Due figlie e altri animali feroci – Leo Ortolani #Baopublishing #LeoOrtolani

di Leo Ortolani (Autore) Bao Publishing, 2019

Nel 2001 Leo Ortolani e sua moglie dopo qualche anno di tentativi, esami medici e visite infruttuose, decidono di adottare un bambino. Tra burocrazia, procedure di indagini psicologiche e familiari, visite ai servizi sociali, passano tre anni, poi altri tre. Decidono di aprirsi a un’adozione internazionale, passano altri due anni, e nel 2010 dopo bolli, autorizzazioni, firme, controfirme, giudici, questure, anagrafi e molto molto altro, i due neo genitori partono per un soggiorno di varie settimane in Colombia, dove sono stati accettati come genitori adottivi di due sorelline di tre e due anni. Passeranno queste settimane a conoscere e farsi conoscere dalle bambine, Lucy e Johanna, e a sbrigare le varie parti burocratiche da parte sudamericana.

Ortolani, fumettista, autore di Ratman e di svariate divertentissime parodie, durante questo soggiorno colombiano tiene aggiornati i parenti e gli amici italiani tramite una serie di lettere qui raccolte in volume, in cui racconta tutto quello che succede, le reazioni delle bambine a queste nuove figure di genitorialità, e soprattutto le difficoltà giornaliere della nuova famigliola che deve cavarsela da sola, in un paese straniero per i genitori, con un sistema che gli rema contro e completamente abbandonati anche a livello emotivo, con avvocati e giudici benevoli ma assolutamente assenti nel quotidiano. Ogni lettera è carica di quell’umorismo sferzante a cui Ortolani ci ha abituato negli anni senza celare il lato umanissimo, commovente, a volte spazientito e iroso, sempre benevolo, di due persone che si ritrovano, da un giorno a l’altro, a fare i genitori. In ogni pagina (a volte un poco ripetitive, ma è inevitabile trattandosi di un diario epistolare di varie settimane in un albergo con due bambine piccolissime) nonostante il tono sempre piuttosto leggero l’autore riesce a trasmettere l’ansia provata, il timore di non essere abbastanza, la difficoltà di intraprendere nuovi ritmi, il terrore di non essere accettati o quello di non amare e farsi amare abbastanza.

Ci sono anche una serie di tavole a corredo, piuttosto divertenti e sarcastiche, nel tipico stile di Ortolani fumettista.

Molto consigliato.

Lorenza Inquisition

Nel 2010 Leo Ortolani e la moglie Caterina hanno adottato due bambine colombiane. Com’è stato il processo di adozione internazionale? E ritrovarsi padre da un giorno all’altro? Con ironia e delicatezza, da par suo, Leo racconta quasi in diretta ciò che gli è successo, tramite una ventina di lettere ad amici e parenti, che qualche anno fa sono diventate un libro con alcune illustrazioni a corredo. Da lungo tempo introvabile e fuori catalogo, quel libro torna oggi nell’edizione BAO, arricchito di cinquanta nuove pagine di fumetto e di una nuova, bellissima copertina. Una storia vera, umana e unica, raccontata dalla voce riconoscibilissima di uno degli autori italiani più importanti di tutti i tempi.

Sempre pronti – Vera Brosgol #graphicnovel #Baopublishing #VeraBrosgol

Sempre pronti (Always ready) è un graphic novel tenero e divertente, che racconta in forma romanzata l’estate trascorsa dall’autrice Vera Brosgol, allora ragazzina decenne, in un campeggio estivo di stampo boy-scout sovietico. La fumettista, di origini russe, viveva in America con la madre single e i due fratellini minori; i soldi non erano molti, ed era piuttosto difficile per lei integrarsi con le sue compagne di classe, che avevano maggiori disponibilità finanziarie, ed erano un poco snob come molte ragazzine americane (e non) sanno essere. Dopo l’ennesimo tentativo andato a vuoto di fare amicizia, Vera supplica quindi la madre di mandarla in un campeggio, come fanno d’altronde tutte le sue compagne di classe ogni estate, divise allegramente tra campi estivi a tema tennis o di arte, di recitazione o di ginnastica. Ma l’unico campeggio che la famiglia si può permettere, peraltro sovvenzionato in parte della parrocchia, è un campo boy scout per immigrati russi: Vera non lo sa ancora, ma non è un campo precisamente divertente.

Quindi, tra ragazzine più grandi non proprio bulle ma piuttosto sgradevoli, latrine che ricordano Calcutta (o il mai dimenticato cessetto di Trainspotting), inni e conversazione in russo in aggiunta alle consuete amenità di un campeggio nei boschi (insetti, sanguisughe, insetti, cibo malloppone, insetti, polvere, insetti e bestioline di vario genere) Vera avrò il suo bel da fare a non scoraggiarsi. Ma gli amici, si sa, a volte spuntano anche in mezzo a posti impensabili.

E’ un libro veramente ben disegnato, lei ha un tratto davvero felice secondo me; un po’ triste e un po’ allegro, e direi anche abbastanza realista. Consigliato a ragazzini, ragazzine e genitori vari.

Lorenza Inquisition