Le donne della notte – Marlon James #MarlonJames #recensione #schiavismo

Le donne della notte – Marlon James

  • Traduttore: P. D’Accardi
  • Categoria: Narrativa Straniera
  • Casa editrice: Frassinelli

 

Ogni nero cammina in tondo. Prendetela così e fatene quel che vi pare. (…) Il nero si sveglia e trova il suo tondo già bello e fatto, a cominciare dall’anello di ferro che gli imprigiona il collo. Il tondo al bianco gli arriva per sua stessa scelta. Tanti potrebbero scegliere di andar dritto e uscirne, e invece tanti tornano da dove son partiti, altri da lì non se ne vanno mai. E se voi siete un nero intrappolato nella vita del bianco, anche voi percorrete quel tondo.

Marlon James è giamaicano e vive negli USA; la questione razziale è centrale nei suoi romanzi anche se sono molto diversi tra loro. Questo si svolge nella colonia inglese tra la fine del 1700 e gli inizi del 1800, quando l’isola era praticamente una grande piantagione di canna da zucchero e lo sfruttamento degli schiavi negri avveniva con una ferocia che forse nessuno ha mai raccontato in modo così schietto prima. All’autore non interessa venire incontro al lettore, né addolcire la pillola in alcun modo: non risparmia i dettagli raccapriccianti delle torture inflitte e nemmeno la misura infinita della meschinità dei coloni inglesi. Nonostante questo, non l’ho trovato eccessivo o troppo crudo ma al contrario estremamente appassionante con una serie di personaggi memorabili.

«Due son le cose che dovete sapere se volete conoscerla. Lilith era appena nata che già le donne la guardavano tremando di paura per via di quegli occhi verdi che illuminavano la stanza, ma non come fa la luce del sole. Nessuno la voleva quella mocciosetta e il soprintendente Jack Wilkins ebbe a dare disposizioni speciali per mettere una negra a prendersi cura della piccola, perché se no uomini e donne sarebbero stati ben contenti di lasciarla nella selva e che la terra se la riprendesse. Un’altra cosa. Una bambina come Lilith non nasce con gli occhi verdi perché Dio ha deciso d’essere oltremodo gentile con una negra. Quel che è certo è che Lilith è l’unica a essere cresciuta in una capanna con una donna che chiamava madre e un uomo che chiamava padre, ma senza somigliare né all’una né all’altro.»

Silvia Chierici

Giovanni Lindo Ferretti – Reduce

Fedeli alla linea la linea non c’è fedeli alla linea la linea non c’è fedeli alla linea la linea non c’è”.
Questa è parte del ritornello di CCCP brano programmatico cantato nel 1986 da Giovanni Lindo Ferretti per il suo gruppo, i CCCP.

reduce

Se non amate i CCCP/CSI non c’è un reale motivo per cui dovreste leggere questo libro. Almeno non credo! Da fan quale sono (concerti, testi a memoria, fanzine, copie su ogni supporto possibile di ogni disco..) non so se potrebbe davvero piacere a chi non è appassionato di questo gruppo. Parti molto gradevoli di storia familiare e di un ritorno alla natura, altre intrise di oscurantismo ultra cattolico… Il tutto scritto come le canzoni. Mi sarebbero bastate 10 righe per riconoscerlo. È sempre il solito Ferretti quello che pensa e quello che scrive. Così troviamo un’abbondanza di rime baciate non solo nelle poesie che compongono il volume, ma anche nelle prose; questo, che funzionava molto bene in musica, è forse un punto debole del suo stile di scrittore. Inoltre non mi va giù che liquidi tutto un passato di idee, posizioni et simili con uno scarno: ero giovane e sciocco. Avrei voluto che mi spiegasse come si passa da A a B, qual è il percorso… Invece sembra che tutto fosse già lì, sotto la scorza, pronto a uscir fuori… Non lo so. Ma d’altra parte ci aveva avvisato:”non fare di me un idolo, mi brucerò”

Ci ripenso e magari lo rileggerò.

Sara R.

DESCRIZIONE

A partire dalla storia e dalla geografia della zona dell’Appennino emiliano da cui proviene la sua famiglia e dove lui stesso è nato, Giovanni Lindo Ferretti traccia una sorta di grande storia epica composta da diversi quadri, nei quali la vita dei suoi parenti e la sua si intreccia a quella del mondo circostante. Dal Sahara algerino alla Lisbona della Rivoluzione dei garofani, dalla Jugoslavia alla Mongolia, dal Salento al Sudafrica, da Reggio Emilia a Gerusalemme: i viaggi di Ferretti sono occasione di mille incontri e di mille riflessioni ma soprattutto segnano le tappe di una maturazione umana originalissima. Partito dal suo paesino appenninico, passato attraverso i sogni e le follie di un’intera generazione, Ferretti riscopre in giro per il mondo la strada che lo riporterà a casa, sui suoi monti, ad allevare i suoi cavalli.