Le braci – Sándor Márai

LEGGERE IL MONDO: UNGHERIA

sandor

Bellissimo romanzo, intenso, in ogni pagina il piacere della parola scritta. E’ uno di quei libri per cui sono grata di aver intrapreso il mio biblioviaggio intorno al mondo, ho trovato un autore da amare.
 
Le braci è un libro che parla di quello che resta, le passioni diventate cenere, i ricordi che sfumano, le risposte a domande che ci siamo posti per tutta una vita a cui in fondo avevamo già trovato risposta, l’attesa di un’esistenza che si consuma nel guizzo di una fiamma.
 
Il libro è breve, e consiste in un lungo (forse un po’ troppo lungo) monologo di un vecchio Generale ungherese, che una mattina apprende dell’arrivo di un suo amico, che non vede da quarant’anni. Questo scatena un flusso di coscienza e ricordi, che culmina la sera in un dialogo esasperato (forse un po’ forzato, e a volte -poche- tedioso) che rievoca un tradimento mai dimenticato. La storia, in reatà, non c’è: ci sono solo i ricordi, evocati magnificamente, di vite passate e di una gioventù sfumata in fretta, e le riflessioni sull’esistenza, l’amore, l’amicizia, l’onore. Un’acuta analisi sulle ragioni dell’umano agire, e di come alla fine di un’esistenza tutto comunque passi e cessi di importare.
 
E’ un piccolo grande libro, un po’ triste, con molta solitudine e tanto inutile romanticismo, scritto splendidamente.

 

Lorenza Inquisition

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