Ginevra Lamberti – La questione più che altro #GinevraLamberti

laquestione

A incontrare Gaia ti scontri con la voglia che hai avuto, molto tempo fa, di rimandare il futuro quanto basta perché non ti scarabocchiasse l’idea che covavi in seno di una te che somigliasse a qualcosa di afferrabile proprio nella sua inconsistenza. A incontrare Gaia reimpari il panico come la copertina del tuo libro tutto da scrivere, pagine fitte di quel lessico solo a te familiare, solo a te ostile, solo a te. Raccontato come una favola, con mostri e tutto, fantasmi e tutto, animali, legno, bosco, genitori, nonni, abitudini e tutto. L’isolamento, il lavoro, la scoperta: crescere, insomma; crescersi addosso e addosso alla vita, quella resa tua dalle piccole cose, proprio tua, che nessun’altro, ti pare, la potrebbe indossare con tanta disinvolta, arrogante, noncuranza. E invece tutto è dettaglio, tutto è un po’ più di pelle che ti separa dal mondo, insegnandotelo, decifrandotelo. La città, la perdita, la bellezza: crescere e alzarla, la testa, che prima o dopo tocca a tutti, prima o dopo ti occorre, fino a scoprire che lo sguardo diritto puntato in faccia al caos trasforma il tuo caos in pura logica e in fondo al tunnel c’è il tesoro e lo stavi cercando e forse non si smette mai.

Rob Pulce M.

 DESCRIZIONE

Nella valle dove vive, la questione piú che altro è che Gaia si annoia di noia mortale. Nel suo presente immobile si affacciano nonno-di-giú, che racconta la sua storia di vedovo di successo in un programma tv del pomeriggio, nonna-di-su, che ha chiesto a santa Rita da Cascia di proteggerla, la madre, che ha divorziato per eccesso di traslochi e il padre, che ha tracce di polmoni nella nicotina e un’irrefrenabile voglia di ridere. Mancano diciannove giorni a Natale, ventiquattro a Capodanno, qualcosa di piú all’ultimo esame. Dato che Gaia si annoia e non ha abbastanza soldi per fare il giro del globo in orizzontale e tagliarlo in due, cosí magari si apre e dentro ci trova ciò che le manca, si trasferisce prima a Mestre e poi nella laguna piú bella del mondo. Solo che neanche lí c’è quello che cerca, il lavoro è sempre un “lavoretto”, il padre si ammala, i nonni invecchiano e Venezia non è che il fondale di cartone per i selfie dei turisti. Con un tono brillante e una lingua che richiama le favole e le filastrocche, nel suo romanzo di esordio Ginevra Lamberti racconta una generazione che cerca di inventarsi un futuro lontano (il piú possibile) dal presente e finisce per scoprirlo come il premio di una caccia al tesoro.

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