Victoria, the Queen – Julia Baird #Victoria #TheQueen #JuliaBaird

 

An intimate biography of the woman who ruled an empire.

“Why have women passion, intellect, moral activity, and a place in society where no one of the three can be exercised?” (Florence Nightingale)

Non solo una biografia, ma il trattato sociologico di un’epoca e dei cambiamenti che l’hanno contraddistinta, un libro di storia con uno spaccato sulla vita politica di una nazione attraverso lo sguardo privilegiato del rapporto tra monarca e i primi ministri che si sono succeduti (dal soporifero Lord Melbourne così caro alla regina all’energetico Robert Peel fino allo stravagante Disraeli e l’odiatissimo Gladstone), la politica internazionale e le alleanze europee oltre che un diario personale, (auto)biografico della figura istituzionale e privata mediante la corrispondenza ufficiale e personale con capi di stato, intellettuali, politici, freak (Elephant man & nani tra i preferiti), commoner, vedove nonché membri della famiglia reale: marito in primis, figli e nipoti.

Pagine che mi hanno deliziato e conquistato, commosso e affascinato. Il ritratto completo di una sovrana nella doppia veste di regina di un impero e custode del focolare domestico in quanto moglie e madre e la lotta interiore tra i due ruoli che ha costantemente accompagnato la sua esistenza. Pagine tenere e dolcissime quelle che narrano l’intenso amore per il marito e l’interminabile sofferenza di una madre per i suoi bambini; dall’avversione per l’allattamento all’inadeguatezza fisica delle gravidanze. E pagine di un’intensità straziante quelle dei momenti che hanno preceduto la scomparsa dell’idolatrato consorte e della sua inconsolabile vedovanza in seguito.

Ma più di tutto mi ha colpito la figura che l’ha sostenuta, guidata, illuminata e amata: il principe Albert! Teutonico, tutto d’un pezzo, ligio e votato al potere. Ambizioso e genuinamente devoto a nobili cause e gesta filantropiche in un’era di transizione che ha condotto il paese alla modernità e alla quale ha contribuito enormemente, affascinato com’era all’ingegneria, all’arte, alla musica e alle nuove tecnologie. E allo stesso tempo, tenero amante e padre affettuosissimo che si è occupato in prima persona dell’educazione e della formazione della prole. Altro che Darcy o Mr Knightley di austeniana memoria; qui c’è da perdere la testa per l’uomo d’altri tempi, biondo con gli occhi azzurri che sa imporsi ed affiancarsi con vigore e prepotenza (incantevole la loro corrispondenza privata e sfiziosamente peculiari gli estratti dai reciproci diari personali su uno stesso evento o discussione) ad una donna del XIX secolo che riveste un ruolo tipicamente maschile, in casa e fuori. Due forti personalità al servizio dell’altro, per il bene della famiglia e di un popolo.

“He is become so identified with her that they are one person, and as he likes and she dislikes business, it is obvious that while she has the title he is really discharging the functions of the Sovereign. He is King to all intents and purposes.”

Non leggevo una biografia così appassionante e con tanto interesse da tempo. Plauso enorme allo studio accurato di un secolo e di tutti i suoi protagonisti con dovizia di particolari, oltre che una dettagliatissima bibliografia. Consigliatissimo, soprattutto a contorno della serie “Victoria” che vi fa vivere ancor più quelle atmosfere da palazzo reale in cui tutto è ovattato e sfacciatamente opulento ma anche così irrimediabilmente umano.

“The Queen alone is enough to kill any man.” (William Gladstone)

N.B. Comunque io non riesco più a vedere un film o una serie tv senza averne (preferibilmente) prima o dopo approfondito storia e contenuti; siamo messi bene, voi che dite?

Owlina Fullstop

Anno:2016
Rilegatura:Hardback
Pagine:752 p.
Testo in inglese
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Elisabetta l’ultima regina – Vittorio Sabadin

la copertina del libro "Elisabetta, l'ultima regina" di Vittorio Sabadin
la copertina del libro “Elisabetta, l’ultima regina” di Vittorio Sabadin

Anche quest’anno sono lenta e poco concentrata e quindi 50 libri me li sogno, sarà tanto arrivare a venti ma va beh, “barcollo ma non mollo” e quindi non mi metto rogne e leggo quello che mi ispira, a cuor leggero.
Questo mi ha ispirato e l’ho afferrato di getto dal dispenser della biblioteca.
Mi ha ispirato perchè sono british dentro e affascinata dall’aristocrazia e dalle monarchie, per quanto ne veda gli anacronismi e le contraddizioni, e inoltre, Elisabetta è un personaggio che mi interessa molto. Con questo libro ho avuto modo di imparare un sacco di cose sulla monarchia inglese e su di lei, anche cose che mi hanno fatto scuotere la testa, che personalmente non approvo, ma nel complesso mi ha fatto capire che è vero, la Regina non è lì che se la gratta all day long e che questa regina in particolare ha significato molto per il suo paese e come personaggio politico è più di un viso sulla sterlina, cose che intuivo ma che sono riuscita a capire meglio grazie alla scrittura leggera (a tratti troppo. Secondo me le bozze non sono state riviste bene, fossi in UTET, farei saltare delle teste) ma chiara. E’ un libro a temi e aneddoti, alcuni molto carini.

Per esempio, io non sapevo che lei e Filippo si fossero incontrati da giovanissimi e innamorati subito, lei a 14 anni e lui 18 e sono ancora insieme, come si sa. E pensavo che lui fosse un po’ parte della tappezzeria mentre invece gli si devono molte idee e riforme della monarchia. Non sapevo gran che di tutta la questione di Lady D (ricordo solo il trambusto della sua morte ma avevo 7 anni) e qui penso sia trattata in modo molto corretto.
Non sapevo molto delle cerimonie nè delle abitudini di corte o dell’entourage nè della vita dei paggi, valletti o Ladies in Waiting. Non sapevo dei vari codici di comunicazione legati all’immancabiel borsetta di Elisabetta e tante altre cose carine.
Insomma, è una lettura interessante e divertente e ora che ne so un po’ di più, darò uno sguardo al Trooping the Colours che si terrà a Londra a giugno.

Lo consiglio se vi interessa il personaggio e la monarchia inglese e volete saperne di più.
Lo sconsiglio se partite a sfavore dei Royals e di Elisabetta perchè l’autore chiaramente li ha in grande simpatia (cosa che ogni tanto ha infastidito anche me) e quindi il testo vi farà irritare un sacco.

God save the Queen.

** Scelto per la Disfida alla voce “l Libro di un genere che leggi raramente”, ovvero attualità/saggistica del tipo “contiamocela su”.

Selena Magni

DESCRIZIONE

Il 10 dicembre del 1936 Edoardo VIII rinuncia al trono d’Inghilterra per amore dell’americana Wallis Simpson. Il nuovo sovrano è suo fratello “Bertie”, Giorgio VI, padre di Elisabetta e Margaret. In quei giorni la piccola Margaret, che ha solo sei anni, chiede alla sorella maggiore: «Questo significa che poi diventerai regina anche tu?». «Suppongo di sì», risponde Elisabetta, improvvisamente molto seria. E Margaret commenta, candida: «Povera te». Quasi ottant’anni dopo, il 9 settembre 2015, la regina Elisabetta II ha superato il record del regno di Vittoria, durato 63 anni e 217 giorni, divenendo il sovrano che ha regnato più a lungo nella storia della Gran Bretagna.
Vittorio Sabadin racconta la straordinaria vita di Elisabetta: la lunga storia d’amore con Filippo di Grecia, dal loro primo incontro, a bordo dello yacht reale, quando lui era soltanto un giovane allievo ufficiale della Marina e lei aveva appena tredici anni, sino ai festeggiamenti per le loro nozze di diamante (unici reali nella storia inglese a raggiungere il traguardo); il complesso rapporto con il figlio Carlo e con “la principessa del popolo”, Diana; le relazioni, non sempre facili, con i capi di Stato stranieri e con i premier inglesi – memorabili i contrasti con Margaret Thatcher e Tony Blair.
Una biografia curiosa e documentata, che intreccia con abilità i grandi eventi storici e gli aneddoti più intimi e personali, restituendo un ritratto spesso sorprendente della Regina: Sabadin ci rivela risvolti inediti della ben nota passione di Elisabetta per i cavalli e i cani corgi, ci spiega i segreti del suo inconfondibile stile e ci conduce persino a bordo del Britannia, l’amato Royal Yacht su cui la Regina ha trascorso molti dei suoi rari momenti di riposo.
Ultima rappresentante di un modo di concepire la regalità come servizio e dovere, fortemente convinta dell’imparzialità del suo ruolo nei confronti della politica e della netta divisione tra la sfera pubblica e istituzionale e quella privata, Elisabetta II è riuscita a diventare nel tempo un’icona per generazioni distanti e molto diverse tra loro: nessuno, per quanti secoli possa ancora durare la monarchia britannica, sarà più come Elisabetta, l’ultima regina.