Chi manda le onde – Fabio Genovesi #FabioGenovesi

Vincitore Premio Strega giovani 2015

Finalista Premio Strega 2015 – Presentato da Silvia Ballestra e Diego De Silva

Ci sono onde che arrivano e travolgono per sempre la superficie calma della vita.

In questa storia non ci sono eroi né antieroi. Ambientato a Forte dei Marmi, in Versilia, un romanzo con diversi personaggi, e storie che si intrecciano in modo armonioso; storie surreali ma rese normali dall’autenticità delle persone narrate. Il mare è il filo conduttore delle vicende, ma anche la montagna è presente a pochi km di distanza.

C’è Luna, bambina albina che cerca una vita normale e sfugge ai bulli della scuola. Così come Zot, orfano di Chernobyl, che vive nella casa dei fantasmi insieme al nonno adottivo, Ferro ex partigiano ex bagnino, che non esce di casa per proteggerla dai russi. C’è Serena, mamma di Luna, la bella della scuola con un radioso futuro che non si è concretizzato. Ci sono Sandro, Marino e Rambo, quarantenni che vivono coi rispettivi genitori, inseguendo chimere di ricchezza e campando di lavoretti. E c’è Luca, figlio di Serena e fratello di Luna, bellissimo e brillante, che parte per cavalcare le onde.

“Tutte le cose finite in mare da quando è cominciato il mondo, da quando c’erano i dinosauri fino a stamattina, nate nell’acqua o cadute dalle barche o strappate alla terra dai fiumi in piena, stanno sul fondo a ballare di qua e di là, ma una volta ogni tanto qualcuna prende una corrente, si aggrappa all’onda giusta ed ecco che arriva qui sulla sabbia, pronta a stupirmi.”

Cercavo un romanzo sul surf e ho trovato questa copertina con la macchina dei miei sogni da adolescente. Un libro che è un gioiellino, che fa commuovere e ridere, come la Vita.

«Ogni pagina di questo romanzo è un’ondata di emozioni. Brancoliamo tutti nel buio di un oceano piatto e infinito che è la nostra vita, alla ricerca di correnti giuste che possano condurci a certezze e verità».

Rosangela Usai

Tutto chiede salvezza – Daniele Mencarelli #DanieleMencarelli

 
 
Libro consigliato per la verità e la schiettezza di quel che viene narrato. Un giovane uomo viene ricoverato con un TSO in una struttura ospedaliera per malati di mente. Ha combinato un disastro, da quel che si capisce ha sfasciato la casa e minacciato o picchiato il padre. In ospedale cerca e trova una familiarità con i compagni di stanza, un incontro che lo possa aiutare a risollevarsi, più che restare chiuso nel suo inevitabile dolore, cerca un rapporto.
I medici non fanno bellissima figura in questo breve romanzo, neppure gli infermieri. Sono uomini come tutti gli altri, per di più lavorano in un reparto molto difficile. Si capisce che questa professione più di ogni altra, è una chiamata, una vocazione. E mai come ora ci risulta drammaticamente comprensibile. In questa situazione, a tratti surreale è sempre dolorosissima,
Daniele cerca disperatamente una risposta agli interrogativi più pressanti della vita: perché esiste il male, cosa desidera l’uomo fin dalla nascita, perché non si accontenta. Cerca questo nella carnalità delle persone che incontra, senza scandalizzarsi, senza porre condizioni. In questo é meno matto di tutti noi. O forse è l’atteggiamento di chi tocca il fondo. Cercare in tutto e in tutti la salvezza.
Che un libro del genere abbia vinto il Premio Strega Giovani (2020) mi fa immensamente piacere.
 
“Una parola per dire quello che voglio veramente, questa cosa che mi porto dalla nascita, prima della nascita, che mi segue come un’ombra, stesa sempre al mio fianco. Salvezza. Questa parola non la dico a nessuno oltre me. Ma la parola eccola, e con lei il suo significato più grande della morte. Salvezza. Per me. Per mia madre all’altro capo del telefono. Per tutti i figli e per tutte le madri. E i padri. E tutti i fratelli di tutti i tempi passati e futuri.”
 
“Sì perché le altre persone crescono, fanno la conoscenza della morte, dell’amore, di come è fatta la vita in genere, e se ne fanno una ragione, convivono tranquillamente co’ tutto. Io no. Non riesco a fàcce l’abitudine. Ogni giorno nasco e rifaccio i conti da capo.”
 
 
Barbara Facciotto

Tutto chiede salvezza – Daniele Mencarelli

Editore: Mondadori Collana: Scrittori italiani e stranieri

Anno edizione: 2020

Dopo l’eccezionale vicenda editoriale del suo libro di esordio (premio Volponi, premio Severino Cesari opera prima, premio John Fante opera prima) Daniele Mencarelli torna con una intensa storia di sofferenza e speranza, interrogativi brucianti e luminosa scoperta.

“Salvezza. Per me. Per mia madre all’altro capo del telefono. Per tutti i figli e tutte le madri. E i padri. E tutti i fratelli di tutti i tempi passati e futuri. La mia malattia si chiama salvezza”

«Quando un poeta si mette a scrivere un romanzo e ha una storia fortissima da raccontare il risultato è un piccolo capolavoro»Daria Bignardi

Ha vent’anni Daniele quando, in seguito a una violenta esplosione di rabbia, viene sottoposto a un TSO: trattamento sanitario obbligatorio. È il giugno del 1994, un’estate di Mondiali. Al suo fianco, i compagni di stanza del reparto psichiatria che passeranno con lui la settimana di internamento coatto: cinque uomini ai margini del mondo. Personaggi inquietanti e teneri, sconclusionati eppure saggi, travolti dalla vita esattamente come lui. Come lui incapaci di non soffrire, e di non amare a dismisura. Dagli occhi senza pace di Madonnina alla foto in bianco e nero della madre di Giorgio, dalla gioia feroce di Gianluca all’uccellino resuscitato di Mario. Sino al nulla spinto a forza dentro Alessandro. Accomunati dal ricovero e dal caldo asfissiante, interrogati da medici indifferenti, maneggiati da infermieri spaventati, Daniele e gli altri sentono nascere giorno dopo giorno un senso di fratellanza e un bisogno di sostegno reciproco mai provati. Nei precipizi della follia brilla un’umanità creaturale, a cui Mencarelli sa dare voce con una delicatezza e una potenza uniche.

Proposto per il Premio Strega 2020 da Maria Pia Ammirati: «Daniele Mencarelli ha cominciato come poeta, quando nel 2018 ha scritto il suo primo romanzo, “La casa degli sguardi”, ha portato nella narrativa la densità e la plasticità della parola poetica. Una parola che diventa discorso umano, sorretto dalle vibrazioni di una scrittura potente e creaturale. Con “Tutto chiede salvezza” Mencarelli conferma di essere uno scrittore unico e maturo. Partendo da un’esperienza personale – i sette giorni di Trattamento sanitario obbligatorio a cui è stato sottoposto quando aveva vent’anni – scandaglia il buio della malattia mentale alla conquista di un’umanità profonda e autentica, la sua e quella dei suoi compagni. La cura profonda non può che essere affidata alla parola, unico e salvifico “pharmakon”.»