Il segreto della libreria sempre aperta – Robin Sloan

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Andrò contro corrente perchè so che questo libro ha avuto un notevole successo, ma posso dire che non mi ha per niente convinta? Come molti avevo grandi aspettative perchè la trama sembra davvero intrigante e avvicente e la prima parte della storia in effetti lo è, ma ad un certo punto sembra esserci una specie di inversione, una fretta di aggiungere particolari e di concludere, che ho trovato piuttosto deludente. Affascinante l’inizio, come ti dicevo, con l’inquietante signor Penubra e la sua misteriosa libreria dagli scaffali senza fine, un’atmosfera che cattura e affascina e fa presagire grandi cose. Personaggi curiosi , un mistero vecchio di secoli da svelare, un codice da interpretare. Tanti ottimi ingredienti. Poi si inserisce la controparte, la tecnologia, internet, Google… e sembra che l’obiettivo del libro sia quello di dimostrare chi sia il più forte: la conoscenza tramandata attraverso i libri o Internet? Anzi, probabilmente l’obiettivo è davvero quello, visto che l’autore è uno dei fondatori di Facebook (o Twitter? ho un momento di amnesia). In ogni caso ho anche un po’ il sospetto, per usare un eufemismo, che questo successo sia dovuto anche alla facilità dell’autore di avere accesso ai mezzi di comunicazione. Paradossalmente, a me è sembrato che la parte che parla di tecnologia sia la più debole del libro, con la sede di Google popolata da nerd un po’ fuori di testa che mangiano macrobiotico. Una parte finale in cui c’è un po’ troppa faciloneria nel risolvere i misteri e che comunque può fare pensare ad un eventuale seguito. Leggetelo e poi ditemi, sarei curiosa anche io di sentire un altro parere: se tutto il mondo l’ha adorato…mi sa che sono io che non ho capito nulla!

Anna Littlemax Massimino

I ragazzi che volevano fare la rivoluzione -Aldo Cazzullo

Un altro tassello di quell’enorme puzzle che è la storia italiana degli anni 70/80. In particolare in questo libro il giornalista Aldo Cazzullo ricostruisce i dieci anni di storia di Lotta Continua.

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E’ un racconto dettagliato e molto ben fatto con le testimonianze in prima persona di tanti dei protagonisti del movimento: Adriano Sofri, Giorgio Pietrostefani, Guido Viale, Marco Boato. E poi ancora le voci di militanti famosi: Erri de Luca, Gad Lerner (che si avvicinò a LC appena quindicenne), Paolo Liguori , Enrico Deaglio e molti altri. Impressionante, per me, scoprire quanti nomi oggi conosciuti abbiano avuto una base ideologica comune come quella di LC.

Nella prima parte ampio spazio viene dato a Torino e alle lotte interne alla Fiat, dove il movimento operaio ebbe origine e vide i contrasti più accesi.
Un aspetto apprezzabile è che il libro non è una difesa ostinata del movimento ma propone un’analisi critica del pensiero e delle azioni di quegli anni.
Un libro molto interessante che rende bene quella che deve essere stata l’ideologia che attirò tanti giovani, la convinzione che un cambiamento radicale fosse possibile e che per renderlo possibile ci si dovesse esporre in prima persona, sempre, discutendo, proponendo, manifestando. In una parola: lottando. Così come sono ben descritti i contrasti interni a Lotta Continua, i diversi punti di vista che man mano presero piede e che portarono una parte del movimento a esigere e porre in essere metodi drastici e nefasti che finirono per decretare la fine di LC e l’apertura di una della pagine più dolorose della recente storia d’Italia.

Anna LittleMax Massimino