Adam Johnson – Il signore degli orfani #AdamJohnson

Libro n*24: un best seller che non hai ancora letto perché diffidi della massa.

signore

Non credo che nessuno qui dentro lo abbia letto ancora, per cui cercherò di essere responsabile mentre scrivo questa recensione.
È l’ennesimo premio pulitzer che leggo ( questo è proprio recente recente), ormai ci ho preso gusto, ma è anche un best seller, ed è sotto questa macro categoria che lo inserisce il NY Times.
È un libro di circa 600 pg scritte da un autore abbastanza ardito da farsi i suoi “7 anni in Tibet”, ma in Corea del Nord, sotto mentite spoglie.
Di sicuro per lui non deve essere stato facile documentare tutto quello che ha visto e vissuto: questa difficoltà la si sente a pelle e subito nelle prime 200 pagine, di assolutamente non facile accesso. Per cui lo dico subito chiaro e tondo: se sei un lettore poco paziente che fatica ad entrare in sintonia con romanzieri che cominciano i loro romanzi lavorando più di struttura che di immedesimazione, allora abbandona l’impresa perché duecento pagine di adattamento sono davvero tante; però fidati, ci volevano per l’equilibrio interno della composizione.
Superato il primo scoglio e giunti nella seconda parte del libro si viene ripagati (poco per volta, non tutto insieme) della fatica!
È un autore davvero non per tutti: si fa apprezzare dopo molto faticare, ma le ultime 400 pagine valgono lo sforzo e il finale sovrasta ogni altra cosa.
La storia narra le vicende di Pak Jun Doo ( tipo john doe, ovvero persona dalla celata identità, un po’ come Odisseo davanti al ciclope): figlio abbandonato dalla madre, una cantante lirica, in un orfanotrofio gestito dal padre (il vero signore degli Orfani). Qui viene trattato come tutti gli altri, senza favoritismi, dal padre; anzi anche peggio, perchè nessuno lo avrebbe mai adottato data la presenza del padre.
In seguito assistiamo al suo reclutamento forzato nelle strade all’età di 16 anni: viene fatto salire a forza su un furgone per la leva obbligatoria, senza poter salutare il padre o gli amici. Diviene un esperto di arti marziali e uno scavatore di tunnel sotterranei: la sua abilità è combattere al buio. Pproprio per questa abilità viene reclutato come rapitore professionista, mandato in missione in Corea del Sud e Giappone per “estirpare” lavoratori utili al governo della Corea del Nord durante la notte.
Finalmente, il premio: viene imbarcato su un peschereccio, libero in mare. Beh, relativamente libero, in realtà con il compito di spiare le conversazioni dei sottomarini nell’area navale coreana.
Poi a causa della diserzione di un membro dell’equipaggio viene mandato in carcere: qui combatterà con il ministro delle prigioni e gli ruberà l’identità, divenendo il nuovo comandante Ga, sostituendosi a lui come ministro, come marito di Sun Moon, l’equivalente di Elena di Troia della Corea del Nord. Ma a questo moderno Ulisse non andrà tutto liscio: non vi dico di più perché la seconda parte merita di essere letta e non raccontata.
Lascia senza fiato ed è veramente inaspettato.
Ha meritato il premio e la pazienza dei suoi lettori.
Provare per credere!

Stefano L.

DESCRIZIONE

Pak Jun Do è figlio di una madre scomparsa, una cantante rapita e portata a Pyongyang per allettare i potenti della capitale, e di un padre influente, direttore di un orfanotrofio. Crescendo, si fa notare per lealtà e coraggio, tanto da convincere lo Stato a offrirgli una carriera molto rapida. E per lui comincia un percorso senza ritorno attraverso le stanze segrete della dittatura più misteriosa del pianeta. “Umile cittadino della più grande nazione del mondo”, Jun Do diventa un rapitore professionista, costretto a destreggiarsi tra regole instabili e richieste sconcertanti da parte dei suoi superiori per sopravvivere. L’amore per Sun Moon, attrice leggendaria, lo porterà a prendere in mano la propria vita, con un sorprendente colpo di scena. Ambientato nella Corea del Nord dei nostri giorni, il libro di Adam Johnson descrive vita e accadimenti di un moderno Candido in un regime isolato e folle, un vero e proprio regno eremita in cui realtà e propaganda si sovrappongono fino a essere indistinguibili. Romanzo d’avventura, racconto di un’innocenza perduta e romantica storia d’amore, “Il signore degli orfani” è anche il ritratto di un mondo che fino a oggi ci è stato tenuto nascosto: una terra devastata dalla fame, dalla corruzione, da una crudeltà che colpisce a caso, dove esistono anche solidarietà, inaspettati squarci di bellezza, e amore.

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