#CormacMcCarthy #MeridianodiSangue #Guerra #Dio

“Supponiamo che due uomini giochino a carte non avendo niente da puntare se non la vita. Chi non ha mai sentito una storia del genere? Una carta viene girata. Per il giocatore l’intero universo si riversa fragorosamente in quell’istante, che gli dirà se gli tocca di morire per mano di quell’uomo o se toccherà a quell’uomo morire per mano sua. Quale ratifica del valore di un uomo potrebbe essere più sicura di questa? Spingere il gioco alla sua condizione estrema non ammette alcuna discussione concernente la nozione di fato. La selezione di un uomo a danno di un altro è una preferenza assoluta e irrevocabile, ed è davvero ottuso l’uomo che considera una decisione così profonda priva di un agente o di un significato. In giochi del genere, in cui la posta è l’annichilimento dello sconfitto, le decisioni sono del tutto trasparenti. L’uomo che tiene in mano una particolare combinazione di carte è in forza di ciò rimosso dall’esistenza. Tale è la natura della guerra, in cui la posta in gioco è a un tempo il gioco stesso e l’autorità e la giustificazione. Vista in questi termini, la guerra è la forma più attendibile di divinazione. E’ la verifica della propria volontà e della volontà di un altro, all’interno di quella più ampia volontà che è costretta a compiere una selezione proprio perchè li lega insieme. La guerra è il gioco per eccellenza perchè la guerra è in ultima analisi un’effrazione dell’unità dell’esistenza. La guerra è Dio.”

Contro l’odio – Carolin Emcke #CarolinEmcke

*Un saggio che parli di un argomento di attualità

Contro l’odio – Carolin Emcke

Collana: I fari

Razzismo, fanatismo, sentimento antidemocratico: il dibattito pubblico a cui partecipiamo è sempre più polarizzato, dominato da un pensiero pronto a contestare le posizioni degli altri, ma incapace di mettere in discussione le proprie.
Carolin Emcke oppone a questa omologazione la ricchezza di una società aperta a voci differenti: una democrazia si realizza pienamente soltanto con la volontà di difendere il pluralismo e il coraggio di opporsi all’odio. Con questi anticorpi possiamo sconfiggere i fanatici religiosi e nazionalisti, che raccolgono consensi ma hanno paura della diversità e della conoscenza, le armi più potenti che abbiamo.

“Come si è già detto all’inizio di questo libro, non limitarsi a condannare l’odio e la violenza, ma esaminarli nelle loro modalità funzionali significa anche mostrare dove sarebbe stato possibile qualcosa di diverso, dove qualcuno avrebbe potuto intervenire. Questi fenomeni non vanno solo rifiutati, bisogna osservare con quali strategie retoriche, metafore o immagini vengano plasmati e canalizzati, proprio per evidenziare quei punti delle sequenze narrative in cui le trame possono essere interrotte, tranciate.”
Un saggio purtroppo attuale, perché l’odio, l’intolleranza e l’indifferenza sembra non decadano mai. Una serie di riflessioni su come ciò sia possibile, su chi ne trae beneficio e sul come si possa e si debba giungere ad una coscienza collettiva che possa combattere tutto questo.
A mio avviso ben scritto, non difficile e accessibile a tutti.

Condannare l’odio e la violenza non è abbastanza. Bisogna mostrare dove sarebbe stato possibile qualcosa di diverso, in che momento si sarebbe potuto decidere diversamente, in che frangente qualcuno sarebbe potuto intervenire, scendere dal treno. Descrivere con precisione il corso dell’odio e della violenza vuol dire indicare il punto in cui ci sarebbe stata la possibilità di interromperlo.

Mariagrazia Aiani

Carolin Emcke in ottobre ha vinto il «Premio della pace», assegnato dai librai tedeschi. Nel discorso di accettazione, pronunciato a Francoforte nella Paulskirche, ha chiesto di «agire» per difendere la libertà di tutti. In quei giorni veniva pubblicato in Germania Gegen den Hass (Contro l’odio): un viaggio nel razzismo e nel fanatismo «che cambiano la vita delle persone».