Daniel Glattauer – Le ho mai raccontato del vento del Nord #DanielGlattauer #recensione

Mi scuote nel profondo, mi emoziona, a volte vorrei mandarla a quel paese, ma altrettanto volentieri me la vado a riprendere. Ho bisogno che sia nei paraggi. Sa ascoltarmi. È intelligente. È spiritosa. E, ciò che più conta: c’è sempre per me.

Daniel Glattauer – Le ho mai raccontato del vento del Nord
Editore: FELTRINELLI

Collana: I Canguri
Traduttore: Leonella Basiglini

ATTENZIONE! Post ad alto contenuto di spoiler e di cinicità.

Ho comprato questo libro per quattro motivi: ero attratta dal titolo accattivante, avevo voglia di leggere una storia d’amore, era un romanzo citato in un altro libro che ho letto di recente (La lettera d’amore di Cathleen Schine) . Infine, perché il libro è uno di quei titoli onnipresenti in ogni offerta della Feltrinelli, per cui prima o poi finisci per portartelo a casa.
È un grande successo editoriale di una decina di anni fa, un romanzo epistolare sotto forma di email e basta questo per creare grandi aspettative in una figlia di Meg Ryan e Tom Hanks come me….
Lo stile è vivace e scorrevole, si legge volentieri, ha il ritmo rapido e immediato dell’email.

È il contenuto che mi fa dire che questo libro è uno di quelli che mi sono piaciuti meno tra quelli letti quest’anno, perché mi ha fatta oscillare tra la tenerezza e l’irritazione e alla fine l’irritazione ha prevalso.

(E da qui inizia SPOILER pesante).

Emmi deve disdire l’abbonamento ad una rivista, sbaglia indirizzo email e in questo modo entra in contatto con Leo. L’avvio è semplice. Emmi e Leo possono essere chiunque e la prima parte del libro regala indizi per svariate possibilità. Molto accattivante e molto promettente. Cercano di lasciare fuori dal loro rapporto virtuale la vita reale limitandone i riferimenti, creano un limbo dove essere una sorta di conforto reciproco. Bello e dolce.

Peccato che dopo poche pagine inizino i battibecchi.
Ma tu avevi detto…
Ma io volevo dire…
Ma io avevo pensato che tu volessi dire…
Ma io avevo detto e tu hai pensato che…
Ma io pensavo che tu avessi capito che io volevo dire che tu….
Ti scrivo, non mi rispondi, allora non ti scrivo più, aspetto che sia tu a scrivere per primo, non hai risposto, perché non rispondi, cercami tu, ah non rispondi, perché non rispondi, allora mi offendo, mi sono offesa, non ti scrivo più….. Non ho risposto perché è morta mia madre…

Signore Iddio, la pesantezza!!!!!!

Ancora non vi siete guardati in faccia, vi date ancora del lei e siete già nel pieno di questi logoranti tiramolla da coppia finita? Ma davvero la storia punta a farvi stare insieme?? Siete sicuri?

Eppure, con lo scorrere delle pagine il loro legame si rafforza. Fino al “Ci incontriamo? Non ci incontriamo? E se ci incontrassimo? Meglio di no. O forse sì? Mi piacerebbe ma… Allora no? Sì? Boh. Siamo solo a pagina 50, temo che un incontro non sia possibile.”

Andiamo avanti fra allontanamenti e riavvicinamenti virtuali fino alla comparsa, sempre virtuale, del marito di lei, Bernhard, che scrive a Leo per dirgli che, pur di riavere sua moglie, lo autorizza ad incontrarla e, se capita, a fare l’amore con lei. La teoria è che Emmi vedrà finalmente Leo come persona reale e non più come immagine fantastica e proiezione irraggiungibile delle sue fantasie. Insomma, Leo non sarà all’altezza delle aspettative, lei rimarrà delusa e tornerà dal marito. Teoria ineccepibile.

Bernhard?
Bernhard???
Bernhard, tu sei buono e dolce e fai una tenerezza infinita. Ma, esattamente, da dove l’hai tirata fuori questa umiliante teoria? Da Google? Inoltre ci sono scarse possibilità che Leo deluda Emmi. Scarsissime.

Un giorno ci incroceremo in un caffè o in metropolitana. Cercheremo di non riconoscerci o di fingere di non vederci, ci gireremo svelti dall’altra parte. Saremo imbarazzati per ciò che è diventato il nostro “noi”, per quello che ne è rimasto. Niente. Due estranei uniti da un passato immaginario.

Il finale ci riserva un colpo di scena e spalanca un portone sul seguito del libro.
Si, c’è un seguito. E ora sono molto combattuta. Perché pur annoverando questo libro tra quelli non amati , mi rode la curiosità di sapere come si conclude la storia.
Compro il seguito o convivo con il tarlo?

Anna Massimino

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