Luigi Cecchi – Il karma del pinolo #LuigiCecchi @DelVecchioEd

Dal visionario, al surreale, al soprannaturale: 17 racconti sull’imprevedibilità dell’esistenza da uno dei più seguiti autori del fumetto italiano.

karma

Avevo consigliato la raccolta di racconti di  in un post precedente. Devo rivedere quanto scritto, però. Avevo descritto il tutto come divertente. Non è una definizione valida per tutti i racconti. Alcuni lo sono veramente ma altri affrontano temi e problematiche molto serie. Il tono è abbastanza distaccato ma per questo non si ha la sensazione di superficialità. Potrei paragonare lo stile a quello disincantato di Stefano Benni. Tutti i racconti partono dalla realtà che però man mano che si continua a leggere perdono aderenza con il mondo conosciuto e si trasferiscono in mondo immaginario, fantastico, ogni tanto anche crudele. Continuo a consigliare questa lettura. Voto 5 su 5.

Alex A.

DESCRIZIONE

Dall’agghiacciante possibilità del male alla lucidissima visione dell’essere umano di un paziente psichiatrico che si crede Dio; dal mistero d’un singolare negozio di tè alla banalità di una gita in campagna. E ancora: cosa ci fa un gruppo di angeli nel soggiorno di una tranquilla vecchietta? Com’è possibile che le persone spariscano una a una da un quieto ufficetto postale di provincia? E quale evento straordinario ha fatto riversare in strada l’intera cittadinanza, le televisioni e le autorità locali? Con una scrittura pulita, tagliente ed elegante, Luigi Cecchi rapisce il lettore trasportandolo da una storia all’altra, e lasciando che la fantasia scorra in sordina ad alimentare paure e inquietudini, ma anche ad ammantare di colorata immaginazione quei piccoli particolari che rendono possibile il quotidiano. Toccando quasi ogni declinazione del fantastico, le narrazioni danno una scossa alla commovente realtà delle cose, evidenziando le contraddizioni e i pericoli cui l’individuo va incontro in una società sempre più arida e chiusa su se stessa. Ogni situazione sorprende, diverte, spiazza, o strappa un sorriso di commosso disincanto: una celebrazione della bellezza, dell’inevitabile tristezza della condizione umana e delle sconfinate possibilità dell’immaginazione.

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