietre, e infine come ricco banchiere.

  10.   hugo L’anno del contagio (Doomsday Book) è un romanzo di fantascienza di ambientazione storica della scrittrice statunitense Connie Willis, che nel 1993 ha vinto nella categoria romanzo i premi Hugo, Nebula e Locus. In un futuro non troppo lontano viene inventato il viaggio nel tempo, utilizzato dagli accademici per studiare le epoche passate. La protagonista, Kivrin Engle, è una studentessa di storia di Oxford, il cui sogno è viaggiare nel Medioevo. La storia inizia proprio con la partenza di Kivrin verso l’Inghilterra del 1320, che non raggiungerà mai per un errore di calcolo: si ritroverà invece nel 1348, nel pieno dell’epidemia di peste nota come la Morte nera. A causa di un incidente Kivrin perde l’appuntamento per il ritorno al suo tempo: vivrà non solo la paura dell’abbandono, ma sarà costretta ad assistere impotente (ed immune in quanto vaccinata) allo sterminio che la Morte Nera porterà fra tutte le persone del villaggio in cui vive. Una trama scarna e dotata di un palese happy ending, ma che si concentra tutto sulle emozioni della giovane studiosa nel rapportarsi realmente con la cultura medievale inglese e con i vari problemi di lingua che ne derivano, e con il disagio di vivere nella quotidianità del Medio Evo.

Caste – The unexplored territories – Roy T. James

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Saggio molto breve ma interessante assai, che ho voluto leggere perchè in tutti i libri che sto navigando sull’India la questione delle caste emerge sempre, in un modo o nell’altro. Il sistema della caste in India è un meccanismo di gerarchie sociali di carattere rigorosamente ereditario. Ogni individuo che nasce in una casta, ne assume incondizionatamente lo status e il ruolo conforme a questa identità: ogni persona nasce quindi in un inalterabile status sociale. Le caste sono gruppi di classe endogamicamente chiusi, è cioè permesso sposarsi solo con membri della propria casta e i figli nati da questa unione ne entrano automaticamente a far parte. Questo sistema è perpetrato all’infinito ed è immutabile: è un rigido schema millenario, e nonostante sia stato ufficialmente abolito nel 1950 dalla Costituzione indiana, influenza in parte ancora oggi la suddivisione dei lavori, gli equilibri di potere, il passaggio dei beni (attraverso i matrimoni) e si basa su fondamenti religiosi molto antichi e profondamente radicati.

Il saggio analizza diverse teorie innanzitutto sull’origine delle caste, e poi sul perchè l’India sia essenzialmente l’unico Paese moderno al mondo che non ha superato la divisione in caste per arrivare a una società moderna multiforme.

Storicamente, la divisione in classi sociali avviene in ogni  civiltà: pensiamo all’Impero Romano, con i cittadini liberi divisi in patrizi e i plebei, i clientes, i liberti, e gli schiavi. O all’Europa dell’Ancien Regime, rigidamente stratificata tra nobili, clero, lavoratori, contadini, fino alle Rivoluzioni e alla nascita della borghesia. La società moderna, figlia dell’Illuminismo, nata dalla rivoluzione francese, è caratterizzata dall’eguaglianza di diritto di tutti i suoi membri, e se è vero che in tutte le società vi sono disuguaglianze tra un individuo e un altro, generalmente nelle moderne civiltà tutti i gruppi sociali hanno più o meno lo stesso diritto ad accedere ai gradini superiori della scala sociale per godere di determinati privilegi.

Le caste in India sono rimaste una reliquia del Medio Evo: la società lì non si è evoluta in una versione moderna seguendo il naturale corso degli eventi perchè per centinaia di anni gli indiani non sono stati i custodi del loro stesso mondo. In particolare l’autore sostiene che la dominazione inglese incoraggiò a proprio vantaggio il radicamento della divisione nella popolazione: facendo accordi commerciali esclusivi con le caste alte (Re, Scià, Bramini), e rendendo sempre più ricchi solamente gli appartenenti a queste ultime, erano gli stessi membri di queste classi, in definitiva, a favorire e a tramandare la segregazione nella società indiana.

Il Mahatma Gandhi, almeno in gioventù, era contrario ad alcune delle argomentazioni contro il sistema delle caste, sostenendo di fatto l’organizzazione sociale secondo la quale ogni uomo riempe il suo posto all’interno della società, avendo i propri diritti e i propri doveri, e non deve uscire da quel ruolo. In seguito però cambiò posizione, perchè necessitava dell’appoggio dell’intero popolo indiano, non soltanto dei governanti e dei potenti ma anche degli umili cittadini delle caste inferiori. Quindi asserì che le caste, nella loro forma attuale, sono il risultato di tradizioni religiose che al giorno d’oggi hanno perso il loro senso e vanno considerate come errate o non condivisibili. Sottolineò inoltre quanto questo tipo di discriminazioni possano essere dannose per il benessere spirituale dell’individuo e per quello economico dell’intera nazione, e soprattutto aveva in mente un progetto di nazione Indiana governata dal secolarismo e non da divergenze di matrice religiosa.

Con il passare degli anni ed il progressivo allargamento degli spazi di democrazia e l’avvento della modernità la situazione è mutata, ma l’India contemporanea non ha, come credono in molti, abolito il sistema castale, ha solo emanato delle leggi che puniscono coloro che discriminano quelli che oggi vengono indicati comunemente come dalit (gli oppressi) ovvero i fuori-casta, i paria. E se oggi il sistema castale rigido non è più facilmente applicabile, molti indiani ancora ne difendono i principi di fondo.  Al giorno d’oggi nelle grandi città le affiliazioni di casta sembrerebbero essere state in gran parte superate, e con esse anche l’ortodossa distinzione tra purità e impurità. Le antiche tradizioni, specialmente quelle legate al matrimonio di membri della stessa casta continuano invece ad esistere nelle campagne, nelle tribù e nei centri rurali più arretrati.

Lorenza Inquisition