Rachel & Joey on The Shining #StephenKing #Friends #TheShining

Rachel: Hmm. (she opens the freezer) Umm, why do you have a copy of The Shining in your freezer?

Joey: Oh, I was reading it last night, and I got scared, so.

Rachel: But ah, you’re safe from it, if it’s in the freezer?

Joey: Well, safer. Y’know, I mean, I never start reading The Shining without making sure we’ve got plenty of room in the freezer, y’know.

Rachel: How often do you read it?

Joey: Haven’t you ever read the same book over and over again?

Rachel: Well, umm, I guess I read Little Women more than once. But I mean that’s a classic, what’s so great about The Shining?

Joey: The question should be Rach, what is not so great about The Shining. Okay? And the answer would be: nothing. All right? This is like the scariest book ever. I bet it’s way better than that classic of yours.

e questo è tutto quello che c’è da dire sull’argomento 🙂

 

The Shining, Stephen King

theshining

Improvvise visioni di sangue, apparizioni di morti, oggetti che si animano al nostro voltare di sguardo, vespe assassine, mazze sguiscianti roteate minacciosamente… tutto il repertorio del genere per terrorizzare il lettore. Non mancano citazioni di classici di genere, come la stanza proibita di Barbablù, la morte nera di Poe, le visioni oniriche di Alice. Ma prima ancora, quello che più di ogni cosa crea l’invadente senso di terrore è l’essere dentro la testa dei protagonisti, dentro le loro angosce e paure: quelle del piccolo Danny di percepire, grazie al suo “dono” l’idea del divorzio nei pensieri dei genitori, o la voglia di alcool in quelli del padre; la paura di Wendy che il marito ceda a quella voglia e che essa sfoci in violenza verso il figlio. Ma la mente più disturbata è quella di Jack, che lotta contro il timore di perdere il controllo e di leggere nei propri eccessi i sintomi della schizofrenia, della pazzia. Impossibile non avere sempre in mente il ghigno sardonico di Jack Nicholson della versione cinematografica; eppure io ho provato grande empatia per Jack: volevo che resistesse, che avesse successo come padre, come scrittore. Volevo che scrivesse il suo libro sull’Overlook Hotel. Speravo che potesse salvarsi, ma Jack è completamente preda della forza che anima l’Overlook e deve soccombere con essa. E quando ormai avevo dato per scontato che il piccolo Danny fosse in salvo, grazie all’intervento di Dick, ecco che la forza si riaccende, tentando di impossessarsi anche di lui e tenendomi di nuovo col fiato sospeso!
Questo libro mi ha terrorizzato fino alla fine, ma ciò non ha fatto altro che aggiungere un fascino in più ad una lettura che è stata impellente, elettrizzante, suggestionante.

Arianna Pacini