52 libri di Paolo Tomasi #50libri #Lista2016

classifica-i-libri-piu-venduti-della-settimana-dal-16-al-22-maggio-2016

Nonostante il nome del gruppo e nonostante capisca la rotondità del numero 50 il mio obiettivo è sempre stato 52 libri: uno per ogni settimana dell’anno. Relativamente all’anno solare mi è sempre sembrata una cifra più sensata. Devo dire che con una figlia neonata non è stata impresa da poco ma ho comunque portato a casa il risultato, senza nemmeno troppe scorciatoie. Non ho rispettato la lista proposta perché almeno nel tempo libero mi piace leggere quello che mi pare.
Perciò chi ne ha voglia può trovare qui sotto l’elenco dei libri che ho letto nel 2016, ovviamente in rigoroso ordine cronologico di lettura.
Devo dire che sono molto soddisfatto.

1. “Buonanotte Signor Lenin”, di Tiziano Terzani (ricco e interessante);
2. “Whole vegetale e integrale”, di Colin Campbell (se non siete pronti a rinunciare alla carne e ai formaggi è meglio che non lo leggiate);
3. “La notte”, di Elie Wiesel (libro breve ma ad altissima densità di contenuto ed emozioni);
4. “Razza di zingaro”, di Dario Fo (so che Fo ha scritto questo libro e so anche che nel 1997 ha vinto un Nobel per la letteratura: le due cose mi sembrano incompatibili) ;
5. “Sentieri sotto la neve”, di Mario Rigoni Stern;
6. “A volte ritorno”, di John Niven (libro impresentabile, pessimo, ma me l’ha regalato a Natale mia nipote tredicenne perciò per me è comunque bellissimo);
7. “Aspettando l’alba”, di Mario Rigoni Stern;
8. “Le due chiese”, di Sebastiano Vassalli;
9. “I promessi sposi”, di Alessandro Manzoni (resta ancora e sempre un po’ oltre le mie possibilità);
10. “Marco e Mattio”, di Sebastiano Vassalli;
11. “I celti in Italia”, di Venceslas Kruta e Valerio Massimo Manfredi (tante informazioni, poca meraviglia);
12. “La notte della cometa”, di Sebastiano Vassalli;
13. “Pensare l’islam”, Michel Onfray;
14. “La tomba di Alessandro”, di Valerio Massimo Manfredi;
15. “Violenza e islam”, di Adonis (per quelli del relativismo culturale…) ;
16. “Il signore delle vigne”, di Noah Gordon;
17. “Questa vita”, di Vito Mancuso” (riflessioni riflessioni riflessioni…);
18. “Il nazista ebreo”, di Georg Rauch (credevo in una storia più sorprendente);
19. “Danubio”, di Claudio Magris (per comprenderlo completamente ci vorrebbe una Laurea in letteratura germanica, ma ho comunque intuito perché molti lo definiscono un capolavoro);
20. “La fata Carabina”, di Daniel Pennac;
21. “Stella del mattino”, di Wu Ming 4 (ho incontrato l’autore, una di quelle persone che quando parla non ti guarda mai negli occhi…nonostante questo il libro merita di essere letto);
22. “Il paradiso degli orchi”, di Daniel Pennac (è il terzo libro di Pennac che leggo in vita mia: è il terzo che non mi convince);
23. “Le serate di Medan”, di Zola, Maupassant, Huysmans, Céard, Hennique, Alexis (6 racconti, tutti belli);
24. “Nelle tempeste d’acciaio”, di Ernts Jünger (un lungo diario di fatti a cui manca, secondo me, un po’ di approfondimento interiore);
25. “Il piccolo regno”, di Wu Ming 4;
26. “Kitchen”, di Banana Yoshimoto (volevo leggere tre libri della Yoshimoto ma dopo aver concluso la lettura di questo, che è considerato il suo libro più famoso, ho deciso di finirla qui);
27. “Sentiero luminoso”, di Wu Ming 2 (tantissimi spunti e altrettante polemiche);
28. “I pascoli del cielo”, di John Steinbeck;
29. “Addio alle armi”, di Ernest Hemingway;
30. “Made in Sweden”, di Anders Roslund e Stefan Thunberg;
31. “Il progetto Lazarus”, di Aleksandar Hemon; (di Hemon ho letto un libro bellissimo, uno bruttissimo e questo…di cui però alla fine non ho ben capito il significato)
32. “Navi Perdute”, di Naomi Williams (erano anni che sognavo un romanzo sul conte di La Perouse ma questo non mi ha soddisfatto come speravo);
33. “Spy story love story”, di Nicolai Lilin (troppe ingenuità);
34. “Se non ora quando”, di Primo Levi;
35. “La cripta dei cappuccini”, di Joseph Roth (una bella sorpresa);
36. “La corriera stravagante”, di John Steinbeck (capita che alcuni scrittori americani, seppur famosi, in certi libri forniscano prove assolutamente inconsistenti);
37. “Un americano tranquillo”, di Graham Greene;
38. “Viaggio al termine della notte”, di Louis Ferdinand Celine (Capolavoro stilistico! E non solo stilistico. Peccato per le bestemmie, presumo che nell’intenzione dell’autore servissero a impreziosire il libro);
39. “Novecento”, di Alessandro Baricco (ben scritto, ma quando l’ho finito mi sono chiesto “E quindi?”);
40. “Colazione da Tiffany”, di Truman Capote;
41. “Ogni cosa alla sua stagione”, di Enzo Bianchi;
42. “Il sentiero dei nidi di ragno”, di Italo Calvino (libro bellissimo, non ci avrei scommesso un rublo);
43. “La storia di Kullervo”, di John Ronald Reuel Tolkien;
44. “Nahui”, di Pino Cacucci (dell’autore non so se mi dispiaccia di più il nome o il cognome, ma i suoi libri li apprezzo come raramente mi capita con gli autori italiani);
45. “Spezzare il pane”, di Enzo Bianchi (noioso e pieno di ripetizioni);
46. “Il bar delle grandi speranze”, di John Joseph Moehringer (100 pagine in meno e sarebbe un gran libro);
47. “Teutoburgo”, di Valerio Massimo Manfredi;
48. “Sir Gawain e il cavaliere verde”, di John Ronald Reuel Tolkien;
49. “Mahahual”, di Pino Cacucci;
50. “La marcia di Radetzky”, di Joseph Roth (più pesante rispetto all’altro suo libro che ho letto quest’anno);
51. “Il buio e il miele”, di Giovanni Arpino;
52. “Rinascimento privato”, di Maria Bellonci (una visione d’insieme impressionante)

La Rory Gilmore Reading Challenge, sfida letteraria 2017 #Libri #RoryGilmore

rory-2

Tra la Sfida 2017 dei 50 libri, prossimamente su questi schermi, e il mio giro intorno al mondo (Leggere il Mondo, un libro per Paese), ho deciso con delizia che nel 2017 partirà un’altra Sfida letteraria per me, dritta dritta dal mondo televisivo. Nella serie Gilmore Girls (di cui ho guardato tre puntate da ggiovane per decidere che mi schifava e raccapricciava, e ogni volta che ne ho rivisto un pezzo mi saliva la carogna, ma tranquilli, non siamo qui per parlare di ciò) la ragazzina co-protagonista, Rory, è una lettrice avida e insaziabile, che legge costantemente non solo per il proprio piacere ma anche perchè è iscritta a una scuola privata estremamente competitiva in vista di un futuro in una università Ivy League, destinata a una carriera giornalistica. Per lo più, comunque, legge perchè ama farlo; ed è inquadrata in almeno una scena a puntata con un libro in mano. Negli anni in cui la serie era attiva, il network televisivo WB curava una rubrica online, intitolata The Rory Gilmore Book Club, in cui si elencavano titoli di romanzi che Rory stava leggendo o avrebbe letto, o che avrebbe dovuto leggere, stimolando curiosità nelle fan lettrici, e dando ottimi suggerimenti a genitori e giovani fan della serie. Col tempo, i fan nerd più telemaniaci hanno stilato una lista ossessiva non solo di questi libri o dei titoli che Rory è stata vista leggere nei telefilm, ma di tutti i riferimenti letterari e filmici (che abbiano alla base un libro) fatti in tutte le puntate delle sette stagioni, più la recente miniserie, creando l’estesa macro competizione The Rory Gilmore Reading Challenge, che consiste in circa 360 titoli, in cui si sfida il lettore a raggiungere Rory. Su Goodreads  gareggiano in un gruppo di lettura al ritmo di due libri al mese più qualche minisfida, ma naturalmente con un numero così elevato di titoli è inutile porsi obiettivi troppo ravvicinati.

Ho detto “circa” 350 libri perchè in rete si trovano infinite liste sotto questa denominazione, in genere copincollate da un sito all’altro, ma molte contengono doppioni o palesi errori; io da brava ho controllato titolo per titolo, libro per libro, e sono arrivata a questa precisa polita Sfida qui: https://cinquantalibri.com/the-rory-gilmore-reading-challenge/

La trovo un sfida importante e interessante, innanzitutto perchè una ragazzina televisiva americana non si può permettere di aver letto più libri di me! ahah, no, ok scherzo. Comunque Rory no, non ti permettere.

Partiamo con le considerazioni: è una lista che -tolto qualche titolo di manuali di cucina e guide di viaggio per l’Europa- si divide in quattro macro gruppi di letture. Dapprima i libri di svago di alta qualità (Harry Potter, Woodhouse, i classici per ragazzi); poi i capolavori della grande letteratura mondiale, con particolare interesse verso quella inglese e nordamericana, ovviamente; poi le biografie e i saggi storici, filosofici, letterari e musicali che Rory legge in vista della sua futura carriera giornalistica; e infine una serie di opere che sono forse meno importanti letteriamente ma ugualmente fondamentali per tematiche e scrittura, che vanno da Un albero cresce a Brooklyn di Betty Smith a Stephen King. Di questi 370 titoli, penso di averne letti un centinaio, forse qualcuno in più ma ho deciso comunque di rileggere Shakespeare e Dickens. Ho trovato tantissimi suggerimenti interessanti per saggi e opere letterarie, anche se c’è qualche libro che non mi attira per nulla, e che sostituirò con un titolo equivalente: perchè laddove Rory da brava studentessa americana trova necessario leggersi A Monetary History of the United States, tomone di 860 pagine scritto nel 1963 dai premi Nobel per l’Economia Milton Friedman and Anna J. Schwartz, io magari scelgo qualcosa tra questi, per esempio:  https://www.webeconomia.it/libri-economia-leggere/4754/

Insomma, io comincio. Poi quando finisco, finisco! Se non finisco, pazienza! ci ho provato, voi mi siete testimoni.

Lorenza Inquisition