Moon Lake – Joe R. Lansdale #JoeLansdale #Einaudi

Daniel ha solo quattordici anni quando una sera di ottobre la sua infanzia naufraga nelle acque buie del Moon Lake. Per tutto il tempo la verità è rimasta nascosta sotto lo scintillio della luna. Ma adesso, per «Danny», è arrivato il momento di dare un senso al suo dolore.

«Papà inserí la prima e avanzò un po’, dando una leggera spinta all’acceleratore. Fui contento all’idea che finalmente ci muovessimo da lí. – Voglio che tu sappia quanto ti voglio bene, – disse. Prima che potessi rispondere «anche io ti voglio bene», diede una forte accelerata, la macchina scattò in avanti e il ponte tremò. Girò il volante a destra e la grossa Buick, con le sue cinque rate ancora da pagare, sfondò la ringhiera marcia e si fiondò nello spazio come un razzo.»

TRAMA SNELLA: c’è del marcio a New Long Lincoln, cittadina del Texas orientale sorta un po’ più in là, rispetto al Moon Lake, che nelle sue acque scure cela i resti del vecchio paese, sommerso con la costruzione della diga, e non senza vittime.

Daniel, che da ragazzino in quel lago ci ha quasi lasciato la pelle al traino di un padre aspirante suicida, cerca di fare luce sul misterioso ritrovamento di automobili che, gettate sul fondale melmoso, custodiscono cadaveri nei loro bagagliai. Il Consiglio Comunale e la polizia locale saranno disposti a lasciarlo ficcanasare, correndo il rischio che venga gettata luce su torbidi segreti e giochi di potere che da decenni si perpetuano in città? Uhmmm… decisamente no!

Tra spari, mazzate, sarcasmo e un po’ di sensualità, si corre via dritti verso un finale in perfetto stile Lansdale.

E, a tal proposito, diciamo che dopo venticinque anni che leggo Joe R. e una sessantina di suoi volumi nella libreria di casa, posso dire che la questione è esattamente tutta qui: se si legge Lansdale con assiduità, alla lunga non ci si domanda più se il nuovo romanzo sia bello o brutto, ma se assomigli al suo creatore e se sia all’altezza della tradizione, se incarni cioè al meglio quello che è il canone dello scrittore texano.

E stavolta, dopo qualche giro un po’ più o un po’ meno a vuoto, direi che ci siamo. In questo romanzo Lansdale c’è tutto o quasi e c’è nel modo che ci si aspetta. Che non sarà ovviamente originale nel senso di diverso dal solito, ma di certo lo è nei termini della O nel marchio D.O.C.

Insomma, per i veri fan direi che si tratta di soldi e tempo spesi bene.

Iuri Toffanin

di Joe R. Lansdale (Autore) Luca Briasco (Traduttore)

Einaudi, 2022

Smarrimento – Richard Powers #RichardPowers # @lanavediteseoed

Disfida nr. 29 – *Un libro preso alla cieca*

La vita del giovane astrobiologo Theodore Byrne è divisa tra due grandi amori. Il cosmo, che scandaglia in cerca di vita su pianeti lontani decine di anni luce, e il figlio Robin, che Theodore cresce da solo dopo la morte della moglie, un’attivista ambientale. Robin ha nove anni, è un bambino “diverso” anche se nessun medico è arrivato a una diagnosi risolutiva. Ha un animo sensibile, progetta di disegnare tutti gli animali in via d’estinzione ma a scuola è nei guai dopo aver aggredito un compagno. Theodore si rifiuta di tenere a bada con i farmaci le intemperanze di Robin, così si affida a una terapia emotiva sperimentale, che stimola il ragazzo con le registrazioni dell’attività cerebrale della madre. I risultati sono stupefacenti: Robin ritrova l’entusiasmo e inizia a sostenere in prima persona, incoraggiato da Theodore, la causa ambientalista, diventando una celebrità fino a quando la politica mette in discussione la loro felicità.

Quanti pianeti abitati da esseri senzienti esistono nell’infinito universo? E’ quello che sta cercando di scoprire l’astrobiologo Theodore, che intanto inventa viaggi in mondi straordinari per il figlio Robin, un bambino speciale che lotta per la salvezza di piante e animali in via di estinzione. Questo libro si definisce a metà tra il costante stupore e le infinite possibilità delle quali potremmo beneficiare se solo abbandonassimo la smania di controllo, di razionalità che ci offusca la vista. Padre e figlio esplorano la bellezza del cosmo, della natura, del cervello e del cuore umano. Nel tentativo di gestire il rapporto complicato con il mondo, di dispiegare la loro relazione e di elaborare il loro lutto, restano avvinti dallo smarrimento. Lo smarrimento si trasforma in tenerezza, consapevolezza. In ultima analisi, esso diventa meraviglia.

Mi è piaciuto molto e lo consiglio.

Flavia Colucci

di Richard Powers (Autore) – Licia Vighi (Traduttore)

La nave di Teseo, 2021