Ripongo di nuovo sullo scaffale la Valle dell’Eden, un libro che ho aperto per la prima volta in prima liceo e mi ha accompagnato per trent’anni. Uno di quei libri che va al di là del tempo in cui è stato scritto e dell’età di chi lo legge, perchè avrà sempre una serie di storie da raccontare. Ogni volta che lo apro, sorprendentemente, scopro di essermi dimenticata con gli anni qualche aspetto, le discussioni sul razzismo o sulla guerra, la nascita del continente americano o il potere dell’amore, il tema sullo spirito creativo dell’uomo e il risveglio della coscienza, la figura della donna e la vita degli uomini che lavorano la terra.
E’ un libro che contiene tutto, un libro praticamente perfetto, e lo amo di vero amore. E se forse non è proprio proprio proprio perfetto, va bene, è come gli uomini di cui parla e che lo popolano: accetta comunque la sua eredità di peccatore che falla, e abbraccia le sue contraddizioni continuando a volersi bene..
Due sole cose non mi dimentico mai negli anni, Sam Hamilton e Lee, la possibilità e la speranza di noi umani, due personaggi in tutto lo splendore della loro peculiare umanità, perchè in questa vita non c’è male abbastanza grave da offuscare il bene contenuto nell’animo umano, e dobbiamo crederlo con tutte le nostre forze.
Timshel. Tu puoi.
Lorenza Inquisition

