#fineanno #libri #2017

Rien ne va plus, oh la là, je pe ppè, chiudo per quest’anno con 140 libri letti tondi tondi, o angolosi angolosi. Non ho finito la Disfida dei 50 libri per 3 tituli (è sempre così, sono una donna inutile), però con le altre sfide mi sono portata abbastanza avanti. A breve scriverò un piccolo elenco dei dieci/dodici libri più significativi per me di quest’anno, anche se ne lascerò fuori molti di più, ma poi verrebbe l’elenco de: I cinquanta dei cinquanta ed è un casino. Il meta elenco!
buon anno e a frappè!

Lorenza Inquisition

The Rory Gilmore Reading Challenge:

Richard III – William Shakespeare
Mentre morivo – William Faulkner
The art of war – Sun Tzu
A streetcar named desire – Tennessee Williams
Via col vento – Margaret Mitchell
I’m with the band – Pamela Des Barres
Fiesta – Ernest Hemingway
A moveable feast – Ernest Hemingway
Driving Miss Daisy – Alfred Uhry
Complete stories – Dorothy Parker
Electric Kool-Aid Acid Test – Tom Wolfe
Macbeth – William Shakespeare
Noi siamo infinito – Stephen Chbosky
Meditazioni – Marco Aurelio
Comma 22 – Joseph Heller
L’età dell’innocenza – Edith Wharton
Molto forte, incredibilmente vicino – Jonathan Safran Foer
Romeo and Giuliet – William Shakespeare

Leggere il Mondo:

Short Stories – Chingiz Aitmatov Kirghizistan
Magellano – Stefan Zweig Austria
On black sisters street – Chika Unigwe Nigeria
Avevano spento anche la luna – Ruta Sepetys Lituania
Il pastore d’Islanda – Gunnar Gunnarsson Islanda
I signori del silicio – Evgeny Morozov Bielorussia
Mille splendidi soli – Khaled Hosseini Afghanistan
La masseria delle allodole – Antonia Arslan – Armenia
I quaranta giorni del Mussa Dagh – Franz Werfel – Armenia
The dead lake – Hamid Ismailov – Uzbekistan

Il fotografo di Auschwitz – Luca Crippa/ Maurizio Onnis #Auschwitz #Olocausto #memoria

Il fotografo di Auschwitz, La storia vera di Wilhelm Brasse

Editore PIEMME

 

 

Sulla copertina di questo romanzo c’è il volto di una ragazzina, bello, puro, così adulto in una persona così giovane. Si chiamava Czeslawa Kwoka, era polacca ed è morta a 15 anni, nel 1943, ad Auschwitz. Se i suoi occhi, e migliaia di altri, continuano a guardarci, muti, silenzioso monito della loro esistenza, se continuano a testimoniare, negli anni, la loro indescrivibile sofferenza, è anche grazie al lavoro svolto dal loro fotografo. Si chiamava Wilhelm Brasse. A 23 anni, nel 1940, era finito nel lager di Auschwitz. Pur essendo di origine austriaca da parte di padre, aveva rifiutato di arruolarsi nella Wehrmacht; la sua patria era la Polonia e non intendeva diventare complice degli aguzzini dei suoi connazionali.

Una scelta coraggiosa, che pagò cara: ad Auschwitz, nell’inferno, riuscì a sopravvivere per cinque lunghi anni grazie al proprio lavoro: era un bravo fotografo, aveva imparato il mestiere da uno zio, e ai nazisti era utile. Perché la macchina di sterminio, nella sua follia, adorava schedare le sue vittime: uno scatto, e poi via nelle camere a gas. Nel piccolo studio fotografico di Wilhelm all’interno del lager sfilano oltre 50 mila persone. Ebrei, zingari, polacchi. Uomini, donne e bambini. Esseri umani i cui sguardi raccontano il dolore, la rassegnazione, la ricerca di un perché a una mostruosità che esce da qualsiasi logica.

Brasse, come molti altri uomini, decise di combattere non solo per sè stesso, ma per i propri ideali e per la sua gente. Dal mirino della propria Zeiss vide e visse orrori inenarrabili che hanno messo fine per sempre alla sua carriera impedendogli di accostarsi con serenità alla macchina fotografica. Rischiando la propria vita è riuscito a salvare la testimonianza delle atrocità perpetrate per anni ad opera di Mengel e Clauberg, portandole al mondo con le sue foto e curando in prima persona il Museo alla Memoria di Auschwitz. Luca Crippa e Maurizio Onnis sono gli autori di questo romanzo, una bella e dolorosa ricostruzione degli anni trascorsi da Wilhelm Brasse nel campo di sterminio. E’ un romanzo, ma nulla è lasciato alla fantasia. I fatti salienti del libro sono tutti basati su documenti storici e sulla testimonianza dello stesso Brasse, morto nel 2012 a 94 anni.
Per questo genere di libri non esiste la classificazione, la stellina, il “mi piace” o meno. Questo genere di libri, semplicemente, va letto e divulgato.