Stephen King, Doctor Sleep

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Premessa: questo pezzo contiene spoiler, taanti spoiler, brutti spoiler, fan avvisati mezzo salvati

Mi sa che inizierò dicendo che a me è piaciuto parecchiamente. In generale mi pare di capire che ai fan piaccia. A quelli che non hanno letto proprio tutto del Re, e comunque non si definiscono propriamente fan, non tanto. Parecchiamente comunque per me lo assesta a un bel tre stelle, mooolto lontano da The Stand o It o The Mist o anche 22/11/1963, chiaro. Se fosse Springsteen, e per me King E’ Springsteen sul piano letterario, direi che mi va a livello di The Rising, ecco. Tanta robba, e buona. Eccezionale, no. Da farti piangere strappandoti i capelli e ringraziando Dio che ti ha permesso di leggere anche questo, no. Felice e contentizia, sì.
Detto ciò, cominciamo.

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Il libro è stato presentato come “l’attesissimo seguito di The Shining”, premessa che secondo me un po’ travia, nel bene e nel male. Se dici seguito, forse molti partono per questo viaggio aspettandosi fantasmi e atmosfere da Overlook, claustrofobia, cupezza, corridoi, angoscia.
A me, tanto per dirne una, The Shining non è piaciuto quasi per niente. Ho fatto il grave errore di leggere il libro dopo aver visto il film, cosa che faccio a volte senza problemi perchè tanto il libro poi è meglio. Stavolta, raro rarissimo caso, più o meno tutti (tranne King, D’OH), concordano sul fatto che il film è meglio, anzi è proprio in un altro campionato. Per cui l’ho finito, e l’ho messo nel dimenticatoio di molti altri libri di King (perchè tanti ne ha scritti, tutti li ho letti, pochi sono poi rimasti ad accompagnarmi). C’è da dire che anche di quelli letti una volta e poi lasciati, in genere mi rimane un qualcosa, un’immagine, un ricordo, un’angoscia: alcune frasi di Christine, la zia e Tak in Desperation, il giorno in cui vanno in moto in Rose Madder, l’alieno che mangia in l’Acchiappasogni. Del libro Shining non mi è rimasto quasi nulla, è senz’altro colpa di Kubrick, ma questo è. Non mi ha neanche fatto rabbrividire di bruttezza come i Tommyknockers o Insomnia, per dire, sempre sia lodato per questo.
Quindi quando è arrivata la notizia che stava uscendo “l’attesissimo seguito di The Shining”, non è che avessi tutta sta grande aspettativa, se non forse per un seguito più che potabile come è successo ne La casa nera versus il Talismano. So che altri sono rimasti delusi perchè non fa tanta paura, e apparte che bisogna un po’ definire il discorso di “fare paura”, io non parto neanche con questa aspettativa, dal Re. Se ha voglia di farmi piangere, o ridere, o di farmi accendere la luce perchè a letto mi è tornata in mente un’immagine che ha evocato, so che lo può fare. UUUUH se lo può fare. Ma non è che me lo aspetto, non dopo 50 romanzi e non cominciamo neanche a contare i racconti. Sono una Fedele Lettrice, e lo seguo dove vuole.

True Knot

Per me, Doctor Sleep è un onesto seguito con una sua brava storia che si regge in piedi da sola per bene. Chi non ha letto The Shining, o non ha visto il film, può leggerlo tranquillamente.
Mi è piaciuto Dan e la sua discesa nei bassifondi, mi è piaciuta la sua resurrezione, il suo lottare per rimanere sano e per dare un senso alla sua vita e al suo “dono”.
E’ un libro lungo e per alcuni versi lento, ma non direi pesante.
I cattivi sono brutti e cattivi e bastardi, e io mi sono angosciata dal primo quarto del libro in poi perchè ho cominciato a paventare cosa sarebbe successo alla resa dei conti finale, 400 pagine pià in là.
Sono arrivata allo scontro finale con le palpitasioni, come dice filippo per The Shining, e poi beh insomma, i finali di King, si sa… sono un po’ deboli. Alla fine ti sembra di aver corso mille miglia per arrivare al traguardo da sola perchè tutti se ne sono andati e non c’è nessuno, neanche una bandierina al fotofinish. Ti viene proprio da dire MBEH? tutto qua?
E’ bello, secondo me, solo fino all’agguato nella radura ai tre bastardi del True Knot, quando non si aspettano resistenza e vengono ammazzati come meritano, increduli perchè per secoli hanno cacciato bambini inermi e non si capacitano di trovare qualcuno che non solo reagisce, ma gliele suona proprio. Bastardi. Gioisci, ne godi, e poi cominci a capire che per una volta i buoni avranno vita facile: i poteri di Abra sono veramente eccezionali, e alla fine Beth the Hat neanche al suo massimo potrà mai competere. Quindi se capisci che il tuo cattivo è una mezza sega, bah. Un po’ di anticlimax c’è, indubbiamente.

abra

Ma un libro come ben sappiamo non è solo il suo finale. Quindi a me è piaciuto, tema, svolgimento, e anche post finale, questi sguardi sulle vite future di Dan e Abra. Certo, vent’anni fa King avrebbe fatto morire Dan e i genitori di Abra e Billy, lasciando spazio a una Beth che se ne va ma forse torna. Forse sta solo dormendo per un po’. “Torno per te, Abra cara”. Ma vent’anni fa aveva anche scritto ben altro, e comunque siamo qua, non vent’anni fa.
Tre stelle, via lissio e pedalare.

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