Arthur Conan Doyle – La Nube Avvelenata #ArthurConanDoyle

“Voi potete farvi trascinare da una catastrofe con la pace nella mente e nel cuore, e potete invece tentare di lottare riuscendo a torturarvi e a essere infelice. Poiché quel che è successo è al disopra di noi, accetiamolo e non ne parliamo più…”

conan

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La Nube Avvelenata è un lungo racconto di una settantina di pagine antesignano dei film catastrofico-apocalittici tanto di moda dagli anni ’90 in poi. Il professor Challenger è probabilmente l’unico al mondo ad avere previsto che la nostra galassia ha attraversato una “zona avvelenata” e che quindi l’intera vita sulla Terra sta per essere sterminata nel giro di poche ore. Il professore invita i suoi tre amici già protagonisti del romanzo Il Mondo Perduto (in cui andavano alla scoperta di un altopiano inesplorato in cui una nutrita fauna preistorica aveva proseguito la propria stirpe) ad assistere a questo sterminio dal proprio cottage insieme alla moglie; infatti, grazie ad un intuizione del professore, avranno a disposizione qualche ora in più per osservare l’estinzione della vita e attendere la propria morte.
Ottimamente scritto, non posso che ammirare una volta di più l’immaginazione di un autore che era avantissimo per l’epoca. Non c’è azione in questa storia, ma solo osservazione scientifica e discussioni filosofeggianti sulla vita, trattate con humour britannico e con un talento per la suspense che ha pochi pari. Consigliato.

A seguire, Il Capitano della Stella Polare, un bel racconto gotico di una ventina di pagine ambientato su una baleniera imprigionata tra i ghiacci dell’Artico.

Massimo

Charles Dickens – Racconto di Natale

 scrooge

Riletto per l’ennesima volta più per romanticismo che per altro. È il libro più vecchio che possiedo, addirittura più vecchio di me. Prestato da un mio cugino al tempo in cui i libri circolavano all’interno delle famiglie. Ricordo che a lui fece paura io invece non ci capii un gran che. Lo tengo caro anche se la carta puzza un po’. Edizione La Corticelli di Bologna, non dovrebbe esistere più dalla metà degli anni ’50. Impareggiabili le copertine di una volta.

La mia è l’edizione sia del ’36. Chissà che giri ha fatto nella nostra famiglia prima di arrivare a me. Io certamente prima del ’60’ non l’ho letto. Sarà farcito di virus influenzali, varicelle e indigestione.

Raffaella