Il cappotto della Macellaia – Lilia Carlota Lorenzo #recensione

Il cappotto della Macellaia è un puzzle che componiamo con l’autrice, Lilia Carlota Lorenzo. L’immagine nascosta si capisce solo aggiungendo l’ultima tessera e nel frattempo la Lorenzo ci accompagna per mano nelle vie e nelle case di Palo Santo, dietro le porte, ad ascoltare le conversazioni, o sotto le finestre, a guardare quello che capita in un paesino dove in apparenza non succede nulla. Il libro vuole e riesce ad essere molto divertente e si legge come si mangia una ciotola di ciliegie mature: una dopo l’altra sempre più velocemente. Il tono, estremamente ironico, stempera quello che in realtà sarebbe un giallo, rendendolo una commedia dove riusciamo a vivere la storia con i personaggi, immersi con loro nel loro stesso mondo. Leggete questo libro se volete una lettura molto piacevole e divertente, senza nessuna morale, senza pensare che per forza in un libro debbano esserci i buoni e i cattivi. Qui invece sono tutti molto umani e tutti oscillano tra le sfumature di grigio della noia, della cattiveria, della fame, del sesso, e nessuno aspira a nessun tipo di redenzione. Non c’è una morale, c’è solo una bella storia con un intreccio avvincente. Il tono del romanzo, inevitabilmente richiama Andrea Vitali per il piccolo paese, per i pensieri dei personaggi che ti fanno vivere con loro la vicenda. Non pensate al classico romanzo sudamericano perché questo libro è scritto con l’intento di catturare il lettore e divertire con la miseria stessa della natura umana, e nessuno brilla a Palo Santo. Sentiamo solo il pampero che soffia nelle strade.

Maria Bonaria Dentoni

Dall’altra parte – Bartoccioni/Bonadonna/Sartori #recensione

Questo libro racconta in modo concreto e allo stesso poetico le storie di tre illustri medici italiani che si sono ammalati gravemente: il cardiochirurgo Sandro Bartoccioni scopre, dopo un ingiusto licenziamento, di avere un carcinoma gastrico; l’oncologo Gianni Bonadonna viene colpito da un ictus; il chirurgo toracico Francesco Sartori combatte contro il melanoma.
Questi grandi medici diventano i pazienti. Passano dall’altra parte.

In questo nuovo e sgradevole ruolo, alla luce della loro preparazione e conoscenza, si ritrovano ad affrontare una sanità completamente da riformare: non solo sono ben consci di quanto sia la politica, più del merito, a decidere primariati e posti di rilievo; bensì medici, infermieri, fisioterapisti e logopedisti appaiono freddi, cinici, non adeguatamente formati, arroganti, privi di empatia e di umanità.
Fa impressione, ad esempio, quando Bartoccioni racconta di come il radiologo gli rivela i risultati della TAC:

Mi trovo, dopo aver eseguito la TAC, nella saletta di referto quando entra il medico di guardia: “cazzo, che cancro… uno, due, tre, quattro, è lungo cinque centimetri, e quanti linfonodi… vicino allo stomaco, dietro il pancreas, sotto il fegato… si tratta di un cancro allo stomaco al quarto stadio, ma di chi è questa TAC?”
“La mia.”
“Oh, scusa Sandro… non sapevo… accomodati… credevo che fossi qui per un tuo paziente.”

Questo libro offre molti spunti di riflessione, da qualsiasi parte si trovi il lettore: al termine della lettura, il paziente dovrebbe essere più consapevole di cosa ricercare quando affida la sua vita ad un medico; il medico dovrebbe capire che cosa significa prendersi cura di un essere umano, non semplicemente affrontare un caso clinico.
Il tutto si conclude con un decalogo, ideato e scritto dai tre con il fine di modificare la medicina, mettendo al centro l’essere umano con la sua sofferenza.

Se vi ispira, leggetelo. E se conoscete studenti di medicina o di un’altra professione sanitaria, regalateglielo: sicuramente ne trarrano beneficio.

Valentina Inzillo