Eroi della frontiera – Dave Eggers #recensione #DaveEggers

Josie sapeva, allora, che anziché cercare una persona coraggiosa – ne era alla ricerca da anni, buon dio – piuttosto che cercare questo tipo di persone nel mondo ancora esistente, era meglio e più facile crearle. Non aveva bisogno di trovare esseri umani di integrità e coraggio. Aveva bisogno di crearli.

Il nuovo libro di Dave Eggers è il tipico romanzo “on the road” tanto caro alla letteratura americana.
Josie ha quasi quarant’anni e due figli piccoli. Ha da poco visto andare in fumo la sua brillante carriera di dentista e il suo meno brillante rapporto con Carl, padre dei suoi figli. Josie ha due giganteschi pesi sulle spalle e sul cuore: la paura che Carl le porti via i figli e il devastante senso di colpa per la morte di un suo paziente, Jeremy, un giovane soldato ucciso in Afghanistan.
Josie decide di allontanarsi senza avvertire nessuno, carica i suoi figli su un camper e punta decisa verso uno stato che è sì America, ma in uno modo particolare: l’Alaska.
In Alaska vive sua sorella, ma non è questo il motivo principale che la spinge a scegliere questa destinazione. Nel suo immaginario, e non solo nel suo, l’Alaska è la terra degli eroi, del coraggio, della sfida. E di questo ha bisogno, Josie, di coraggio. (“Trovatemi un coraggioso, un ardito. Trovatemi uno che non si tira indietro”.

Che stai facendo, Josie? È lei stessa la prima a chiederselo. Cosa ti spinge a mettere un bambino di 8 anni e una bimba di 5 in situazioni tanto rischiose? In mezzo al nulla, con solo una lamiera sottile tra voi e il mondo. Cosa stai cercando? Con quale coraggio?

“Se scopri che sei diverso, che hai sbalzi d’umore e grilli per la testa, che ti annoi, che vuoi vedere l’Antartide, faresti meglio a non avere figli. Che cosa succede ai figli delle persone interessanti? Sono inevitabilmente tarpati. Sono schiacciati. Non hanno avuto un sole prevedibile e perciò sono carenti, disperati e insicuri: dove sarà il sole domani? Ma vaffanculo, pensò. Dovrei scaricare questi bambini a qualche sole affidabile?”

Lungo la strada, incontri bizzarri e qualche volta pericolosi. Ma anche incontri che frantumano i pregiudizi e ribaltano i luoghi comuni (a questo proposito la scena del camper con una gomma bucata e della sua sostituzione è un piccolo gioiello). E tanta, tantissima riflessione. Su se stessa, sulla vita con un uomo che Josie ci presenta come un “superficiale, vanesio cagone”, nel senso più letterale del termine. Tanto alcol, perché l’alcol rende accettabili tante cose. O se non altro aiuta a tollerarle.
Incontri che per un momento fanno brillare la possibilità di un nuovo inizio, fatto di pace e di soddisfazione. Possibilità che le fiamme, quelle vere, quelle degli incendi che devastano ettari di bosco, o quelle metaforiche della noia e della disillusione, fanno crollare nel nulla. Situazioni rischiose, altre poco credibili.

Come già nel suo primo romanzo L’opera struggente di un formidabile genio (inarrivabile, secondo me) anche in questo Eroi della frontiera protagonisti e lettore ondeggiano tra diversi stati d’animo. Si sorride e si ride (Carl è una macchietta, Dave Eggers lo disegna attraverso il rancore che Josie prova nei suoi confronti e ne viene fuori un personaggio al limite delle peggiori scenette goliardiche da barzelletta). Josie è sufficientemente autoironica da vedere la follia e l’azzardo di certi suoi comportamenti ed è spietata nel parlare di se stessa e, a volte, dei suoi figli; ma lo è anche per vedere l’ambiente borghese, perbenista e ipocrita nel quale ha vissuto. E riderne.
Ogni tanto, però, il passaggio dal riso all’angoscia è quasi impercettibile e la disperazione di ciò che stai leggendo e di quello che i protagonisti stanno provando ti assale mentre ancora hai il sorriso sulle labbra.
Perché in fondo quella che stiamo guardando è una madre giovane e sola, intelligente e brillante, che ama i suoi figli e cerca di proteggerli. Che ha fiducia nel mondo e nei suoi simili, che crede che esista qualcosa di migliore anche in un Paese, l’America, che ha visto crollare molte delle sue illusioni.
Una donna che crede ancora nel caro, vecchio sogno americano. Che deve per forza esistere, lì da qualche parte. E il coraggio lo si costruisce, semplicemente.
Poi, però, c’è domani.

Anna Massimino

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