Il signor Bovary – Paolo Zardi #PaoloZardi #Recensione

 Sognava di fare il bagno con lei, o di ballare un lento nudi, in salotto. Di mangiare in cucina, un risotto con le zucchine, di guardarsi un film scaricato da Internet. La normalità era l’ultima frontiera della trasgressione; l’imitazione di una coppia sposata che passa una mattina a casa era l’unica cosa che ancora non avevano fatto.

Il signor Bovary – Paolo Zardi

Intermezzi Editore, Formato e-book

Ottantamila caratteri: troppo lungo per essere un racconto, troppo corto per un romanzo.
Eppure in queste pagine di Zardi c’è tutto, non manca proprio nulla.
Commedia brillante, dramma erotico con intermezzi grotteschi e tragedia.
C’è la realtà di chi lavora in giacca e cravatta, moglie, figli, una casa con giardino munito di altalena, iphone, abbonamento a Sky, monovolume per i viaggi e utilitaria per la spesa, domeniche alternate a pranzo con i genitori, soldi e rispettabilità.
E poi c’è la realtà di chi lavora in camice azzurrino col colletto bianco mentre lava i pavimenti, una casa in periferia, in quei palazzoni fatiscenti, rumorosi, con le scritte oscene in ascensore, gli stendini sui balconi e i ragazzini giù in strada che rubano le moto.
Quando queste due realtà si incontrano in campo neutro, il borghese percepisce il fascino irresistibile della donna proletaria e si sente vivo, felice, in grado di essere ciò che non è mai stato, soddisfatto del suo potere.
E lo chiama “amore”.
…Poi un giorno, il contrasto di una giacca di gessato grigio da 800€ appesa accanto a due felpe da lavoro, è così crudele, così evidente da risultare accecante.
E tutto cambia.
È l’inizio che decreterà la fine, la fine di tutto in senso ampio, ma di certo non per amore.

Presentato come se fosse una partita a scacchi, Zardi ci racconta l’adulterio, il suo nascere e morire, in un modo cinico e irriverente, realistico ai limiti della brutalità.
Ma lo fa anche in modo profondo e struggente, perché quello che capita al “signor Bovary” può capitare a tutti noi, quando meno ce lo aspettiamo.
Un finale che tocca l’anima, un libro che avvince, con un ritmo veloce che non ti fa neanche prendere fiato.
Piccolo, ma potente.

Credo proprio di aver appena scoperto un autore che allieterà molte delle mie ore di lettura.

Ora, nel ventunesimo secolo, era tutto capitale contro forza lavoro, la riproposizione in chiave moderna dell’eterna lotta tra borghesia e proletariato, tra chi comandava e chi faceva i figli. 

Antonella Russi

Nudi e Crudi – Alan Bennett #recensione #AlanBennett

“Vero è che continuava a guardare la televisione, senza più sorprendersi come una volta delle cose che arrivava a fare la gente, anzi, provando persino (come nel caso di Martin e Cleo) un pizzico di invidia. Si abituò talmente al lessico televisivo che di tanto in tanto le sfuggiva un modo di dire rivelatore, per esempio quando una volta disse che dagli altri si sarebbe aspettata più empatia. ‹Empatia?› ripeté Mr Ransome. ‹E da quando in qua usi termini di questo genere?› ‹Perché, non è esatto?› domandò lei con aria innocente. ‹Non volevo dire questo›. Mrs Ransome pensò che avevano vissuti troppo diversi e che era venuto per lei il momento di cercare aiuto nella terapia. La scelta facoltativa di un tempo era diventata una necessità.”

Trattasi di un romanzo breve, un lungo racconto del 1996, più volte portato poi a teatro in molti Paesi, che si legge anche in un paio di giornate. Ed è un piccolo gioiello sul tema classico della coppia sposata vinta dalla noia e dall’abitudine, la cui vita viene sconvolta da un furto in casa. Sulle note di Mozart, al rientro dalla serata musicale i due coniugi, due borghesissimi inglesi di mezza età che sono tutto ciò che nessuno di noi vorrebbe diventare, si ritrovano senza più nulla, neanche lo sformato hanno tralasciato gli ingordi, nè la tappezzeria, i tappeti, i mobili. Un bisogno impellente spinge il marito in bagno, pure la carta igienica è sparita, è in momenti del genere che si capisce l’importanza delle piccole cose.
Un fatto singolare, un furto in piena regola, da manuale, in poche ore le stanze sono state denudate. Ma forse non è un semplice caso di topi d’appartamento, forse c’è di più, qualche indagine domestica potrebbe risolvere l’arcano. La situazione grottesca proposta è un pretesto per sondare il territorio coniugale; ironico al limite del grottesco, il libro si fa apprezzare più che per la “morale” del “mai sedersi e fermarsi e farsi vincere dalla consuetudine” e della scoperta del sesso da parte di una coppia timida e repressa, per le geniali trovate nei dialoghi e nelle assurde situazioni in cui i due si ritroveranno.

Non avevo mai letto nulla di Bennett, ma davvero vista anche la brevità ne consiglio la lettura a tutti.

Nicola Gervasini