Il cielo, la terra e quel che sta nel mezzo – Marlo Morgan

” Il nostro popolo non ha mai conosciuto la ghigliottina, né il plotone d’esecuzione, ma neppure il ruolo della polizia. Poi, non più di un’ottantina d’anni fa, l’autodeterminazione ci è stata negata da parte di stranieri che hanno insediato un loro governo senza tenere nella minima considerazione noi e i nostri diritti. Non c’e’ mai stato alcun trattato e, anzi, in tutti i documenti alla base dell’ordinamento legale australiano si afferma che il continente era privo di ogni forma di vita umana. Come se quasi un milione di uomini e donne non fossero mai esistiti. E proprio perché noi siamo un popolo pacifico, la nostra cultura si è dissolta in un tempo relativamente breve.”

Il cielo, la terra e quel che sta nel mezzo Marlo Morgan

Negli anni venti, in Australia, due gemelli aborigeni vengono strappati alla nascita alla loro famiglia d’origine e separati: il maschio, Geoff, crescerà in una fattoria e verrà successivamente adottato, mentre la femmina, Beatrice, verrà mandata in un orfanotrofio gestito da suore dove resterà fino ai sedici anni. Entrambi trascorreranno un’infanzia difficile, privati di affetto e delle loro origini, crescendo soli e senza nessuno su cui poter contare, fino alla decisione di tornare a cercare le proprie origini; in particolare la ragazza, Beatrice, finirà a vivere per un lungo periodo con gli aborigeni dell’Outback. In questo impariamo a conoscere il Paese autentico, le sue usanze, le sue origini, la sua “vera gente”, riscoprendo il significato di un modo di vivere apparentemente semplice, fatto di veri valori e pochi oggetti essenziali. Gli Aborigeni non vivono divisi in se stessi, come gli uomini delle società civilizzate, cosiddette moderne, abituati a farsi giudicare per i loro beni materiali e per l’abilità con cui espongono il meglio di sé soltanto superficialmente. Non essendoci in loro questa spaccatura tra l’essere e l’apparire essi sono autenticamente se stessi e, perciò, realmente felici.
A me è piaciuto molto, pur scadendo qualche volta nel banale, l’ho trovato un romanzo scorrevole e di gradevole lettura, e fa riflettere su temi attuali, come la mancanza di rispetto verso il diverso, ma soprattutto l’invasione di un territorio da parte di un popolo che si ritiene superiore, e che pretende di imporre il proprio grado di “civilizzazione”. Mi sento di dire che in qualche modo ricorda Australia con la Kidman e Hugh Jackman, se vi è piaciuto il film, apprezzerete anche questo romanzo.

mariagrazia aiani

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