Acciaio contro acciaio – Israel Joshua Singer

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Varsavia, I° guerra mondiale, occupazione russa e poi tedesca. Ebrei polacchi spremuti e negletti prima dagli uni e poi dagli altri. Prima ancora della Shoa una infinita sequenza di angherie, soprusi, miseria, fame nera, lavoro durissimo, violenza. Si parte da Varsavia nel 1916. Il giovane ebreo protagonista Binyamin Lerner, arruolato nelle file dell’esercito zarista, dopo nove mesi di prima linea sul fronte orientale, affronta dolorose e drammatiche vicende che vedono come sfondo la capitale della Polonia. Nella seconda parte il protagonista diserta dalle milizie dello zar per finire a lavorare in un cantiere della sua città per riedificare un ponte. Scapperà di nuovo per vagabondare fino a trovare un russo potente e generoso che gli insegnerà che la miseria rende feroci anche i poveri quando si tratta di sopravvivenza ma anche da lui sarà deluso e allora inseguirà una nuova chimera di speranza abbandonando un possibile amore mai coltivato per la cugina Gitta per seguire a Pietroburgo i rivoluzionari all’assalto del Palazzo d’Inverno. La storia è minimale, ma lo sfondo storico è maestoso. Umanamente, vediamo disertori come il giovane Lerner, prostitute, prigionieri di guerra, lavoratori coatti, carcerieri tedeschi che opprimono nei cantieri in cui una umanità litigiosa si accalca miserabilmente. Tedeschi contro russi, ebrei contro polacchi, ebrei ortodossi contro ebrei di altri orientamenti.
La narrazione potente di Israel Joshua Singer di cui Adelphi cura la ripubblicazione delle opere ci costringe ancora una volta a guardare l’abiezione umana per non dimenticarla mai.
PS: non è un libro allegro (se non si fosse capito!).

Renato Graziano

Risvolto

Le strade roventi popolate da orde di mendicanti, da cortei funebri, da bande militari tedesche che incedono con grande strepito, dai temuti Ussari della morte che sfilano in tutto il loro minaccioso splendore, da individui affamati e senza casa che si aggirano con espressione apatica, indifferente. Il gigantesco cantiere sulla Vistola dove gli operai – russi, ebrei e polacchi – si sfiancano assonnati e indolenziti, perennemente sovrastati dal fragore delle onde, dal rombo dei macchinari, dal ruggito delle voci che sbraitano in varie lingue. È la Varsavia che accoglie Binyamin Lerner, reduce da nove mesi sul fronte galiziano nella fanteria dello zar. E più che mai deciso a sopravvivere, anche a prezzo della diserzione, a conquistare il suo destino in un mondo divelto dalle fondamenta: a contrastare, acciaio contro acciaio, l’inesorabile violenza della Storia. Una violenza che Singer ha vissuto sulla propria pelle e nella quale – mentre seguiamo Binyamin dal vertiginoso caos di Varsavia a una comune agricola in Polesia e infine a Pietroburgo, cuore della Rivoluzione – ci sprofonda, letteralmente, con la prodigiosa maestria che i molti lettori della Famiglia Karnowski hanno imparato a conoscere.

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