Ma gli androidi sognano pecore elettriche? – Philip K. Dick #BladeRunner #recensione

« Il romanzo vive di un altro grande contrasto, quello religioso e gnoseologico. La lotta tra Mercer e Buster Friendly è un traslato della lotta tra Deckard e gli androidi. Quando Deckard applica il test a un individuo, non sa chi ha di fronte, chi si celi dentro un corpo che sembra perfettamente umano, chi sia artificiale se neppure sa di esserlo. Solo Mercer può realmente distinguere, ma anche Mercer sembra una truffa. È il dramma religioso moderno che vuole un bene e male sempre più coesistenti, indistinguibili, incoscienti. Se neppure un androide sa di essere un androide, o quando un uomo, come Resch, è disposto a morire perché teme di non essere un uomo, come si può distinguere il bene dal male? Dick risponde che non si può.» Domenico Gallo

Ma gli androidi sognano pecore elettriche? – Philip K. Dick
Traduttore: R. Duranti
Curatore: C. Pagetti
Editore: Fanucci

Letto finalmente poichè era una lacuna che ci tenevo a colmare.
Il film, come moltissimi di voi, lo conosco quasi a memoria, ma il romanzo breve a cui era liberamente ispirato non l’avevo mai letto, pur avendo letto altre cose di Dick.
Appunto: “liberamente”. Il film è un cult, per carità. Ha segnato uno spartiacque nella science-fiction cinematografica portando al successo planetario una fantascienza matura, psicologica, addirittura filosofica. Ma mai avrei pensato che il romanzo a cui si ispirò fosse addirittura meglio. Ovunque avevo sentito parlare di uno di quei pochissimi casi in cui il film è migliore del libro: e invece no, eccheccazzo.
Ma gli androidi sognano pecore elettriche? è un’allucinazione lunga 300 pagine: i temi sono sì quelli del doppio o della natura umana, di cosa è reale e cosa non lo è, cosa è umano e cosa no, le droghe, la repressione poliziesca, ma anche quelli della religione, del capitalismo, della libertà. Uno splendore di frenesia e corto circuiti mentali inseriti in una distopia fatta di “kipple”, di polvere, rifiuti, abbandono, oscurità e vecchie e nuovi classi sociali.
Poi di colpo molto dell’hype per il nuovo Blade Runner in uscita sembrerà solo una marea di cazzate! 

Dovunque tu vada, ti sarà richiesto di fare cose che ritieni sbagliate. È una condizione costante della vita quella di essere costretti a violare la propria identità. Una volta o l’altra, ogni creatura vivente si trova costretta ad agire così. È l’ultima ombra, la disfatta della creazione. Questa è una maledizione che alimenta tutta la vita. Dappertutto nell’universo.

Alessandro Dalla Cort

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