Acido solforico – Amélie Nothomb #recensione #AmélieNothomb

Il vantaggio dei libri di Amélie Nothomb è che sono corti, di semplicità linguistica che li rende scorrevoli, ottimi da leggere tra un mattone e un altro. E’ il quarto libretto suo che leggo, a suo modo è un’autrice che si è costruita uno stile e un marchio di fabbrica e questo me la fa apprezzare. Poi ho sempre la sensazione che in fondo prenda in prestito idee a destra e manca e le semplifichi in una scrittura veloce e accessibile a tutti. Stavolta in Acido Solforico i derubati sono Kafka e Orwell, con un vero campo di concentramento che è in realtà un reality per la televisione, solo che la gente muore veramente. Tante questioni etiche messe in gioco in questo massacro: dalla spersonalizzazione dell’essere umano alla spettacolarizzazione dell’omicidio al televoto; però troppe e troppo grandi, non ne viene fuori poi molto di armonico e coerente. Comunque apprezzabile allegoria della follia dei nostri tempi, anche se le pagine di riflessione sull’argomento sono alla fine le più povere, mentre efficaci sono le descrizioni delle dinamiche tra una giovane kapò innamorata della propria vittima. Discreto insomma, senza pretendere che possa essere un grande libro 7

Nicola Gervasini

Barbablù – Amélie Nothomb

barbablu

Un libricino così piccolo, così delizioso.
Trasparente, cristallino, sorprendente, semplice e profondo.

Una cosina che si legge in una manciata di ore, sul treno, in metro, in pausa pranzo al parco. Ma che regala l’impagabile sensazione di aver per le mani qualcosa di prezioso e perfetto.

Non posso svelare la storia, invito perfino a non leggerne il riassunto in quarta di copertina. Tanto breve il libro da levare parte cospicua del piacere, se se ne anticipa anche solo la premessa.

Il Barbablù del titolo da solo basti ad evocare favole gotiche e macabri misteri d’amore e morte.

Qui, vi dico solo questo, c’è la luce e c’è il colore. Anche la morte può essere variopinta…

Grazie a chi me l’ha prestato, con occhio lungo e perspicace!

p.s. sto digerendo Gatsby, di cui non mi azzarderò a fare una recensione, ma che mi ha suscitato un paio di moti profondi che a breve vorrei condividere qui. Besos!

sara de paoli

DESCRIZIONE

Saturnine, giovane ragazza belga, cerca un alloggio a Parigi. Trova, per una cifra davvero modesta, un suntuoso appartamento da condividere con l’eccentrico proprietario, il Grande di Spagna don Elemirio Nibaly Milcar. Ma l’irriverente Saturnine non sa che otto donne prima di lei hanno abitato quella magnifica casa, che hanno indossato abiti dai colori meravigliosi creati dalle mani di don Elemirio, e che di loro nessuno ha più notizie. Un romanzo che rivendica il diritto ad avere dei segreti e che indaga i meccanismi dell’amore, il cannibalismo sentimentale e la doppiezza della natura umana.