Primo Levi – M. Mastragostino e A. Ranghiasci #PrimoLevi @Becco_Giallo

“Questo fumetto non è la storia di Primo Levi, una sua biografia, ma è la storia del *mio* Primo Levi. Di quello che io ho capito di lui, di come penso si sarebbe potuto comportare in determinati frangenti in cui è stato necessario e piacevole affidarsi alla fantasia, superando con leggerezza lo scoglio della documentazione storica a tutti i costi.”

Lo sceneggiatore Matteo Mastragostino così sottolinea le motivazioni e l’intento che lo hanno portato a realizzare questa graphic novel insieme al disegnatore Alessandro Ranghiasci, per BeccoGiallo.

Autunno. A pochi mesi dalla morte, Primo Levi incontra gli alunni della scuola elementare Rignon di Torino, la stessa che lui frequentò da piccolo. Inizia così il lungo cammino di conoscenza in cui lo scrittore prenderà per mano i bambini e li accompagnerà con pacatezza nel suo dramma personale, cercando di spiegare con delicata fermezza cosa sia stato l’Olocausto e come sia riuscito a sopravvivere all’inferno di Auschwitz. Domanda dopo domanda, gli studenti apriranno gli occhi sulla pagina più nera della storia del secolo scorso, guidati dalla voce e dai gesti di uno dei suoi più autorevoli testimoni.

In bianco e nero, che dona la giusta drammaticità (se ve ne fosse ulteriormente bisogno) e dalle linee crude, ma dettagliate allo stesso tempo, in un racconto svolto dallo stesso Levi ai bambini della sua scuola elementare. Tristemente e terribilmente bello.

Owlina Fullstop

Anche se sopravviveremo a questo orrore, Auschwitz ci avrà cambiato per sempre

[Primo Levi, M. Mastragostino e A. Ranghiasci]

Mendel dei libri – Stefan Zweig #StefanZweig #libri

«Il suo rapimento quando leggeva era così commovente che, da allora, il modo in cui gli altri leggono mi è sempre parso profano.»

Gioiellino di 52 pagine. Me l’hanno regalato, perché un uomo che è un catalogo di libri ambulante può interessare a una malata di libri. Nel libro del treno per Lisbona, infatti, mi era piaciuto solo quel vecchio personaggio che viveva tra i libri e nella famiglia Karnowski Jentl e il padre sono due personaggi indimenticabili. Qui c’è un caffè viennese, un omino con gli occhiali consultato da tutti i bibliomani come un oracolo, una pulitrice di gabinetti che ne racconta la storia. La storia di un solo uomo incarna il crollo di un mondo con la prima guerra mondiale.

L’anno fatidico del racconto, il 1929, colpisce con un’altra mazzata. Si crede di piangere la fine e doveva ancora venire il tragico. Soprattutto le pagine sulla rozza coscienza della nuova epoca mi hanno dato il brivido di un oracolo riletto a cose avvenute.

“Buttare fuori uno che è stato seduto lì per trent’anni…”.

La mancanza di pietà per i miserabili è sempre un brutto segno. Biblioteca Minima di Adelphi da comprare, leggere e regalare.

Santopietro Evita Maria Teresa

Traduttore: Ada Vigliani Editore: Adelphi Collana: Biblioteca minima

«Ma all’improvviso una scossa repentina mi strappò chissà come da quel sopore. Qualcosa di indeterminato prese a muoversi dentro di me rendendomi inquieto, come quando si annuncia un lieve mal di denti, e ancora non sai se parta da destra o da sinistra, dalla mandibola o dalla mascella; sentivo solo una tensione sorda, un’inquietudine spirituale. Tutto d’un tratto infatti – e non avrei saputo dire per quale ragione – mi resi conto che lì, anni prima, dovevo esserci già stato e che un particolare ricordo mi legava a quelle pareti, a quelle sedie, a quei tavoli e a quell’ambiente estraneo e saturo di fumo.»