Libro parlato Lions -Salone Internazionale del libro di Torino

Buongiorno, non intendo pubblicizzare un’iniziativa commerciale, vi segnalo questa organizzazione di cui faccio parte. Non produciamo semplicemente audiolibri ma, attraverso donatori di voce, offriamo gratuitamente ai non vedenti -oltre che ad ospedali e ad altre organizzazioni- libri non recitati (chi ascolta deve poter liberamente interpretare) di tutti i generi, compresi i libri scolastici. Esistiamo -e resistiamo- da molti anni e sono convinta della bontà di ciò che facciamo… Chi del gruppo andrà al Salone del libro provi a passare dal nostro stand…

Chiara alladio

http://www.libroparlatolions.it/

TUTTI I SERVIZI DEL “LIBRO PARLATO LIONS” SONO GESTITI DALL’ASSOCIAZIONE AMICI DEL LIBRO PARLATO LIONS DI VERBANIA, SONO TOTALMENTE GRATUITI E DISPONIBILI ALLE PERSONE CHE, PER DISABILITÀ (ANCHE MOMENTANEA) FISICA O SENSORIALE, NON POSSONO LEGGERE AUTONOMAMENTE.

Libro Parlato Lions

Cari amici segnatevi in agenda i fantastici incontri del Libro Parlato al Salone del Libro!

Vi aspettiamo venerdì 20 maggio al Padiglione 3 stand R18-S19

Ecco il programma della giornata:

10:30 Presentazione: la storia del Libro Parlato Lions, i servizi web, App, podcast e collaborazioni a cura di Giulio Gasparini – Gabriella Fizzardi – Serenella Sesti

11:30 Io, Donatore di Voce: conosciamo i Donatori i Voce del centro di registrazione del LP di Torino

12:00 Pillole di formazione per Donatori di Voce a cura di Paolo Canova

13:30 Io, Donatore di Voce: conosciamo i Donatori di Voce di Senti chi parla ODV – Centro di registrazione del libro parlato

14:00 Presentazione progetto “Ad alta voce” a cura degli studenti e insegnanti del Liceo Statale Fermi di Cantù

15:00 Pillole di formazione per Donatori di Voce a cura di Monica Sichel

15:30 Incontro con l’autore: Leonardo De Cosmo presenta l’audiolibro “Uova, terra e spazio: I cambiamenti climatici spiegati ai giovani” di Vittorio De Cosmo

Il libraio di Venezia – Giovanni Montanaro #GiovanniMontanaro #Venezia #Feltrinelli

Il libraio è Vittorio, e la libreria la Moby Dick di Campo San Giacomo (non esiste realmente, ma diventa archetipo di tutte le librerie indipendenti veneziane). É l’orgoglio di Vittorio, che vive per i suoi libri e si entusiasma per i classici e le poesie di Hikmet. Intorno a lui Venezia e i suoi abitanti, vecchi e nuovi, e soprattutto Sofia, la metà dei suoi anni ma l’amore, si sa, non sa contare. Improvvisamente l’acqua alta, di una potenza imprevista, che scombussola i piani.

É il 12 novembre 2019. Il Centro Maree ha avvertito i veneziani che ci sarà l’acqua alta. Si aspettano 145 cm e i veneziani si preparano come sempre, installando le paratie e spostando le cose più preziose su i ripiani più alti. Ma col passare delle ore le previsioni peggiorano e i centimetri aumentano. É “l’acqua granda”. La marea arriva a 187cm e Venezia viene inondata.

“Quaranta centimetri in più del previsto. Non 145, ma 187. Quaranta centimetri in più cambiano tutto, travolgono letti, inondano vestiti, spazzano fogli, distruggono provviste, sporcano materassi, e poi calzini, telefoni, gioielli, bicchieri, piatti, stoviglie, libri, centinaia di libri, e adesso non si può fare niente, non si può reagire, non c’è più tempo né spazio per mettere le cose in salvo, solo stare a guardare, piangere all’inesorabile bagnarsi, lerciarsi, disfarsi.”

Una storia che può apparire banale ma che è talmente ricca di particolari della Venezia meno turistica e, soprattutto, così vivida nella descrizione dell’acqua granda del novembre 2019, che il lettore non può che sentirsi coinvolto. Aggiungiamo un evidente amore per i libri e le librerie, e anche il racconto di Venice calls, quei ragazzi che, con le scuole chiuse per l’emergenza, si riuniscono per aiutare a riemergere, a pulire dal fango cantine, case, negozi.

Alla fine del racconto ci sono schede delle librerie indipendenti di Venezia, con una piantina della città per trovarle. Uno spunto per una gita letteraria appassionante e suggestiva.

In campo San Giacomo, a Venezia, c’è la Moby Dick, una libreria di quelle «che ti sorprende che esistano ancora, anche se ci sono in ogni città, tenaci come guerrigliere, eleganti come principesse». Il suo libraio si chiama Vittorio, ha passato i quarant’anni, vive per i suoi libri, combatte per continuare a venderli. Un giorno incontra Sofia, gli occhi chiari e le risposte svelte, che prende l’abitudine di andare a trovarlo. Il 12 novembre 2019, però, i 187 centimetri di acqua alta eccezionale inondano le case, i negozi, sommergono gli scaffali di Vittorio. Le pagine annegano, e «campo San Giacomo è pieno di libri perduti, e pare che tutto sia perduto». Giovanni Montanaro, che ha vissuto in prima persona i giorni tragici dell’inondazione, li racconta in un modo lontano dalle cronache che hanno commosso il mondo. Racconta l’angoscia dell’acqua che sale, che distrugge, ma mostra anche un’altra Venezia, i giovani, i cittadini che reagiscono, l’allegria nata in mezzo allo sfacelo, fatta della capacità di aiutarsi, di rinascere.