L’agenda ritrovata – Sette racconti per Paolo Borsellino #Feltrinelli #MarcoBalzano #GianniBiondillo #PaoloBorsellino

curatori Marco Balzano, Gianni Biondillo

“Un passaggio di testimone per raccontare non tanto dov’eravamo alla morte dei due magistrati, ma dove forse siamo stati in questi anni, tutti noi: chi silente, chi indifferente, chi deluso, chi vigliacco, chi sempre e comunque, ostinatamente contrario, in prima fila”.

Gianni Biondillo

Sette affermati autori, ciascuno con la propria storia e la propria voce, ci portano con altrettanti racconti nel cuore delle ragioni dell’impegno di Paolo Borsellino e degli interrogativi ancora aperti a venticinque anni dalla strage di via D’Amelio – la verità negata, la sottrazione indebita, il mancato ritrovamento, la resistenza della politica ecc. E lo fanno senza il bisogno di raccontare la cronaca dei fatti; lo fanno, come è proprio degli scrittori, inventando storie, anche minime, ma di potente forza evocativa, perché come ricordano Marco Balzano e Gianni Biondillo “il dovere di uno scrittore, anche quando vuole farsi testimone, quando vuole incarnare il suo diritto di cittadinanza, è scrivere bene. Fare al meglio il suo mestiere, insomma”. L’angenda ritrovata è una raccolta di racconti inediti, pensati e scritti appositamente per l’occasione, ciascuno legato all’altro, come un cameo, un filo tenace, da un’agenda rossa – in ricordo di quella appartenuta a Paolo Borsellino, che conteneva appunti, nomi e forse rivelazioni sulla strage di Capaci, scomparsa immediatamente dopo l’attentato mafioso del 19 luglio 1992 e mai più riapparsa. In apertura e chiusura della raccolta una prefazione e una postfazione per mano dei due curatori. Pagine che ci consentono di inscrivere, fra l’altro, la collettanea all’interno di un progetto omonimo più ampio: una ciclostaffetta che, partendo a giugno da Milano, arriverà il 19 luglio a Palermo. A sostegno del progetto, nato in seno all’associazione culturale L’Orablù, Salvatore Borsellino, che per questo significativo anniversario si impegna a seguire esclusivamente tale iniziativa, e il Movimento delle agende rosse da lui fondato. Si contano inoltre per il momento (ma moltissime nuove adesioni sono in corso) l’appoggio della Fiab – Federazione amici della bicicletta – e il sostegno di diversi sponsor, fra cui Coop Emilia-Romagna. Radio Popolare è infine media partner dell’iniziativa e con il suo network si impegna a seguire per un mese, dal 25 giugno al 19 luglio, la staffetta a pedali lungo lo Stivale. A ogni tappa, eventi culturali per promuovere una riflessione sui temi della legalità, della giustizia, della lotta alla mafia: eventi di cui la presentazione di questo volume sarà il fulcro. Gli autori dell’Agenda ritrovata appartengono infatti alle sette regioni che vedranno il passaggio delle biciclette e si impegnano, in una ideale staffetta letteraria, come testimonial delle rispettive tappe: Helena Janeczek (Lombardia), Carlo Lucarelli (Emilia), Vanni Santoni (Toscana), Alessandro Leogrande (Lazio), Diego De Silva (Campania), Gioacchino Criaco (Calabria) ed Eventina Santangelo (Sicilia). All’arrivo della staffetta a Palermo, il volume verrà consegnato nelle mani di Salvatore Borsellino.

7 racconti che hanno come unico filo conduttore un’agenda; alcuni ovviamente mi sono piaciuti più di altri, ma nel complesso è stata una lettura piacevole.

Aurora Diamanti

I tempi non sono mai così cattivi – Andre Dubus #AndreDubus @Mattioli1885

Ciao a tutti.

In questo Gruppo esiste il trofeo Maglia Nera per l’ultimo in classifica? Sento che quest’anno potrei riuscire a vincerlo, mi do per favorita. Siamo a metà febbraio e ho finito il primo libro dell’anno. Non un tomo, 230 pagine. Aiuto, che succede??

In ogni caso ho amato l’unico libro letto in ogni sua virgola. Magnifico Andre Dubus, magnifici i suoi racconti. Quanto sto amando questo autore!

Autore adorato da Stephen King, da Irving, da Vonnegut. Come scrive Paolo Cognetti “Dubus sembra scrivere per dare coraggio a chi ha paura. A tutti quelli terrorizzati dagli sbagli che devono ancora commettere. Ogni riga è piena d’affetto verso di loro.”

Mi è piaciuto tanto questo “I tempi non sono mai così cattivi” così come mi è piaciuta la raccolta “Ballando a notte fonda”.

Molti dei racconti di queste due raccolte raggiungono livelli altissimi: nella forma della scrittura, nell’intensita della storia e nel modo in cui riescono a dare vita, a rendere reale e quasi tangibile, ogni personaggio e il suo sentire. Soprattutto il suo sentire, toccando corde che vibrano esattamente come le tue , con il medesimo suono. Forse , dovendo consigliare un unico racconto a chi non conosce Dubus, sceglierei quello che dà il titolo alla raccolta Ballando a notte fonda. Qui si vola davvero molto in alto.

Il mistero si conclude, siamo due uomini che parlano, come due uomini qualsiasi una mattina in America, di baseball, incidenti aerei, presidenti, governatori , omicidi , del sole e delle nuvole. Poi raggiungo il cavallo e ritorno verso la vita che la gente vede, quella in cui mi muovo e parlo, e che per la maggior parte dei giorni amo.”

Anna Massimino

Una nuova grande raccolta di racconti, storie delicate e durissime che parlano di rapporti fra padri e figli, fra uomini e donne, individui fragili e vulnerabili, travolti dal dolore e dalla gioia della vita quotidiana.
Dubus ‘diventa’ i suoi personaggi, ci fa sentire la paura, il tormento, il sollievo di certe scelte e, alla fine, ci fa parlare con orgoglio, con la voce dei suoi personaggi, anche quando si rivolgono a Dio, perfino quando a Dio si ribellano. I tempi non sono mai così cattivi parla della ricerca di qualcosa di buono dentro se stessi e di come questa ricerca si faccia ancora più intensa quando a prevalere sono le tenebre. Il dolore è il prezzo del piacere e gli sbagli sono la scuola che bisogna affrontare per rendere le proprie vite migliori. “A volte,” scrive Dubus in una lettera a un aspirante scrittore, “le storie diventano come ombre e luci dello spirito. Ci saranno sempre ombre nella tua vita, ma spero che continuerai a muoverti verso la luce.”

TRADUZIONE: Nicola Manuppelli

PAGINE: 240