Primo amore, ultimi riti – Ian McEwan #IanMcEwan #Racconti

“Pur non essendo particolarmente ossessionato, ho, come scrittore, un certo numero di ossessioni, che altri autori possono permettersi di chiamare temi”.

Questa raccolta di short stories, scritte nel 1975, costituisce la prima pubblicazione di McEwan.

Pedofilia, incesto, stupro, violenza, morte. “Primo amore, ultimi riti” è un libro disturbante, morboso, cupo, difficile. Ogni racconto è un pugno nello stomaco, apre uno squarcio nell’immaginario del lettore e lo fagocita in una voragine di degrado morale. Lo stile sobrio e asciutto di McEwan contribuisce ad amplificare l’effetto straniante prodotto dalle singole voci narranti, costringendo letteralmente il lettore a gettare via da sé il libro, sopraffatto dall’angoscia. Consigliato solo a chi abbia già avuto modo di conoscere e apprezzare l’autore attraverso le sue opere più recenti, al fine di scongiurare una tragica e definitiva prima impressione negativa.

Ripubblicato da Einaudi nel volume Racconti, insieme a una seconda raccolta di racconti di McEwan, Fra le lenzuola.

Saturnine Puissant

La lotteria – Shirley Jackson #ShirleyJackson #Lotteria #recensione

NO SPOILER.

La Lotteria è un racconto di Shirley Jackson, in genere pubblicato insieme a qualche altra novella dell’autrice, poichè è davvero breve. Tuttavia è considerato uno dei capisaldi della letteratura americana, oggetto di tesi universitarie e saggi critici, adattato in diversi film, trasmissioni radio, un’opera, un atto teatrale, una graphic novel che leggerò oggi, per finire citato anche nei Simpson. Uscì per la prima volta nel 1948 sul New Yorker, causando una valanga di proteste nei lettori, un putiferio di richieste di spiegazioni e scuse, accuse, insulti, e annullamenti di sottoscrizione alla rivista. Quella che era allora la Unione del Sudafrica ne bannò addirittura la pubblicazione. Sia la Jackson che la redazione del New Yorker furono presi in contropiede dalle reazioni dei lettori attoniti, scandalizzati, o addirittura spaventati dalla inquieta possibilità che una cosa del genere “potesse davvero succedere”. La stessa autrice racconterà di aver ricevuto solo quell’estate all’incirca trecento lettere di rabbia e insulti da lettori, e per contro poteva contarne non più di una decina positive, tutte inviate da amici. Persino sua madre la rimproverò per aver prodotto “Quel racconto“, spiegando che forse era meglio si dedicasse a tirare su il morale delle persone, non a turbarle.

La Lotteria racconta di una piccola, tranquilla cittadina del New England, che ha un’annuale lotteria appunto, tenuta da tempo immemore in una bella mattina assolata del mese di giugno. Senza nulla anticipare, partendo dal titolo è ovvio che più o meno tutti questi anni di film e libri che hanno sviluppato tematiche simili ci hanno in un certo senso preparato a quello che può essere il contenuto della storia. In un certo senso, ma non del tutto. Fidatevi. Ho letto una marea di letteratura gotica e horror, passata e presente, eppure la fine mi è arrivata come un treno in faccia: dall’idillio, alla cupezza, all’angoscia, al nero più profondo. Quando si sa scrivere, si sa scrivere, punto. La Jackson in neanche 50 pagine costruisce un classico, che rimane tale settanta anni dopo perchè lascia con brutale efficienza il lettore angosciato a pensare. Perchè l’aberrazione è proprio dietro l’angolo, ovunque, anche nella tranquilla provincia americana dei prati verdi, granaio rosso e chiesetta bianca in lontananza.

Perchè di quello che succede nella lotteria non viene fornita spiegazione della causa, non c’è ragione, se non quella del “si è sempre fatto così”. Perchè la coscienza individuale quando subentra la mentalità imperante del branco è sempre pronta a soccombere.

Perchè siamo tutti brava gente, finchè.

Lorenza Inquisition