Orgoglio e Pregiudizio – Jane Austen #Austen #OrgoglioePregiudizio #MrDarcy #Pride&Prejudice

Regà, ve lo devi dì: finalmente a 28 anni (di cui 20 passati a studiare inglese) ho letto Pride and Prejudice, quello vero.
Ho letto Ragione e Sentimento, visto film, telefilm di varie annate, letto Pride and Prejudice and Zombies e visto pure il film (madò!)… e non ero mai riuscita a mettermi lì e leggere LUI. IL libro in lista da decenni. Quello che “l’anno prossimo”, “quando mi diplomo”, “quando mi laureo”… Nella scorsa disfida c’era “Un libro che ti vergogni di non aver letto” e con un altro anno di ritardo, L’HO LETTO!
Sentivo la Septa Unella di Game of Thrones che mi seguiva con la campana al suono di “SHAME!” ma finalmente mi sono tolta questo marchio di vergona, la C di CAPRA! di una che con una laurea di Lingue e Letterature Straniere non aveva mai letto il vero Pride and Prejudice.

eeeee CACCHIO è BELLIFFIMO! T__T è ovviamente più ffico di qualunque adattamento, e mi sono innamoratissima di Mr. Darcy ancora di più di quanto non lo fossi già grazie a Colin Firth e Matthew McFayden
L’ho divorato nelle pause pranzo, dimentica del lavoro e del casino e mi ha donati dei momenti soffici in un periodo orribilmente ruvido.

Non c’è molto di illuminante che io possa dire sul libro, nè ha senso “consigliarlo”, tanto mi sa che ero rimasta solo io e qualche sasso a non averlo letto!

Dico solo “il libro è meglioooooooH!”

Selena Magni

Il domani tra di noi (or whatever) – Charles Martin #recensione #lamontagnatradinoi #IdrisElba

Charles Martin ha scritto nel 2010 The Mountain between us (La Montagna tra di noi), un romanzo pubblicato in Italia da Corbaccio e tradotto con Le Parole tra di noi (perchè? così). Quest’anno è uscito un film tratto dal libro, con protagonisti Idris Elba e Kate Winslet, che sarà a fine novembre nelle sale italiane con il titolo Il Domani tra di noi (perchè? Why? WHY?). A parte questo imbarazzante momento per i titolisti italiani, ho deciso di leggere il libro perchè se c’è Idris Elba poi vedrò il film, io mi so, quindi mi porto avanti, e l’ho finito in poche ore, è un romanzo che scorre molto velocemente, e questa è una delle non tante cose belle da tenere presente sull’argomento.

Charles Martin appartiene a quella categoria non troppo nutrita di scrittori maschi di romanzi ad argomento romantico, genere Nicholas Sparks per intenderci; i titoli dei suoi libri sono evocativi e poetici (Dove finisce il fiume, Dopo la pioggia, Inseguendo le lucciole), le copertine con foto sempre sfumate di tramonti, bambini che giocano nei fiumi, silhouettes di donne in penombra. Nelle storie ci sono  infanzie difficili, grandi amori non sempre a lieto fine ma l’importante è aver amato, poco sesso e molte scene romantiche, successi personali ottenuti con il duro lavoro, cadute e grandi riscatti, per chiudere con finali lacrimevoli. Sono libri di intrattenimento, alcuni meglio riusciti di altri; per la storia, La montagna tra di noi (io lo chiamo così, ho deciso) appartiene ai meglio riusciti. Per lo svolgimento, insomma. Martin non è uno scrittore stellare, ed è entrato nella lista dei best seller del New York Times solo perchè il film ha trainato il titolo nelle librerie.

La trama è poco romance e molto avventura, e questo è un aspetto positivo del libro, che parte con una buona domanda, anche di significato, volendo: che succede se la persona a cui devi affidare la tua vita è un perfetto sconosciuto?

I protagonisti, Ben e Ashley, sono bloccati a fine Dicembre in un aeroporto dello Utah, dove tutti i voli sono cancellati per una tempesta in arrivo. I nostri due eroi non si conoscono, ma entrambi sono molto ansiosi di partire: Ben è un chirurgo con una operazione importante il giorno dopo, e Ashley è una giornalista che si deve sposare a brevissimo. Perciò decidono di noleggiare insieme un charter per provare a battere in velocità la tempesta. E ci riescono anche, solo che il loro aereo precipita perchè al pilota viene un infarto, e i due si scoprono scampati a un disastro aereo nel bel mezzo delle montagne del Colorado in pieno inverno, insieme al cane del pilota (diciamo subito che il cane sopravvive felicemente, che è sempre la cosa più importante di tutte). Per una serie di motivi tutto sommato credibili che non starò ad elencare, l’arrivo dei soccorsi non è previsto: e i due dovranno quindi sopravvivere a una serie di sfighe impossibili nella natura selvaggia contando solo su stessi, due perfetti sconosciuti che nel frattempo imparano a conoscersi senza filtri di perbenismo, ipocrisia, superficialità. Sono nell’inferno insieme, e insieme ne usciranno, o no. Da qui, a livello di avventura, ci sono momenti di grande intrattenimento: neve e ghiaccio, sopravvivenza senza cibo e la scoperta del fuoco, tentativi di pesca e un coguaro in agguato, rudimenti di alpinismo e l’ombra di Alive guardando il corpo del pilota morto. Ben considera per un attimo l’idea di mangiare il cane, un vero momento horror da manuale; e c’è anche una specie di segreto alla Rebecca la prima moglie che in teoria credo l’autore volesse usare come generatore di grandi emozioni; in realtà non è riuscitissimo, e come sorpresa finale è telefonata dal primo paio di capitoli, secondo me. Ma non rivelo niente di più perchè potrebbe essere un elemento importante nel film, se volete vederlo.

Comunque, tornando al libro, ci sono come ho detto cose positive: una trama accattivante che si dipana veloce e con qualche colpo di scena ben piazzato; due personaggi tutto sommato piacevoli, che riescono a non tramutarsi in mostri di egoismo una volta posti di fronte a sfide estreme ma scelgono di lottare insieme per la sopravvivenza; descrizioni di paesaggi e della natura selvaggia ben riuscite, e certi piccoli dettagli inseriti qua e là che rendono il tutto più reale e credibile; e l’elemento romantico tra i due è a corrente alternata, se c’è rischio di morte non si sta a discutere di sentimenti. Questa però è solo metà del libro, narrato tutto dal punto di vista di Ben, che alterna il racconto di quello che sta succedendo nel presente con la sua storia privata, il passato della sua infanzia difficile fino all’incontro con l’amore della sua vita, sua moglie. Questo racconto personale viene dettato dal protagonista su un piccolo dittafono che egli porta sempre con sè, un regalo della moglie pensato per rimanere vicini anche quando le carriere li portano lontani per lunghi periodi: il quotidiano viene allora riversato in audio storie per il coniuge assente, che le ascolterà al ritorno a casa. In questi capitoli giace il vero melodramma del libro, un racconto insopportabilmente melenso, sciapo e direi pure mal scritto, che alla fine ti stronca con la sua prolissità e frasi da cartoncino Hallmark: “Penso che quando due persone si amano davvero, nel profondo, dove l’anima dorme e i sogni nascono, e dove il dolore non può vivere perchè non ha nulla da divorare…” (aiuto).

Per essere onesti, io lo definirei un romanzo da tre stelle, una sufficienza piena insomma, perchè su molte cose si va un poco a gusti e a esigenze del momento: se avete voglia di un romanzo non troppo cretino e avete la sospensione di incredulità facile, vi potrà piacere sicuramente. D’altronde se odiate le frasi da soap opera, il rischio delusione è altissimo, anche se come storia romantica è atipica per via dei dettagli realistici data la tragica situazione di sopravvivenza in condizioni estreme. A me non è dispiaciuto ma insomma, spero che il film sia meglio, e ho detto tutto. Teniamo anche presente che io l’ho letto in inglese ma non ho idea di come sia la traduzione.

Lorenza Inquisition