Richard Yates – Undici solitudini #RichardYates

yates_richard_-_undici_solitudini

“Gli americani sono sempre stati inconsciamente convinti che tutte le storie avranno un lieto fine”, frase di Stevenson candidato democratico alla presidenza negli anni ’50 e sempre sconfitto. Yates amava queste parole dette da uno che il lieto fine non lo ebbe.
Così sono questi 11 racconti. Con un tratto leggero che emoziona proprio per la sua scorrevolezza e semplicità, lo scrittore distrugge il conformismo di un’America anni cinquanta senza bisogno di ribellioni o denunce, ma con un realismo splendido che ritrae la desolazione e la ripresenta al lettore senza filtri che ne aumentino l’intensità. Onesto come un amico, Yates racconta. E noi non possiamo fare a meno d’ascoltarlo.
Yates attinge a piene mani nella sua vita burrascosa.
Storie dove l’adeguarsi alle convenzioni, la ricerca della sicurezza e la mediocrità della vita consumano l’esistenza dei protagonisti lasciandoli delusi e insoddisfatti. Come per Cheever, Carver, anche Yeats ti lascia un po’ sconsolato, ma questa è poi la vita. Le piccole illusioni dei protagonisti saranno ridimensionate dalla dura realtà, la solitudine dei loro mondi non comunicanti accentuata. C’è chi vi rinuncia in partenza, chi lascia andare le speranze di cambiamento per tornare a una squallida tranquillità, chi dalla disillusione ha ottenuto e otterrà solo cattiveria. 
Piaciuto tantissimo.

Raffaella G.

DESCRIZIONE

Dopo la pubblicazione di Revolutionary Road, il primo romanzo di Richard Yates, il critico americano Alfred Kazin scrisse: «Questo romanzo riassume la nostra epoca con più spietatezza di ogni altro, ma anche con più pietà». Le undici storie qui raccolte presentano un altro momento della stessa ricerca e contengono forse quanto di più definitivo Yates abbia mai scritto: in ogni racconto non si potrebbe dire di più con meno parole, perché si intuisce sempre che è accaduto molto più di quanto è detto. La lezione di Hemingway – l’essenzialità della scrittura – è qui portata alle sue estreme conseguenze grazie alla capacità di far scaturire il significato di un’esistenza da un semplice fatto illuminante. I personaggi di Yates (impiegati mitomani, ragazzi disadattati, reduci senza gloria, coppie sprofondate nel mutismo postmatrimoniale) possono sembrare tratti da un libro di sociologia; ma un dialogo esatto, un ritmo infallibile, l’attenzione discreta ai particolari li rendono assolutamente unici, inconfondibili e perciò stesso universali.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...