Matthew Dicks – L’Amico Immaginario

Più ti tieni alla larga da Max e più gli vai a genio.
E poi a Max non piace essere toccato. Perchè quando qualcuno lo tocca, è come se il mondo diventasse troppo accecante e si mettesse a tremare. E’ così che una volta mi ha descritto la sensazione che prova.
Io non posso toccare Max e lui non può toccare me. Forse è per questo che andiamo tanto d’accordo.

dicks

Budo è il narratore in prima persona di questa storia e Budo è il migliore amico di Max, bambino autistico di nove anni dalla fervida immaginazione. Un giorno Max viene rapito da una sua maestra e Budo è l’unico ad avere assistito al rapimento. Purtroppo non può avvisare nessuno perchè Budo è un amico immaginario e solo Max può vederlo e parlarci.
L’unico contatto di Budo con il mondo reale sono Max e gli amici immaginari degli altri bambini ma non sarà così facile trovare una soluzione per liberare il suo amico immaginante.

Questa storia mi ispirava molto, aveva il potenziale per essere una grande storia commovente di amicizia, purtroppo ha un enorme difetto: è narrato in prima persona da Budo, amico immaginato da un bambino autistico di nove anni e per quanto Max sia molto intelligente è pur sempre un bambino e quindi Budo non è creato con capacità filologiche e filosofiche superiori a quelle di un bambino. Il risultato è che durante la narrazione ci sono ripetizioni a non finire, dilemmi morali ripetuti riga dopo riga e pagina dopo pagina che non hanno alcun senso in un romanzo benchè voglia probabilmente dare un tocco di realismo alla narrazione, è comunque un libro carino, lettura scorrevole. L’avevo scaricato sul kindle spinta dall’informazione che Max fosse un bambino autistico, volevo cercare di capire un pò di più la vita di bambini come lui. A mio parere è un testo molto delicato, l’autore è molto attento a non pronunciare mai la parola “autistico”. in realtà se non fosse stato scritto nella trama, difficilmente avrei pensato a questo tipo di patologia, avrei pensato più che altro ad una purtroppo comune sindrome down. Il testo trasporta, crea emozioni forti ma il finale è forse un pò scontato. Non mi pento di averlo letto, nonostante la lunghezza del testo che può sembrare eccessiva a causa delle frequenti ripetizioni, mi ha insegnato tanto ma sinceramente non lo rileggerei di nuovo. Quindi critica da una parte, ma anche complimenti all’autore dall’altra per la capacità di non rendere pesante e banale un argomento del genere. tutto sommato, consigliato!

massimo a.

DESCRIZIONE

Per Max vivere è una faccenda piuttosto complicata: va in tilt se deve scegliere tra due colori, detesta essere toccato, persino da sua madre. Del resto ha nove anni ed è un bambino autistico. Per fortuna c’è Budo, il suo invisibile e meraviglioso amico immaginario che non lo abbandona mai e da molto vicino ci racconta la sua storia. Finché un giorno Budo vede Max uscire nel cortile della scuola e sparire nell’auto della signora Patterson, la maestra di sostegno. Lo chiama, lo rincorre, ma è tutto inutile. Da quel momento, di Max non si hanno più notizie. E quando a scuola arriva la polizia per interrogare gli insegnanti, Budo è l’unico a sapere che la signora Patterson non sta dicendo la verità. Ma nessuno al mondo può sentire le sue parole se non Max. Dov’è finito Max? Che cosa può fare Budo?

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